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Musée du Louvre, Parigi · INV 779 · Pubblico dominio

Mona Lisa

Ritratto di Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo

1503-1519 · Olio su tavola di pioppo

La Mona Lisa al Louvre è un dipinto dello stesso Leonardo, iniziato entro ottobre 1503 e ancora incompiuto alla sua morte. Una copia al Prado fu dipinta accanto all’originale da uno dei suoi allievi. Questa pagina confronta le due opere e segue il percorso dell’originale fino a Parigi.

Il dipinto raffigurato

Data
1503-1519
Tecnica
Olio su tavola di pioppo
Dimensioni
79.4 × 53.4 cm
Inventario
INV 779 (anche MR 316)
Collezione
Musée du Louvre, Parigi, Dipartimento di pittura
Dove vederlo
Louvre, Parigi. Al momento della verifica, l’opera si trovava nella sala 711, la Salle des États, ala Denon, livello 1: 26 settembre 2026.
Consulta la scheda del Louvre →

La scala di questo pannello

Tavola 79.4 × 53.4 cm

Foglio A1, 59.4 × 84.1 cm

La tavola è leggermente più piccola di un foglio A1: è alta 79,4 cm rispetto a 84,1 cm e larga 53,4 cm rispetto a 59,4 cm.

La risposta

Quale Mona Lisa è questa?

Questo è un dipinto autografo di Leonardo. [1] Il Louvre lo registra come il ritratto di Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo, dipinto a olio su tavola di pioppo tra il 1503 e il 1519. [1]

Il lavoro era già iniziato nell’ottobre 1503. [1] Quel mese l’ufficiale fiorentino Agostino Vespucci scrisse una nota a margine di un libro di Cicero, paragonando Leonardo al pittore antico Apelles e menzionando il volto di Lisa del Giocondo. [1] [2] Armin Schlechter trovò la nota mentre catalogava un antico libro a stampa appartenente alla biblioteca universitaria di Heidelberg e pubblicò la scoperta nel maggio 2005. [2]

Dal secolo 16 in poi furono realizzate copie, e il Louvre ne conosce più di cento. [1] Una si trova al Museo del Prado di Madrid. Il Prado la attribuisce alla bottega di Leonardo e afferma che fu dipinta da uno dei suoi allievi tra il 1507 e il 1516 circa. [3]

Un terzo dipinto, la Isleworth Mona Lisa, appartiene a una collezione privata. [4] Nel 2012 The Art Newspaper riferì che, secondo la fondazione creata dai proprietari, Leonardo avrebbe dipinto il volto. [4] Il giornale aggiunse che gli studiosi di Leonardo in genere non hanno accettato questa attribuzione e che Martin Kemp dell’Università di Oxford definì le ricerche a sostegno della tesi «un miscuglio di supposizioni». [4]

Confronta

Due tavole, una bottega

La copia del Prado ripete ogni modifica apportata da Leonardo al suo dipinto: al busto, al profilo del velo e alla posizione delle dita. [3] Il Prado ritiene che ciò significhi che le due opere furono dipinte nello stesso periodo. [3]

Le due figure sono identiche per dimensioni e forma e furono ricalcate dallo stesso cartone. [3] Qui cartoon indica un disegno a grandezza naturale usato per trasferire un progetto. La copia è dipinta su noce, l’originale su pioppo. [3] Il Prado afferma chiaramente che il suo pannello «non è paragonabile alla Mona Lisa del Louvre per qualità e trattamento». [3]

Leonardo da Vinci, Mona Lisa, 1503-1519. Olio su tavola di pioppo, 79.4 × 53.4 cm. Musée du Louvre, INV 779.
Bottega di Leonardo da Vinci, Mona Lisa, 1507-1516. Olio su tavola di noce, 76,3 × 57 cm. Museo del Prado, Madrid, P000504.

Guardali uno accanto all’altro

  1. 1. Il volto

    Dettaglio ravvicinato del volto nel dipinto del Louvre: ombre morbide, un sorriso appena accennato e una sottile rete di crepe sulla pittura giallastra.
    Louvre
    Dettaglio ravvicinato del volto nella copia del Prado: pelle chiara, labbra rossastre, contorni netti e riccioli scuri.
    Copia del Prado

    Al Louvre i contorni del volto si dissolvono nell’ombra. Il volto della copia ha contorni più netti e una carnagione più chiara. Il Prado descrive la differenza con queste parole: «l’imprecisione e la delicatezza della pittura di Leonardo sono molto diverse dalla tecnica precisa dell’artista che ha dipinto la tavola del Prado». [3]

  2. 2. La veduta a sinistra

    Dettaglio della veduta scura e brunastra a sinistra del dipinto del Louvre, con una strada che serpeggia tra le colline.
    Louvre
    Dettaglio della veduta a sinistra nella copia del Prado: scogliere grigio-azzurre, un lago, rocce dorate, una strada tortuosa e la base di una colonna sul bordo.
    Copia del Prado

    La copia mostra chiaramente rocce, acqua e una strada tortuosa sotto un cielo blu. Il Prado afferma che lo sfondo della sua copia è incompiuto. [3] Sul bordo sinistro della copia si trova la base di una colonna. Il Louvre descrive due piccole colonne alle estremità della balaustra alle sue spalle, che incorniciano la veduta. [1]

  3. 3. Il ponte a destra

    Dettaglio della veduta scura sulla destra del dipinto del Louvre, con un piccolo ponte di diverse arcate sull’acqua.
    Louvre
    Dettaglio della veduta a destra nella copia del Prado: montagne blu, acqua e un piccolo ponte ad arco.
    Copia del Prado

    Entrambi i pannelli mostrano in basso a destra un piccolo ponte di diverse arcate sull’acqua.

La fotografia della copia del Prado è larga 2,224 pixel, contro i 7,854 del dipinto del Louvre; perciò, quando viene ingrandita, i dettagli appaiono più sfocati.

La sua storia

Da Firenze a Parigi

La vita di Leonardo scritta da Giorgio Vasari, pubblicata per la prima volta nel 1550, afferma che Francesco del Giocondo chiese a Leonardo di dipingere sua moglie. [1] Nell’edizione successiva Vasari scrisse che Leonardo «intraprese di eseguire, per Francesco del Giocondo, il ritratto di Monna Lisa, sua moglie; e dopo avervi lavorato per quattro anni, lo lasciò incompiuto». [5]

Come osserva il Louvre, Vasari non vide mai il dipinto: si trovava in Francia già da quando Leonardo si era stabilito lì nel 1516. [1] Leonardo continuò a lavorarci per il resto della vita e l’opera era ancora incompiuta quando morì. [1]

Nel 1518 il re François I pagò 2,604 livres a Salaì, uno degli allievi di Leonardo, per alcuni dipinti che gli aveva consegnato. [1] Lo storico Bertrand Jestaz trovò il pagamento negli archivi nazionali francesi, e il Louvre lo interpreta come l’acquisto da parte del re degli originali di Leonardo. [1] Secondo Vasari, il dipinto si trovava presso il re di Francia a Fontainebleau. [5]

Passò al Louvre insieme alla collezione reale, e il museo ne registra l’acquisizione nel 1793. Appartiene allo Stato francese. [1]

Nel 1911 Vincenzo Peruggia, un vetraio che lavorava al Louvre, rubò il dipinto; fu ritrovato nel 1913. [1] Il Louvre afferma che il furto gli diede fama mondiale e soprattutto una fama più popolare. [1]

Nel 1956 un uomo le scagliò contro una pietra, rompendo il vetro protettivo e danneggiando leggermente il gomito sinistro. [1] Lasciò la Francia nel 1963, diretta negli Stati Uniti, e nel 1974 partì per il Giappone e l’Unione Sovietica. [1] Da allora è rimasta al Louvre per la sua estrema fragilità. [1]

Osserva da vicino

Quattro dettagli

Quattro dettagli ricavati da una grande fotografia del dipinto pubblicata dal centro di ricerca e restauro dei musei francesi (C2RMF). Le note descrivono ciò che si vede. I colori sono scuri e giallastri perché gli spessi strati di vernice, applicati dopo la morte di Leonardo, si sono ingialliti e creano un filtro che trasforma in verde il cielo azzurro, spiega il Louvre. [1]

  1. Dettaglio ravvicinato del volto: ombre morbide intorno a occhi e bocca, un sorriso appena accennato e una sottile rete di crepe sulla pittura giallastra.

    Dettaglio 1 di 4

    Il volto

    Leonardo costruì il volto con passaggi quasi impercettibili tra ombra e luce, stesi in velature sottili che ammorbidiscono ogni contorno: l’effetto chiamato sfumato. [1] «Giocondo» significa felice in italiano e, secondo il Louvre, il sorriso potrebbe anche giocare con il suo cognome da sposata. [1] Da vicino, una sottile rete di crepe copre la pelle.

  2. Dettaglio di due mani, la destra appoggiata sulla sinistra, sul bracciolo di legno ricurvo di una sedia, davanti a una manica scura.

    Dettaglio 2 di 4

    Le mani

    La mano destra è appoggiata sulla sinistra, sul bracciolo della sedia. Nei ritratti fiamminghi dell’epoca le mani erano spesso collocate in primo piano, su una sorta di parapetto. [1] Come osserva il Louvre, qui poggiano invece in modo naturale sul bracciolo. [1]

  3. Dettaglio della veduta a sinistra: una strada chiara serpeggia a curve tra colline marroni, sotto un cielo verdastro.

    Dettaglio 3 di 4

    La strada

    A sinistra, una strada tortuosa attraversa le montagne. [1] Si snoda avanti e indietro con pennellate chiare sul terreno bruno.

  4. Dettaglio della veduta a destra: acqua scura, colline sfumate e un piccolo ponte con diverse arcate.

    Dettaglio 4 di 4

    Il ponte

    A destra, un ponte attraversa il fiume. [1] I suoi archi sono piccoli segni pallidi sull’acqua scura.

Domande comuni

  • La Mona Lisa al Louvre è l’originale?

    Sì. Il dipinto del Louvre è autografo di Leonardo ed era già in lavorazione nell’ottobre 1503. [1] La versione del Prado fu dipinta da uno dei suoi allievi. [3]

  • Chi è la donna della Mona Lisa?

    Lisa Gherardini, moglie del mercante fiorentino di seta Francesco del Giocondo, secondo il Louvre. Il museo definisce questa identificazione una solida tradizione che risale al 16° secolo. [1]

  • Come arrivò la Mona Lisa in Francia?

    Secondo il Louvre, Leonardo lo portò con sé quando si stabilì in Francia nel 1516, e King François I lo acquistò molto probabilmente nel 1518. [1]

  • La Mona Lisa è stata danneggiata?

    Nel 1956 un sasso scagliato contro il dipinto ruppe il vetro protettivo e danneggiò leggermente il gomito sinistro. [1] La tavola di pioppo si è anche incurvata un poco; dall’orlo superiore scende una fenditura lunga 11 cm, che termina all’altezza della fronte. [1]

  • Dove posso vederlo?

    Al Louvre, a Parigi. [1] Le sale possono cambiare, quindi consulta la pagina del Louvre prima della visita.

Fonti

I marcatori numerati indicano il supporto delle affermazioni fattuali. La guida alla lettura e il confronto includono anche osservazioni editoriali sulle immagini mostrate.

  1. [1] museo Musée du Louvre, Portrait de Lisa Gherardini, épouse de Francesco del Giocondo, dit La Joconde ou Monna Lisa, collection record INV 779. Con il commento di Vincent Delieuvin, luglio 2021, in francese. Utilizzata per: data, tecnica, dimensioni e sala del dipinto, il soggetto ritratto, la nota del 1503, il suo arrivo in Francia e al Louvre, il furto, le condizioni e i dettagli.
  2. [2] accademica Heidelberg University, Mona Lisa’s Identity Established Beyond Doubt, 2008. Comunicato stampa del 14 gennaio 2008. Utilizzata per: La nota di Agostino Vespucci dell’ottobre 1503 e la sua scoperta.
  3. [3] museo Museo Nacional del Prado, The Mona Lisa, Workshop of Leonardo da Vinci, collection record P000504 Utilizzata per: Attribuzione, data, supporto e dimensioni della copia, e modalità della sua realizzazione accanto all’originale.
  4. [4] altro Martin Bailey, The Art Newspaper, Elusive smile, elusive artist: is the Isleworth Mona Lisa really by Leonardo?, 2012. 1 novembre 2012. Utilizzata per: il dipinto di Isleworth, la rivendicazione dei proprietari e i dubbi degli studiosi.
  5. [5] libro Giorgio Vasari, Philip Lee Warner, for the Medici Society, Lives of the Most Eminent Painters, Sculptors and Architects, volume IV, 1913. Tradotto da Gaston du C. de Vere, pp. 100-101. Utilizzata per: Resoconto di Vasari sulla commissione e sul luogo in cui si trovava il dipinto ai suoi tempi.

Contenuto editoriale curato da Solis Prints. Revisione di M Hamilton, 2026-09-26. Fonti verificate il 2026-09-26. Passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per visualizzare un’anteprima della fonte.

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