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La pioggia di Fausto Melotti
Scultura B (I Dioscuri) di Fausto Melotti
Città di Fausto Melotti
Il carro dei rabdomanti di Fausto Melotti
Notte africana di Fausto Melotti
La rivoluzione dogmatica di Fausto Melotti

Dove vedere Fausto Melotti

6 musei nel mondo

Informazioni su Fausto Melotti

1901–1986

scultore italiano che trascorse vent’anni lavorando la ceramica prima di tornare a delicate costruzioni in bronzo, musicali e di rara leggerezza e precisione.

Leggi la biografia completa →

Ritratto di Fausto Melotti
Musei6
Paesi4
Maggior numero di opere segnalateWallonia-Brussels Federation Museum of Contemporary Arts, Hornu · 11 opere registrate
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Dove vedere Fausto Melotti

Qui sono riportate le opere nelle collezioni; l'esposizione attuale varia. Verifica presso ogni museo prima della visita.

Domande frequenti

  • Dove posso vedere le opere di Fausto Melotti?
    Le sculture e le altre opere di Fausto Melotti si trovano in numerose collezioni private, molte delle quali a Milano. Per esempio, la Collezione Melotti di Milano possiede La casa dell'orologiaio («The Watchmaker's House», 1960[1]). Marta Melotti, anch’essa a Milano, possiede II viaggio (1961), oltre a collane realizzate intorno al 1950 e prototipi di spille del 1959-60. Altre collezioni private milanesi conservano opere come Alu tome presto stridono i venti, misti alia fredda pioggia autunnal... (1966) e Uomini (1966). Altre raccolte private si trovano altrove: una a Norara possiede Sol6 coi cerchi (1944) e un’altra a Km. Neu conserva Josephine Baker (1962). Cristina Melotti, a New York, possiede Le mam (1947).
  • Cosa dovrei sapere sulle stampe di Fausto Melotti?
    Fausto Melotti, nato a Rovereto nel 1901[1], è noto per la scultura e la ceramica, ma realizzò anche stampe. Inizialmente studiò fisica, matematica e musica, prima di dedicarsi alla scultura all'Accademia di Brera a Milano. Nel 1935[1] tenne la sua prima mostra personale di sculture astratte alla Galleria del Milione di Milano. Queste opere, spesso realizzate in gesso o metallo, erano strutturate secondo la sezione aurea e il contrappunto musicale. Il fallimento della mostra lo spinse a lavorare come ceramista e a realizzare sculture solo su commissione. Dopo il 1945 la sua opera si allontanò dall'astrazione geometrica. Negli anni 1960 creò sculture in rete metallica e stoffa, introducendo un elemento cinetico. Tra le sue opere scultoree figurano «II viaggio (The Journey,)», «Reti (Nets)» e «Josephine Baker». Le sculture incorporano spesso ottone, bronzo e legno dipinto. Ottenne riconoscimenti più avanti nella carriera: ricevette il Premio Rembrandt nel 1973 e il premio Feltrinelli per la scultura nel 1976. Melotti morì a Milano nel 1986[1].
  • Perché le opere di Fausto Melotti sono importanti oggi?
    Le sculture e le ceramiche di Fausto Melotti si distinguono per l’approccio innovativo alla forma e ai materiali. Iniziò a lavorare la ceramica negli anni 1940[1] e 1950, realizzando piccole sculture e oggetti funzionali e passando dall’astrazione alla figurazione. Nel 1954 collaborò con Gio Ponti a progetti come i terminal Alitalia a Milano e New York, dove utilizzarono piastrelle di ceramica blu e bianche. La sua opera ceramica è considerata un’espressione di «ricerca silenziosa ed elaborazione interiore». Benché trattasse la ceramica come un gioco, quel periodo gli permise di sviluppare la forza innovativa visibile nella scultura successiva. Dopo il 1960 tornò alla scultura utilizzando altri materiali, tra cui ottone e bronzo. Tra le opere degli anni 1960 figurano «Josephine Baker» (1962), «The Journey» (1961) e «Oh How Quickly the Winds Screech» (1966). Questi lavori mostrano la sua esplorazione della forma e dello spazio e la capacità di integrare l’ispirazione artistica con le proprietà dei materiali scelti.
  • Quali tecniche o materiali utilizzava Fausto Melotti?
    Fausto Melotti nacque a Rovereto nel 1901[1]. Si formò come ingegnere, ma studiò anche scultura all’Accademia di Brera a Milano. Le prime sculture astratte degli anni 1930[1] erano realizzate con materiali come gesso o metallo. Queste costruzioni erano regolate dalle proporzioni della sezione aurea e da geometrie musicali. Dopo una cattiva accoglienza, per vent’anni lavorò come ceramista. Creò piccole sculture e oggetti funzionali e collaborò con Gio Ponti a grandi commissioni con piastrelle di ceramica blu e bianche. Negli anni 1950 vinse premi per le ceramiche. Negli anni 1960 tornò alla scultura e abbandonò la ceramica. Le opere di quel periodo impiegano spesso delicate reti metalliche e tessuti. Lavorò anche in ottone e bronzo; tra gli esempi figurano *Josephine Baker* (1962), *The Journey* (1961) e *Nets* (1961).
  • Chi fu influenzato da Fausto Melotti?
    L'influenza di Fausto Melotti si ritrova nell'opera di Leoncillo Leonardi, in particolare nel suo approccio espressivo alla ceramica. Negli anni 1950[1] Melotti e Lucio Fontana esplorarono la conciliazione tra arte e artigianato, in un dibattito che comprendeva anche l'architettura. All'inizio della carriera Melotti entrò in contatto con il movimento Abstraction-Création a Parigi. Sosteneva il dialogo tra arte e architettura italiane e avanguardia europea, in contrasto con le politiche culturali nazionaliste. Le sue sculture astratte, prive di elementi figurativi, erano organizzate secondo le proporzioni della sezione aurea e del contrappunto musicale. Dopo l'insuccesso critico della mostra del 1935, lavorò come ceramista e produsse opere figurative su commissione, come i bassorilievi per il Palazzo della Giustizia di Marcello Piacentini a Milano (1937-39). Creò anche gruppi di figure per l'Esposizione Universale Roma (EUR '42), un progetto interrotto dalla guerra. La sua opera si ispirava al contrappunto musicale e le sculture più tarde incorporarono reti metalliche e tessuti, introducendo un elemento cinetico.
  • Chi ha influenzato Fausto Melotti?
    Lo sviluppo artistico di Fausto Melotti fu segnato da varie influenze. Studiò con Adolfo Wildt all'Accademia di Brera a Milano, dove conobbe Lucio Fontana, che divenne un amico per tutta la vita. Melotti, insieme a Fontana e ad altri, sostenne il movimento Abstraction-Création a Parigi. Il loro obiettivo era integrare l'arte e l'architettura italiane con l'avanguardia europea, opponendosi alle politiche culturali nazionaliste del regime fascista. Carlo Belli, cugino di Melotti, era un teorico e sostenitore del gruppo. Il contrappunto musicale ispirò l'opera di Melotti. Le sue sculture astratte, prive di elementi figurativi, erano ordinate secondo le proporzioni della sezione aurea e le geometrie formali del contrappunto musicale. Nella ceramica, Melotti può essere considerato un continuatore della visione artistica di Gio Ponti. Tra Melotti e Fontana esistevano molti legami, oltre alla stima e al rispetto reciproci: condividevano l'amore per la ceramica.
  • Qual è l’opera più famosa di Fausto Melotti?
    Fausto Melotti, nato a Rovereto nel 1901[1], fu un artista italiano noto per le sculture e le ceramiche. Studiò fisica e matematica a Pisa, poi ingegneria elettronica a Milano. Studiò anche musica. In seguito si iscrisse all'Accademia di Brera a Milano, dove conobbe Lucio Fontana, che divenne suo amico per tutta la vita. Nel 1935[1] Melotti tenne alla Galleria del Milione di Milano la sua prima mostra personale di sculture astratte. Queste costruzioni, in gesso o metallo, erano ordinate secondo le proporzioni della sezione aurea e il contrappunto musicale. La mostra fu un insuccesso critico, e Melotti si dedicò allora alla ceramica. Realizzò anche sculture su commissione, per lo più figurative. Dopo la Seconda guerra mondiale creò i Teatrini: costruzioni in terracotta policroma. Negli anni 1950 vinse premi per le ceramiche, tra cui medaglie d'oro a Praga e Monaco. Le opere degli anni 1960 utilizzavano delicate reti metalliche e tessuti. Queste sculture furono esposte solo nel 1967, ma presto ottennero successo di critica. Tra le sue opere figurano Josephine Baker (1962), The Watchmaker's House (1960) e The Journey (1961). Melotti morì a Milano nel 1986[1].
  • A quale stile o movimento apparteneva Fausto Melotti?
    Fausto Melotti (1901[1]-1986[1]) sostenne il movimento Abstraction-Création e nel 1935[1] firmò a Torino il manifesto della «Prima mostra collettiva d'arte astratta italiana». Il gruppo mirava a mettere in dialogo l'arte e l'architettura italiane con l'avanguardia europea, opponendosi alle politiche culturali nazionaliste. Carlo Belli, teorico e sostenitore del gruppo, era cugino di Melotti. Melotti era inoltre legato alla Galleria del Milione di Milano, dove nel 1935 tenne la sua prima mostra personale di sculture astratte. Queste costruzioni in gesso o metallo erano ordinate secondo le proporzioni della sezione aurea e le geometrie del contrappunto musicale. Dopo il fallimento critico della mostra, lavorò come ceramista e produsse sculture su commissione. Per quasi vent'anni si concentrò sulla ceramica. Negli anni 1940 realizzò piccole sculture e oggetti funzionali, oscillando tra astrazione e figurazione. Dopo vent'anni dedicati alla ceramica, negli anni 1960 tornò alla scultura con altri materiali.

Fonti

La guida Dove vedere le opere raccoglie le presenze verificate di opere di Fausto Melotti nelle seguenti collezioni.

  1. [1] Wikipedia Wikipedia: Fausto Melotti Utilizzata per: biografia.
  2. [2] libro guggenheim-metph00cela Utilizzata per: biografia.
  3. [3] libro Braun, Emily, 1957-; Asor Rosa, Alberto; Royal Academy of Arts (Great Britain), Italian art in the 20th century : painting and sculpture, 1900-1988 Utilizzata per: biografia.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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