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Water Lilies (Nymphéas) di Claude Monet
Portrait of Madame Edouard Manet on a blue sofa di Édouard Manet
Olympia di Édouard Manet
Mary Cassatt at the Louvre: The Paintings Gallery di Edgar Degas
Luncheon of the Boating Party di Pierre-Auguste Renoir
Ballet Dancers di Edgar Degas
Portrait of the Painter Fritz Melbye (1826-69) di Camille Pissarro
Girls at the Piano di Pierre-Auguste Renoir
In the Loge di Mary Cassatt
Mother and Child (The Oval Mirror) di Mary Cassatt
The Bridge at Villeneuve-la-Garenne di Alfred Sisley
Boulevard Montmartre, Mid-Lent di Camille Pissarro

impressionismo

63 artisti · 1860–1890

L’impressionismo nacque a Parigi negli anni 1860 come rivolta contro il Salon ufficiale e la tradizione accademica che lo governava. Un gruppo informale di pittori, attivi indipendentemente ma riuniti in otto mostre tra il 1874 e il 1886, abbandonò i soggetti storici e mitologici da studio per l’osservazione diretta: paesaggi dipinti all’aperto, strade cittadine al crepuscolo, caffè, stazioni ferroviarie e scene domestiche private. Lavoravano rapidamente, con pennellate spezzate e colori brillanti, per catturare gli effetti fugaci della luce naturale anziché il modellato tonale fisso insegnato all’École des Beaux-Arts. Il nome derivò da Impression, soleil levant di Claude Monet[15] (1872), deriso dal critico Louis Leroy su Le Charivari. Nel giro di due decenni l’insulto divenne un titolo d’onore. L’impressionismo spostò la pittura dall’illustrazione narrativa all’esperienza percettiva. La sua influenza superò la Francia: Mary Cassatt[16] ne portò i metodi al pubblico americano, mentre Childe Hassam li adattò alla luce del New England. Il movimento non produsse un manifesto né una teoria unitaria. Lo accomunava la convinzione che la pittura dovesse registrare come vede davvero l’occhio, non come imponeva l’accademia.

Idee principali

  • Water Lilies (Nymphéas) — impressionismo

    La luce come soggetto

    Prima dell’impressionismo, la luce era uno strumento per illuminare il contenuto narrativo di una scena. Gli impressionisti capovolsero questa gerarchia: la luce stessa divenne il soggetto. Le serie di Monet sulla Cattedrale di Rouen e sui covoni mostrano lo stesso motivo osservato in decine di diverse condizioni atmosferiche, dimostrando che l’aspetto di una scena cambia completamente con l’ora e il tempo. Pissarro e Sisley seguirono la stessa logica nei paesaggi rurali e suburbani. Non era una variazione decorativa, ma l’affermazione fondamentale che la percezione visiva è instabile, che il mondo appare diverso da un momento all’altro e che un dipinto fedele a questa instabilità è più veritiero di uno che la nasconde.

  • Portrait of Madame Edouard Manet on a blue sofa — impressionismo

    La vita moderna come soggetto degno

    Nella Francia della metà dell'Ottocento la pittura accademica collocava i soggetti in una rigida gerarchia: in cima la storia e la mitologia, in fondo la natura morta. Le scene di svago della borghesia quotidiana non avevano spazio. Gli impressionisti smantellarono questo sistema. Renoir dipinse folle che danzavano nei caffè all'aperto di Montmartre. Degas osservò prove di balletto, lavandaie e cavalli da corsa. Morisot e Cassatt registrarono con immediatezza psicologica il mondo domestico privato delle donne e dei bambini. Manet inserì i parigini contemporanei in composizioni riprese dai maestri rinascimentali, costringendo gli spettatori a confrontarsi con la distanza tra idealismo classico e realtà moderna. Nel complesso, la loro opera mostrò che il presente era materia sufficiente per la pittura seria.

  • Olympia — impressionismo

    Colore disgregato e pennellata visibile

    La pittura accademica privilegiava una tecnica invisibile: superfici lisce, gradazioni tonali senza soluzione di continuità, nessuna traccia del pennello. Gli impressionisti abbandonarono questa finitura. Applicavano il colore con pennellate brevi e separate, relativamente pure, lasciando che fosse l'occhio dello spettatore a mescolarle da lontano invece di fondere i pigmenti sulla tavolozza. La tecnica creava un effetto ottico scintillante, simile al modo in cui la luce si frammenta sulle superfici. Rendeva visibile anche l'atto stesso del dipingere. Lo spettatore vede sia la scena rappresentata sia il lavoro fisico del pennello sulla tela. Questa doppia consapevolezza era radicale: riconosceva che un dipinto è un oggetto costruito, non una finestra trasparente, e pose le basi per le sperimentazioni formali del postimpressionismo e oltre.

  • Mary Cassatt at the Louvre: The Paintings Gallery — impressionismo

    La pratica en plein air e il rifiuto dello studio

    Gli impressionisti non inventarono la pittura all’aperto. La Scuola di Barbizon lavorava nella foresta di Fontainebleau dagli anni 1830 e Corot dipinse paesaggi italiani luminosi decenni prima che nascesse Monet. Gli impressionisti elevarono la pittura en plein air da schizzo preparatorio a dipinto compiuto. Cavalletti portatili, tubetti di colore richiudibili (disponibili in commercio dagli anni 1840) e l’espansione della rete ferroviaria resero tutto ciò praticabile. Verso la fine degli anni 1860, Monet, Renoir, Sisley e Bazille dipingevano fianco a fianco lungo la Senna, sviluppando metodi comuni attraverso la competizione diretta. Le tele risultanti avevano un’immediatezza e una freschezza che il rimaneggiamento in studio avrebbe distrutto. La rapidità non era trascuratezza: era l’unico modo per catturare condizioni che cambiavano di minuto in minuto.

  • Luncheon of the Boating Party — impressionismo

    La mostra indipendente come strategia artistica

    La decisione di aggirare il Salon ufficiale e organizzare mostre indipendenti ebbe conseguenze pari a quelle di qualsiasi innovazione stilistica. La Societe Anonyme Cooperative des Artistes Peintres, Sculpteurs, Graveurs, fondata nel dicembre 1873, diede ai membri il controllo sull’allestimento, sui prezzi e sulla presentazione. La prima mostra aprì nell’aprile 1874 nell’ex studio del fotografo Nadar sul Boulevard des Capucines, con opere, tra gli altri, di Monet, Renoir, Degas, Pissarro, Morisot, Sisley e Cezanne. Seguirono altre otto mostre, fino al 1886. Il modello dimostrò che gli artisti potevano raggiungere collezionisti e critici senza filtri istituzionali. Ispirò direttamente il Salon des Independants (1884) e anticipò gli spazi espositivi del ventesimo secolo gestiti dagli artisti.

Origini

Il sistema del Salon e i suoi dissidenti

Entro la metà dell’Ottocento il Salon di Parigi controllava l’accesso al mercato artistico francese. Le giurie dell’Académie des Beaux-Arts decidevano quali dipinti accettare e dove appenderli. Una collocazione favorevole poteva lanciare una carriera; il rifiuto poteva stroncarla. Il sistema premiava grandi composizioni storiche e temi classici. Nel 1863 la giuria respinse così tante opere che Napoleone III ordinò una mostra parallela, il Salon des Refusés. Le Déjeuner sur l’herbe di Manet fu il dipinto più discusso, attirando folle venute soprattutto per deriderlo. L’episodio rivelò che l’autorità del Salon era arbitraria, non assoluta.

Lo studio di Gleyre e le prime alleanze

Nei primi anni 1860, quattro giovani pittori si incontrarono nello studio didattico di Charles Gleyre: Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley e Frederic Bazille. Condividevano l’interesse per il paesaggio e i soggetti contemporanei. Nel 1864 dipingevano insieme all’aperto lungo la Senna, sviluppando le proprie tecniche attraverso un dialogo diretto. Bazille, proveniente da una famiglia benestante di Montpellier, offriva sostegno economico e condivideva lo spazio dello studio. La sua morte nella guerra franco-prussiana nel 1870 privò il gruppo di uno dei suoi membri più talentuosi prima della prima mostra. Intanto Pissarro e Cezanne avevano avviato una propria collaborazione a Pontoise. Berthe Morisot, allieva di Corot, entrò nella cerchia di Manet alla fine degli anni 1860.

La guerra franco-prussiana e le sue conseguenze

La guerra franco-prussiana del 1870-1871 disperse il gruppo nascente. Monet e Pissarro fuggirono a Londra, dove studiarono Turner e Constable alla National Gallery e conobbero il mercante Paul Durand-Ruel. Bazille fu ucciso nella battaglia di Beaune-la-Rolande nel novembre 1870. Renoir fu arruolato. Quando si ritrovarono, il clima politico e culturale era cambiato. La Terza Repubblica portò nuove libertà, ma anche incertezza economica. Durand-Ruel iniziò ad acquistare opere impressioniste in quantità, offrendo loro il reddito che il sistema del Salon aveva negato.

Le otto mostre, dal 1874 al 1886

La prima mostra collettiva aprì il 15 aprile 1874 nell'ex atelier del fotografo Nadar al 35 di Boulevard des Capucines. Trenta artisti esposero 165 opere. Una recensione satirica di Leroy su Le Charivari diede il nome al gruppo. Seguirono altre mostre fino al 1886, anche se gli artisti partecipanti cambiavano continuamente. Degas insistette per includere Mary Cassatt e rifiutò l'etichetta di impressionista. Pissarro fu l'unico artista a partecipare a tutte e otto le mostre. All'ultima, nel 1886, Seurat espose A Sunday Afternoon on the Island of La Grande Jatte, annunciando il neoimpressionismo. Le mostre del gruppo finirono, ma l'infrastruttura che avevano costruito avrebbe sostenuto la generazione successiva.

Con le loro parole

“Vorrei dipingere come canta un uccello.”
Claude Monet, Attributed in multiple sources; cited by the Denver Art Museum
“Quanto al vecchio Pissarro, per me era un padre. Era una persona a cui chiedere consiglio, quasi come a Dio.”
Paul Cezanne, Letter to Ambroise Vollard; cited by the Musee d'Orsay
“Impressione: ne ero certo. Mi stavo dicendo proprio che, se ero rimasto impressionato, allora doveva esserci dentro una qualche impressione.”
Louis Leroy, Le Charivari, 25 April 1874

Tutti gli artisti del movimento impressionismo

63 artisti.

Letture consigliate

  • Impressionism: Art, Leisure, and Parisian Society

    Impressionism: Art, Leisure, and Parisian Society

    Robert L. Herbert · 1988

    La storia sociale fondamentale. Herbert interpreta i dipinti attraverso la cultura del tempo libero che li produsse.

  • The History of Impressionism

    The History of Impressionism

    John Rewald · 1946

    La prima trattazione accademica completa, ancora in stampa dopo otto decenni. Una narrazione anno per anno basata su fonti primarie.

  • Impressionism: A Feminist Reading

    Impressionism: A Feminist Reading

    Norma Broude · 1991

    Riporta al centro i contributi di Morisot e Cassatt, prima relegati ai margini, e mette in discussione le ipotesi di genere della storiografia precedente.

  • The Art of Impressionism: Painting Technique and the Making of Modernity

    The Art of Impressionism: Painting Technique and the Making of Modernity

    Anthea Callen · 2000

    Uno studio tecnico sulla realizzazione materiale dei dipinti impressionisti. Esamina la preparazione delle tele, la scelta dei pigmenti e l’incorniciatura.

Domande frequenti

  • Che cos'è l'impressionismo?
    L'impressionismo fu un movimento artistico francese attivo dagli anni 1860 agli anni 1880, che ruppe con la tradizione accademica dando priorità all'osservazione diretta della luce e dell'atmosfera rispetto al contenuto narrativo. I pittori lavoravano rapidamente, spesso all'aperto, usando pennellate visibili e colori puri per registrare l'aspetto mutevole delle scene quotidiane invece di levigarle in composizioni finite in atelier.
  • Quando è nato l'impressionismo?
    Il movimento si consolidò nel dicembre 1873, quando Claude Monet[15], Pierre-Auguste Renoir[11], Edgar Degas[17], Camille Pissarro[12], Berthe Morisot[13] e altri fondarono la Société Anonyme Coopérative des Artistes Peintres per sottrarsi al Salon ufficiale. La prima mostra indipendente aprì il 15 aprile 1874 nell'ex atelier del fotografo Nadar sul Boulevard des Capucines, segnando l'esordio pubblico del movimento.
  • Chi sono i pittori impressionisti più famosi?
    Il nucleo del gruppo impressionista era composto da Claude Monet[15], Pierre-Auguste Renoir[11], Edgar Degas[17], Camille Pissarro[12], Berthe Morisot[13], Alfred Sisley[14] e Mary Cassatt[16], con Édouard Manet nel ruolo di precursore e mentore. Tra il 1874 e il 1886 si tennero otto mostre collettive; in seguito i membri presero strade diverse: Monet si dedicò alle serie della cattedrale di Rouen e dei covoni, Degas si concentrò sulle figure e Renoir si orientò verso uno stile più classico.
  • Quali sono i tratti distintivi dell'impressionismo?
    Quattro caratteristiche tecniche distinguono l’impressionismo: il colore frammentato, applicato con pennellate brevi e separate invece che mescolato sulla tavolozza; una pennellata visibile, che riconosce il dipinto come oggetto costruito; la pittura en plein air con cavalletti portatili e colori in tubetto; e l’interesse per gli effetti fugaci della luce, del tempo atmosferico e dell’ora del giorno. Le serie di Monet sullo stesso soggetto in condizioni diverse incarnarono l’ambizione distintiva del movimento.
  • Perché l’impressionismo fu controverso all’epoca?
    L'ambiente artistico parigino riteneva che i dipinti finiti dovessero avere superfici lisce e invisibili, soggetti storici o mitologici elevati e figure idealizzate. Le tele impressioniste infransero ogni regola: le pennellate restavano visibili, i soggetti erano scene ordinarie della vita borghese e le composizioni sembravano incompiute. Nel 1874 il critico Louis Leroy coniò il nome del movimento in una recensione che derideva Impression, Sunrise di Monet; il termine rimase, nonostante l'intento offensivo.
  • Qual è la differenza tra impressionismo e postimpressionismo?
    L’impressionismo (anni 1870 e 1880) registrò l’aspetto visibile del mondo sotto una luce mutevole. Il postimpressionismo (all’incirca dal 1886 al 1905) partì da quelle basi, ma si spinse in direzioni simboliche, strutturali ed emotive evitate dal gruppo originario. Cézanne cercò la geometria sottostante, Van Gogh usò il colore per suscitare emozioni, Gauguin perseguì una semplificazione spirituale e Seurat sviluppò il puntinismo: quattro diverse ribellioni al movimento di partenza.
  • Dove si possono vedere i migliori dipinti impressionisti?
    Le maggiori concentrazioni si trovano a Parigi, al Musée d'Orsay e al Musée de l'Orangerie (comprese le sale delle Ninfee di Monet); all’Art Institute of Chicago, che ospita Paris Street; Rainy Day di Caillebotte e importanti raccolte di Monet e Renoir; al Metropolitan Museum of Art di New York; alla Courtauld Gallery di Londra; e alla National Gallery of Art di Washington. Ognuno possiede almeno due sale intere di opere canoniche.
  • Che cosa precedette l’impressionismo?
    La Scuola di Barbizon dipingeva nella foresta di Fontainebleau fin dagli anni 1830, aprendo la strada al paesaggio dipinto all’aperto. Il realismo di Gustave Courbet aveva già scandalizzato il Salon con soggetti moderni non idealizzati. I paesaggi argentei di Camille Corot influenzarono direttamente Pissarro e Morisot. Le stampe giapponesi su legno, arrivate a Parigi dopo l’apertura del Giappone nel 1854, insegnarono agli impressionisti le composizioni tagliate, lo spazio appiattito e il disegno asimmetrico; Degas ne assimilò queste lezioni in modo particolarmente evidente.

Fonti

I contenuti su impressionismo si basano sui seguenti studi pubblicati.

  1. [1] libro Robert L. Herbert, Impressionism: Art, Leisure, and Parisian Society, 1988 Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  2. [2] libro John Rewald, The History of Impressionism, 1946 Utilizzata per: biografia, influenze, analisi stilistica.
  3. [3] libro Norma Broude, Impressionism: A Feminist Reading, 1991 Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  4. [4] libro Anthea Callen, The Art of Impressionism: Painting Technique and the Making of Modernity, 2000 Utilizzata per: biografia, analisi stilistica, tecnica.
  5. [5] Wikipedia Wikipedia: Impressionism Utilizzata per: biografia.
  6. [6] libro Nia Gould, A History of Art in 21 Cats Utilizzata per: biografia.
  7. [7] libro Carol Strickland and John Boswell, The Annotated Mona Lisa Utilizzata per: biografia.
  8. [8] libro Carol Strickland and John Boswell, The Annotated Mona Lisa Utilizzata per: biografia.
  9. [9] libro Carol Strickland and John Boswell, The Annotated Mona Lisa Utilizzata per: biografia.
  10. [10] Wikipedia Wikipedia: James McNeill Whistler Utilizzata per: biografia.
  11. [11] Wikipedia Wikipedia: Pierre-Auguste Renoir Utilizzata per: biografia.
  12. [12] Wikipedia Wikipedia: Camille Pissarro Utilizzata per: biografia.
  13. [13] Wikipedia Wikipedia: Berthe Morisot Utilizzata per: biografia.
  14. [14] Wikipedia Wikipedia: Alfred Sisley Utilizzata per: biografia.
  15. [15] Wikipedia Wikipedia: Claude Monet Utilizzata per: biografia.
  16. [16] Wikipedia Wikipedia: Mary Cassatt Utilizzata per: biografia.
  17. [17] Wikipedia Wikipedia: Edgar Degas Utilizzata per: biografia.

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