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Self Portrait in the Light, Somerville, Mass di Nan Goldin
Simon Laughing. Yvon's House. Avignon di Nan Goldin
Sharon W. the Christmas Tree, NYC, di Nan Goldin
C.Z. and Max on the Beach, Truro, Massachusetts di Nan Goldin
n. 1953 · americano

Nan Goldin

La sorella maggiore di Goldin, Barbara, si suicidò nel 1965, a diciotto anni, dopo aver trascorso anni in istituti psichiatrici. In seguito Goldin scoprì che i timori riguardo alla sessualità di Barbara avevano contribuito alla sua istituzionalizzazione. Questa perdita plasmò ogni cosa.

Conservate in 5 musei[1]10 fonti

Ritratto di Nan Goldin

Biografia

Nacque a Washington, D.C., nel 1953, lasciò casa a tredici anni, visse in affido e iniziò a fotografare a quindici. I suoi primi soggetti furono drag queen locali. The Ballad of Sexual Dependency, iniziata nel 1981, è una presentazione diaristica di fotografie intime, spesso sfocate e dai colori intensi, accompagnate da una colonna sonora di rock, blues, opera e reggae. Fu mostrata per la prima volta nei locali notturni, prima di passare alle gallerie.

Divenne dipendente da OxyContin dopo un intervento al polso e rese pubblica la sua dipendenza nel 2017. Fondò P.A.I.N. (Prescription Addiction Intervention Now) per prendere di mira la famiglia Sackler e organizzò proteste al Met e in altre istituzioni. La sua campagna contribuì direttamente alla rimozione del nome Sackler da gallerie e centri educativi nei musei di tutto il mondo. Il documentario di Laura Poitras su di lei, All the Beauty and the Bloodshed, vinse il premio per il miglior film alla Mostra del cinema di Venezia del 2022.

Cronologia

  1. 1976Dipinse «C. Z and Max on the Beach. Truro. MA» a 23 anni.
  2. 1980Dipinse «Misty and Jimmy» a 27 anni.
  3. 1987Dipinse «Teri and Patrick on Their Wedding Night» all’età di 34 anni.
  4. 1989Dipinse «Self Portrait in the Light, Somerville, Mass» all’età di 36 anni.
  5. 1997Dipinse "The Sky on the Twilight of Philippine's Suicide. Winterthur. Switzerland" a 44 anni.
  6. 1999Dipinse «Clemens, Jens and Nicolas Laughing at Le Pulp. Paris» a 46 anni.

Dove vedere Nan Goldin

1 museo nel mondo.

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  • Metropolitan Museum of Art

    Metropolitan Museum of Art

    New York City, Stati Uniti

    7 opere

    Dom–mar e gio 10:00–17:00; ven–sab 10:00–21:00; chiuso il mercoledì · Adulti $30, studenti $17 (ingresso a offerta libera per i residenti di NY)

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Domande frequenti

  • nan goldin è ancora in vita?
    Sì, Nan Goldin è ancora in vita (nació en 1953).
  • Qual è l’opera più famosa di Nan goldin?
    La presentazione in diapositive diaristica di Nan Goldin, The Ballad of Sexual Dependency, iniziata nel 1981, è forse la sua opera più famosa.
  • Per che cosa è noto nan goldin?
    Nan Goldin è nota per aver fotografato drag queen e persone transessuali non operate nei primi anni 1970.
  • Qual è l’opera più famosa di Nan Goldin?
    Nan Goldin è nota soprattutto per la sua presentazione di diapositive *The Ballad of Sexual Dependency*. Nacque come raccolta in continua evoluzione di centinaia di immagini accompagnate dalla musica. L’opera racconta le vite e le relazioni della cerchia di Goldin, la sua «famiglia ricreata». Offre uno sguardo intimo su persone che dormono, fanno sesso o semplicemente si rilassano, evocando storie di desiderio e frustrazione. Goldin accosta diapositive e musica per chiarire il suo interesse per le dinamiche sessuali nelle relazioni. L’opera è stata presentata come video e pubblicata in volume nel 1986. Le fotografie di Goldin mostrano il suo mondo con una franchezza che riflette il legame personale con i soggetti. Nascono dalla sua vita e dal bisogno di documentarla, formando quello che lei descrive come un «diario», anziché uno studio pianificato. Un altro corpus significativo è *The Other Side: 1972-92*, pubblicato nel 1993. Questa raccolta si è sviluppata a partire da fotografie scattate nei primi anni 1970, quando viveva con drag queen a Boston e frequentava The Other Side, un bar drag. Le immagini condividono temi simili a quelli affrontati in *The Ballad of Sexual Dependency*.
  • Cosa dovrei sapere sulle stampe di Nan Goldin?
    Quando si considerano le stampe di Nan Goldin, è bene ricordare che il mercato dell’arte usa termini specifici per descrivere le fotografie in base al momento in cui sono state stampate. Una «vintage print» è una fotografia stampata all’incirca nel periodo in cui è stato realizzato il negativo. Una «period print» è stata realizzata entro circa 10 a 15 anni dallo scatto. Se la data di stampa è ignota o risale a più di 15 anni dopo lo scatto, si parla di «old print». Una «modern print» è una stampa recente ricavata dal negativo originale. Una «original print» è una stampa realizzata o supervisionata direttamente dall’artista. Una «facsimile» è ottenuta rifotografando una stampa oppure dal negativo originale, con supporto e trattamento il più possibile simili a quelli di una stampa d’epoca. Le fotografie possono conservarsi bene se trattate correttamente, ma sono soggette a problemi come foxing, pieghe e degrado da raggi UV. Le stampe alla gelatina d’argento possono ingiallire per la natura della carta, gli agenti ossidanti, un lavaggio inadeguato o l’umidità eccessiva. Possono inoltre comparire macchie redox, piccole macchie rossastre.
  • A quale stile o movimento apparteneva Nan Goldin?
    Nan Goldin è associata alla Pictures Generation, un gruppo informale di artisti attivi dagli anni 1970 in poi. Questa generazione, che comprendeva figure come Cindy Sherman, Barbara Kruger e Richard Prince, esplorò la rappresentazione, i mass media e la natura costruita dell’identità. L’opera di Goldin presenta alcuni punti di contatto con la Pictures Generation, soprattutto nell’uso della fotografia per esaminare realtà sociali e personali. Il suo approccio, tuttavia, è diverso. Mentre gli artisti del gruppo ricorrevano spesso all’appropriazione e a immagini messe in scena per criticare la cultura mediatica, la fotografia di Goldin è più intima e diaristica. Documentò la propria vita e quella degli amici, concentrandosi spesso su comunità e sottoculture marginalizzate. Le sue rappresentazioni esplicite della sessualità, del consumo di droghe e della crisi dell’AIDS la distinguono dall’approccio più distaccato e concettuale di alcuni artisti del gruppo. La sua opera è stata collegata alla fotografia documentaria e all’estetica dell’istantanea; la prospettiva soggettiva e l’intensità emotiva la differenziano però dalle pratiche documentarie tradizionali.
  • Quali tecniche o materiali usava Nan Goldin?
    Nan Goldin è nota per le fotografie che documentano sottoculture e momenti personali intimi. È associata a un'estetica da «istantanea»: le sue immagini hanno spesso un carattere informale e immediato. Negli anni 1970 iniziò a usare una fotocamera da 35mm, un formato ridotto che le consentiva di muoversi liberamente e catturare immagini spontanee. Spesso usava la luce disponibile, contribuendo all'aspetto talvolta granuloso o imperfetto delle fotografie. Era una scelta estetica deliberata, poiché mirava a cogliere la realtà del momento senza ritocchi artificiali. Molte sue fotografie vengono presentate in forma di proiezione di diapositive, spesso accompagnate dalla musica. Questa modalità aggiunge una dimensione narrativa e trasforma una raccolta di immagini separate in una storia più completa. Le proiezioni sono diventate una parte importante della sua espressione artistica, permettendo agli spettatori di vivere le opere in modo temporale ed emotivo. Goldin pubblica inoltre le fotografie in libri, diffondendo ulteriormente le sue narrazioni personali e sociali.
  • Per che cosa era nota Nan Goldin?
    Nan Goldin (nata nel 1953) è una fotografa statunitense associata a un fotogiornalismo intimo e personale. È nota soprattutto per la proiezione di diapositive del 1985, poi pubblicata come libro, *The Ballad of Sexual Dependency*. L’opera documenta la sottocultura post-punk e la vita di Goldin a New York durante la fine degli anni 1970 e gli anni 1980. Le sue fotografie esplorano spesso temi come genere, sessualità, consumo di droghe e relazioni. Le immagini si caratterizzano per un’estetica cruda e senza filtri e per l’attenzione alle comunità emarginate. Fotografa spesso amici e amanti, creando un diario visivo della propria vita e del proprio ambiente sociale. Le sue opere sono state esposte in musei e gallerie di tutto il mondo. Ha pubblicato anche altri libri fotografici, tra cui *Cookie Mueller* (1991), biografia dell’attrice e scrittrice, e *The Beautiful Smile* (2008), raccolta di ritratti. La sua rappresentazione franca dell’esperienza personale ha avuto un notevole effetto sulla fotografia e sul ritratto contemporanei.
  • Quando visse e lavorò Nan Goldin?
    Nan Goldin nacque a Washington, D.C., nel 1953. È una fotografa statunitense nota per le immagini documentarie intime e personali. La sua carriera iniziò negli anni 1970, quando viveva e lavorava a New York. Documentò la scena musicale post-punk e new wave, la sottocultura LGBT e le comunità dipendenti dall'eroina. Le sue opere di quel periodo catturano le emozioni e le esperienze più crude degli amici e di se stessa. Tra i suoi lavori più noti c'è «The Ballad of Sexual Dependency» (1986), una proiezione di fotografie accompagnata da musica. Ritrae amore, dipendenza, violenza e amicizia all'interno della sua cerchia sociale. L'opera l'ha consacrata come figura importante della fotografia contemporanea. Goldin continua a lavorare su temi come identità, sessualità e crisi degli oppioidi. Le sue fotografie sono state esposte nei principali musei e gallerie del mondo, consolidando il suo posto nella storia dell'arte.
  • Quando iniziò a fotografare nan goldin?
    Nan Goldin iniziò a fotografare a quindici anni.
  • Dove posso vedere le opere di Nan Goldin?
    Le fotografie di Nan Goldin sono conservate in numerose collezioni pubbliche, tra cui la Tate Modern di Londra; il Museum of Modern Art[2], il Whitney Museum of American Art e il Metropolitan Museum of Art[4] di New York; il Centre Pompidou di Parigi; e l’Israel Museum di Gerusalemme. In tutto il mondo sono state allestite importanti mostre retrospettive della sua opera. Tra gli esempi recenti c’è «Nan Goldin: This Will Not End Well» alla Moderna Museet di Stoccolma (2023), poi trasferita alla Nationalgalerie di Berlino, allo Stedelijk Museum di Amsterdam e all’Irish Museum of Modern Art di Dublino. Nel 2022 la Marian Goodman Gallery di New York ha presentato «Kiss the Moon», una mostra di fotografie nuove e inedite. Selezioni più ridotte delle sue immagini compaiono spesso in mostre collettive dedicate a temi come genere, sessualità, comunità e ritratto. Per gli orari delle mostre aggiornati, consulta i siti dei principali musei e gallerie. Le sue opere si trovano anche nelle gallerie commerciali che la rappresentano.
  • Da dove veniva Nan Goldin?
    Nan Goldin nacque a Washington, D.C., nel 1953. La sua infanzia fu segnata dal suicidio della sorella maggiore, Barbara, nel 1965; l’evento ebbe un impatto significativo su Goldin e sulle sue opere successive. Iniziò a esplorare la fotografia alla fine degli anni 1960, frequentando la Satyr Film School, una scuola alternativa progressista a Lincoln, Massachusetts. Qui studiò con fotografi che incoraggiavano la sperimentazione. Tra le prime influenze di Goldin figuravano le opere di Diane Arbus e il fotogiornalismo sociale dell’epoca. Negli anni 1970 si trasferì a Boston, dove entrò nella scena controculturale della città. Documentò la vita di amici e conoscenti, molti dei quali appartenevano alla comunità LGBTQ+. Questo lavoro costituì la base del suo progetto più noto, *The Ballad of Sexual Dependency*, una proiezione di fotografie accompagnate da musica. Presentato per la prima volta nel 1981, il progetto catturava momenti intimi di amore, perdita e dipendenza.

Fonti

I contenuti su Nan Goldin si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.

  1. [1] museo National Gallery of Art Utilizzata per: collezioni museali.
  2. [2] museo Museum of Modern Art Utilizzata per: collezioni museali.
  3. [3] museo Wallonia-Brussels Federation Museum of Contemporary Arts Utilizzata per: collezioni museali.
  4. [4] museo Metropolitan Museum of Art Utilizzata per: collezioni museali.
  5. [5] libro Charlotte Mullins, A Little History of Art Utilizzata per: biografia.
  6. [6] libro David Hockney; Maurice Tuchman; Stephanie Barron; Los Angeles County Museum of Art, David Hockney a retrospective _ [Los Angeles County Museum of Art, 4.2 - 24.4.1988; New York, The Metropolitan Museum of Art, 18.6. - 14.8.1988; London, Tate Ga Utilizzata per: biografia.
  7. [7] libro guggenheim-clemente00clem Utilizzata per: biografia.
  8. [8] libro guggenheim-invested00blis Utilizzata per: biografia.
  9. [9] libro guggenheim-mediascape00klot Utilizzata per: biografia.
  10. [10] libro guggenheim-rroseisr00bles Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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