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Piazza San Marco di Filippo De Pisis
Paesaggio Con Passero E Casolare di Filippo De Pisis
Fiori Di Campo di Filippo De Pisis
Il Marinaio Francese di Filippo De Pisis
Pane Sacro di Filippo De Pisis
Tour Eiffel di Filippo De Pisis

Dove vedere Filippo De Pisis

6 musei nel mondo

Informazioni su Filippo De Pisis

1896–1956

pittore italiano che si spostò tra Roma, Parigi e Venezia, realizzando luminosi paesaggi urbani e nature morte dalla pennellata libera, influenzati dalla tradizione metafisica.

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Ritratto di Filippo De Pisis
Musei6
Paesi5
Maggior numero di opere segnalateMusée d'art moderne de Paris, Parigi · 2 opere registrate
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Dove vedere Filippo De Pisis

Qui sono riportate le opere nelle collezioni; l'esposizione attuale varia. Verifica presso ogni museo prima della visita.

Domande frequenti

  • Dove posso vedere le opere di Filippo De Pisis?
    Filippo De Pisis (nato Luigi Filippi Tibertelli a Ferrara nel 1896[1]; morto a Milano nel 1956[1]) è noto per le nature morte, i paesaggi urbani e i dipinti marini. Le sue opere si possono vedere in diverse gallerie italiane. La Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia conserva il suo dipinto The Cardinal. Durante la vita, De Pisis espose con il gruppo Novecento a Milano nel 1926[1] e nel 1929. Fece parte degli Italiani di Parigi, presentati alla Biennale di Venezia nel 1930. Le sue opere furono esposte alla Biennale anche nel 1948 e nel 1954. Dal 1925 trascorse quattordici anni a Parigi. La sua prima mostra personale si tenne a Parigi, alla Galerie au Sacre du Printemps, nel 1926.
  • Cosa dovrei sapere sulle stampe di Filippo De Pisis?
    Filippo De Pisis (nato Luigi Tibertelli, 1896[1]-1956[1]) fu un pittore italiano noto per le nature morte poetiche e malinconiche, i paesaggi urbani e quelli naturali. Oltre a dipingere, realizzò stampe, soprattutto acqueforti e litografie. Queste riprendono spesso temi e stile dei dipinti, con linee delicate, colori sottili e un’atmosfera onirica. Rappresentano di frequente fiori, conchiglie e oggetti quotidiani, trattati con leggerezza e senso di fugacità. I paesaggi urbani colgono la quieta solitudine degli spazi cittadini, mentre quelli naturali evocano nostalgia e desiderio. I collezionisti apprezzano le sue stampe per il formato intimo, la sensibilità poetica e il riflesso della sua visione personale. Meno note dei dipinti, offrono uno sguardo prezioso sulla sua pratica e sulla ricerca intorno a memoria, bellezza e passare del tempo.
  • Perché le opere di Filippo De Pisis sono importanti oggi?
    Filippo De Pisis (nato Luigi Tibertelli de Pisis a Ferrara nel 1896[1]; morto a Milano nel 1956[1]) è importante per il contributo al modernismo italiano, in particolare per aver sviluppato uno stile personale nell'ambito della Pittura metafisica e, in seguito, per le nature morte poetiche e malinconiche. Inizialmente legato alla scuola metafisica di Giorgio de Chirico, De Pisis conferì al movimento una sensibilità propria. Pur condividendone l'interesse per immagini oniriche e accostamenti inquietanti, infuse il suo lavoro di una qualità più personale e lirica. Più avanti nella carriera si allontanò dalla Pittura metafisica e sviluppò uno stile più individuale, caratterizzato da pennellate delicate, colori attenuati e un senso di fugacità. Le sue nature morte, spesso con fiori, conchiglie o altri oggetti quotidiani, evocano nostalgia e pacata contemplazione. Queste opere sono apprezzate per il trattamento sensibile della luce e della texture e per la capacità di conferire risonanza emotiva a soggetti ordinari.
  • Quali tecniche o materiali usava Filippo De Pisis?
    Filippo De Pisis impiegò tecniche e materiali diversi, espressione della sua visione artistica personale. È noto soprattutto per le nature morte, spesso con conchiglie, fiori e oggetti quotidiani resi con tocco delicato. Preferiva i colori a olio e li stendeva in strati sottili per creare leggerezza e trasparenza. La pennellata era spesso libera e gestuale, contribuendo alla qualità eterea delle composizioni. Talvolta integrava materiali insoliti, come piume o elementi di collage, aggiungendo consistenza e interesse visivo. Oltre all’olio, lavorò con acquerello e tempera, esplorando tecniche diverse per ottenere effetti vari. La tavolozza era generalmente sobria e delicata, con toni pastello e gradazioni morbide. Spesso lasciava scoperta parte della tela, permettendo al fondo di emergere e accentuando così l’atmosfera ariosa delle opere.
  • Chi ha influenzato Filippo De Pisis?
    È difficile individuare artisti specifici influenzati direttamente da Filippo De Pisis, poiché le fonti non sottolineano il suo ruolo di maestro o guida di un movimento. Tuttavia, il contesto della sua vita e della sua opera consente di tracciare alcuni legami. De Pisis conobbe le opere dei primi maestri fiorentini. Fu influenzato da Filippino Lippi, Ghirlandaio e dai maestri olandesi. Nel suo trattamento del colore si riconosce l'influenza di Leonardo da Vinci. La sua opera era ammirata dai surrealisti. La scarsità di informazioni sull'influenza diretta di De Pisis potrebbe riflettere una tendenza più ampia: dopo Giotto, gli umanisti del quindicesimo secolo faticarono a individuare nella pittura uno schema d'influenza altrettanto strutturato.
  • Chi ha influenzato Filippo De Pisis?
    Filippo de Pisis (nato Luigi Filippi Tibertelli a Ferrara nel 1896[1]) fu influenzato da diversi artisti e movimenti. Durante gli studi all’Università di Bologna (1916[1]-1919[1]), conobbe le idee futuriste attraverso il poeta Corrado Govoni. Anche l’arrivo a Ferrara di Giorgio de Chirico e Alberto Savinio nel 1915 fu determinante. Insieme a Carlo Carrà fondarono la «scuola» metafisica. La prima prosa lirica e poesia di de Pisis riflettevano l’umore malinconico dei fratelli de Chirico. Trasferitosi a Roma nel 1919, iniziò a dipingere e conobbe Armando Spadini e il circolo Valori Plastici. Questo ambiente contribuì allo sviluppo delle sue nature morte, che combinavano oggetti disparati con una qualità sensuale affine alla pittura metafisica. Il trasferimento a Parigi nel 1925 influenzò ulteriormente il suo percorso. Ammirava Eugène Delacroix, Édouard Manet, Camille Corot, Henri Matisse e i Fauves. Questa ammirazione si manifestò in una stesura del colore sempre più gestuale e nell’uso del colore. A Venezia, nel 1944, si ispirò a Francesco Guardi e ad altri artisti veneziani del diciottesimo secolo.
  • Qual è l'opera più famosa di Filippo De Pisis?
    È difficile indicare una sola opera come la più famosa di Filippo De Pisis. Nel corso della carriera realizzò opere diverse e la sua reputazione è cambiata dopo la morte. È noto soprattutto per le nature morte, in particolare quelle con oggetti quotidiani: fiori, conchiglie e cibo. Questi dipinti hanno spesso una qualità malinconica e onirica, ottenuta con una tavolozza smorzata e una pennellata libera. Realizzò anche vedute urbane, ritratti e paesaggi. La sua opera evoca spesso un senso di transitorietà e fragilità. I dipinti di De Pisis sono caratterizzati da uno stile distintivo che fonde elementi dell’Impressionismo, della pittura metafisica e del movimento italiano Novecento. Sviluppò un linguaggio artistico originale che lo distingueva dai contemporanei.
  • A quale stile o movimento apparteneva Filippo De Pisis?
    Filippo De Pisis (nato Luigi Filippi Tibertelli a Ferrara nel 1896[1]) si confrontò con diversi stili nel corso della carriera. Inizialmente si interessò al Futurismo e ne conobbe le idee attraverso il poeta Corrado Govoni. Tra il 1915[1] e il 1917, De Pisis, insieme a de Chirico e Carrà, costituì il nucleo della scuola metafisica a Ferrara. La sua prima prosa lirica e la sua poesia mostrano l’influenza dello stile malinconico dei fratelli de Chirico. Dopo essersi trasferito a Roma nel 1919, iniziò a dipingere e sviluppò uno stile caratteristico di natura morta che evocava l’atmosfera della pittura metafisica. Nel 1925 De Pisis si trasferì a Parigi, dove visse per quattordici anni. L’ammirazione per artisti come Delacroix, Manet, Corot, Matisse e i Fauves lo portò a uno stile pittorico più gestuale e a colori più vivaci. Frequentò anche gli Italiani di Parigi, un gruppo che comprendeva de Chirico, Savinio e Campigli. Più avanti nella vita si ispirò ai maestri veneziani del Settecento, come Francesco Guardi.

Fonti

La guida Dove vedere le opere raccoglie le presenze verificate di opere di Filippo De Pisis nelle seguenti collezioni.

  1. [1] Wikipedia Wikipedia: Filippo De Pisis Utilizzata per: biografia.
  2. [2] libro guggenheim-futurismmodernfo00solo Utilizzata per: biografia.
  3. [3] libro guggenheim-italianartnowame00wald Utilizzata per: biografia.
  4. [4] libro Braun, Emily, 1957-; Asor Rosa, Alberto; Royal Academy of Arts (Great Britain), Italian art in the 20th century : painting and sculpture, 1900-1988 Utilizzata per: biografia.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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