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National Gallery of Art, Washington · 1967.6.1.a · Pubblico dominio

Ginevra de’ Benci

Circa 1474-78 · Olio su tavola · Tempera sul retro

L’unico dipinto di Leonardo nelle Americhe reca sul retro una seconda immagine: un emblema con un motto latino. Il recto è incompleto. La tavola è stata tagliata nella parte inferiore e probabilmente con essa sono andate perdute le mani della donna.

Il dipinto raffigurato

Data
Intorno al 1474-78
Tecnica
Olio su tavola. Sul verso: tempera su tavola
Dimensioni
38.1 × 37 cm (la tavola originale). 42.7 × 37 cm con l’aggiunta lungo il bordo inferiore
Collezione
National Gallery of Art, Washington, fondo Ailsa Mellon Bruce, 1967.6.1.a (fronte) e 1967.6.1.b (retro)
Dove vederlo
National Gallery of Art, Washington. Entrambi i lati erano esposti nel West Building, piano principale, Gallery M6, al momento della verifica del 26 settembre 2026.
Consulta la scheda del museo →

La scala di questo pannello

Tavola 38.1 × 37 cm

Foglio A3, 42 × 29.7 cm

Il pannello non è alto quanto un foglio A3 (38.1 cm rispetto a 42 cm), ma è più largo (37 cm rispetto a 29.7 cm).

Entrambi i lati

Cosa c’è sul retro?

Un emblema. La tavola è dipinta su entrambi i lati e la National Gallery of Art definisce il retro un ritratto emblematico di Ginevra. [1]

Il recto: il ritratto, olio su tavola, 1967.6.1.a.
Il retro: l’emblema, tempera su tavola, 1967.6.1.b.

Al centro si trova un rametto di ginepro, un gioco di parole sul suo nome: in italiano, ginepro è ginepro. Lo incornicia una ghirlanda di alloro e palma. [2] La Gallery afferma che alloro e palma simboleggiano la virtù intellettuale e morale. [1]

Un cartiglio si avvolge attorno alla corona d’alloro. La Gallery definisce motto le parole latine VIRTVTEM FORMA DECORAT e le traduce «La bellezza adorna la virtù». [1]

L’alloro e la palma erano anche l’emblema personale di Bernardo Bembo, ambasciatore veneziano a Firenze e uno degli ammiratori di Ginevra. [2] L’analisi scientifica ha mostrato che il cartiglio riportava inizialmente il motto personale di Bembo, che significa virtù e onore. La Gallery afferma che questi indizi suggeriscono che possa aver commissionato il ritratto. [2]

Non si sa con certezza chi lo commissionò. [2] La scheda dell’opera della Gallery indica un’altra occasione: Ginevra posò per il ritratto in vista del matrimonio imminente. [3] Nel 1474 era fidanzata con Luigi Niccolini. [2]

La storica Mary D. Garrard mise in dubbio l’identificazione con Bembo in un saggio pubblicato nel 1992. Se Bembo avesse commissionato l’opera, si chiese, perché non l’avrebbe portata con sé a Venezia? Propose invece di leggerla come un omaggio a Ginevra, una giovane donna nota come poetessa. [4]

La persona ritratta

Chi era Ginevra?

Ginevra de’ Benci era figlia di un banchiere fiorentino. La ricchezza della famiglia le permise di ricevere un’istruzione; era nota come poetessa e brillante conversatrice. [2]

La sua famiglia aveva un ruolo importante a Firenze. Suo nonno Giovanni de’ Benci era direttore generale della banca dei Medici e suo padre Amerigo era mecenate e amico del filosofo Marsilio Ficino. [4]

Molti uomini le dedicarono poesie. [2] Dieci furono scritte da Cristoforo Landino e Alessandro Braccesi, membri della cerchia Medici, su commissione di Bembo. Lorenzo de’ Medici scrisse due sonetti. [4]

«Ti chiedo perdono e sono una tigre di montagna.» [2]

Quel verso, l’incipit di una sestina, è l’unico verso della sua poesia che ci è pervenuto. [2] [4] Lo conosciamo perché uno scrittore lo citò in una lettera a lei nel 1490. [4]

Non ebbe figli e morì intorno al 1520. [4]

Osserva da vicino

Cinque dettagli

Tre dettagli del recto e due del verso, ritagliati dalle fotografie della Gallery. Ogni nota descrive ciò che si vede.

  1. Dettaglio degli aghi appuntiti di ginepro, dipinti come gruppi di piccole stelle contro un cielo azzurro pallido, con sottili crepe nella pittura.

    Dettaglio 1 di 5 · il fronte

    Il ginepro contro il cielo

    La Gallery definisce il cespuglio alle sue spalle «un’aureola di foglie di ginepro, un riferimento al suo nome». [3] Ogni gruppo di aghi è dipinto come una piccola stella, tra cui affiora il cielo azzurro.

    La Gallery afferma che Leonardo a volte sfumava la pittura con le dita, per esempio dove il cielo incontra il ginepro sopra la spalla di lei, e che si possono vedere le sue impronte digitali. [2] [3] In questa fotografia non è visibile alcuna impronta nitida.

  2. Dettaglio del volto di Ginevra, con gli occhi marroni sotto le palpebre pesanti, incorniciato da riccioli fitti color oro e castano.

    Dettaglio 2 di 5 · il fronte

    Il volto e i ricci

    La Gallery richiama la delicata modellazione del suo volto e cita un critico secondo cui l’opera sembrava «non un ritratto, ma Ginevra stessa». [3] I capelli ricadono in riccioli fitti, ciascuno una piccola spirale illuminata lungo il bordo superiore. La Gallery osserva che nell’Italia rinascimentale i capelli biondi erano considerati il massimo della bellezza. [3]

  3. Dettaglio di un velo trasparente sul petto, con pieghe che si incrociano presso una piccola spilla dorata, sopra una scollatura bordata d’oro e allacciata con un nastro blu attraverso anelli dorati.

    Dettaglio 3 di 5 · il recto

    La spilla al collo

    Come afferma la Gallery, il suo abito sembra più un vestito di tutti i giorni che un indumento da ritratto formale, e l’unico ornamento è una spilla d’oro al collo. [3] Cercala nel punto in cui si incrociano le pieghe del velo trasparente. Sotto, lacci blu passano attraverso piccoli anelli d’oro.

  4. Dettaglio di una pergamena chiara con le scritte VIRTVTEM FOR nella piega a sinistra e MA DECORAT nella piega a destra, in lettere maiuscole scure.

    Dettaglio 4 di 5 · il retro

    Il motto

    Il cartiglio reca VIRTVTEM FORMA DECORAT, con FORMA divisa in due tratti del nastro. La Gallery definisce le parole l’inizio di un esametro, un verso latino. [1] In un punto le traduce con «La bellezza adorna la virtù» e in un altro con «Ella adorna la sua virtù con la bellezza». [1]

    Garrard osserva che il latino ammette entrambe le letture e sostiene che il ginepro, che rappresenta Ginevra, avvalora la seconda interpretazione. [4]

  5. Dettaglio di un sigillo rotondo in ceralacca rossa con uno stemma, spaccato nel mezzo.

    Dettaglio 5 di 5 · il retro

    Il sigillo

    Un sigillo di ceralacca rossa è impresso nell’angolo in alto a destra. La Gallery lo data al 1733 e afferma che reca lo stemma dei principi di Liechtenstein. [1] Il dipinto rimase nella loro collezione fino al 1967. [2]

Ciò che sopravvive

Che cosa manca?

Il dipinto che vediamo oggi è solo una parte del ritratto originale. A un certo punto la tavola è stata tagliata nella parte inferiore. [2]

Dettaglio del fondo del verso: foglie d’alloro a sinistra e fronde di palma a destra arrivano fino al bordo inferiore, mentre al centro, sotto il cartiglio, si trova una forma marrone liscia.
Il bordo inferiore del retro.

Anche il retro mostra il taglio. L’alloro a sinistra e la palma a destra escono dal bordo inferiore, mentre una forma bruna liscia, senza le macchie rosa, copre la base del ginepro.

Che cosa mostrava la striscia perduta? La Gallery afferma che un disegno superstite di Leonardo suggerisce che avesse dipinto le mani della donna raccolte in grembo e ipotizza che potesse tenere un piccolo fiore, forse un garofano. [2]

Un disegno spesso associato al ritratto è uno studio delle mani di una donna conservato nella Royal Collection. La stessa collezione concorda sul fatto che il dipinto probabilmente includesse in origine le mani della modella. Data però il disegno intorno al 1490, ne considera lo stile decisamente più tardo del dipinto e suggerisce che possa essere uno studio per il ritratto di Cecilia Gallerani di Leonardo, «Lady with an Ermine». [5]

Quindi qualsiasi immagine del ritratto completo è una ricostruzione.

Domande comuni

  • Che cosa c’è sul retro di Ginevra de’ Benci?

    Un emblema: un rametto di ginepro, gioco sul suo nome, incorniciato da una ghirlanda di alloro e palma, con un cartiglio che reca VIRTVTEM FORMA DECORAT. [2] [1]

  • Perché il ritratto si interrompe all’altezza del petto?

    Il pannello è stato tagliato in basso. Secondo la Gallery, un disegno superstite di Leonardo suggerisce che la parte perduta mostrasse le mani di lei raccolte in grembo. [2] La Royal Collection possiede un disegno di mani spesso collegato al ritratto, ma lo data intorno al 1490, dopo il dipinto. [5]

  • Chi lo commissionò?

    Non si sa con certezza. [2] La scheda dell’opera della Gallery collega il ritratto al matrimonio imminente della donna, mentre indizi sul retro rimandano al suo ammiratore Bernardo Bembo. [3] [2]

  • È l’unico dipinto di Leonardo nelle Americhe?

    Sì. La National Gallery of Art di Washington la descrive come l’unico dipinto di Leonardo da Vinci nelle Americhe. [2]

  • Dove posso vederlo?

    Alla National Gallery of Art di Washington. [3] Le informazioni sull’esposizione cambiano, quindi prima di una visita controlla la pagina ufficiale della Gallery.

Fonti

I marcatori numerati indicano le fonti delle affermazioni fattuali. La lettura guidata comprende anche osservazioni editoriali sulle immagini mostrate.

  1. [1] museo National Gallery of Art, Wreath of Laurel, Palm, and Juniper with a Scroll inscribed Virtutem Forma Decorat [reverse], object record 1967.6.1.b Utilizzata per: il retro: l’emblema, il motto e le sue due traduzioni, il sigillo del 1733, lo stato di esposizione.
  2. [2] museo National Gallery of Art, 10 Surprising Facts About Leonardo da Vinci’s “Ginevra de’ Benci”, 2024 Utilizzata per: il ginepro, l’emblema e il motto di Bembo, chi lo commissionò, il soggetto ritratto e la sua poesia, le impronte digitali, la tavola ridotta e le mani, la collezione Liechtenstein, l’unico Leonardo nelle Americhe.
  3. [3] museo National Gallery of Art, Ginevra de’ Benci [obverse], object record 1967.6.1.a Utilizzata per: Data, tecnica, dimensioni, credito, stato espositivo, matrimonio, ginepro, volto, capelli e abito.
  4. [4] libro Mary D. Garrard, Routledge, Leonardo da Vinci: Female Portraits, Female Nature, in The Expanding Discourse: Feminism and Art History, edited by Norma Broude and Mary D. Garrard, 2018. Pubblicato per la prima volta nel 1992 da Westview Press. Consultato nell’edizione ebook Routledge del 2018. I numeri di pagina dell’edizione cartacea non sono indicati. Utilizzata per: la famiglia della persona ritratta, le poesie a lei dedicate, il suo unico verso sopravvissuto, le due interpretazioni del motto e i dubbi su Bembo.
  5. [5] museo Royal Collection Trust, Leonardo da Vinci, A study of a woman’s hands, RCIN 912558 Utilizzata per: Il disegno delle mani spesso associato al ritratto, la sua data e la sua probabile funzione.

Contenuto editoriale curato da Solis Prints. Revisione di M Hamilton, 2026-09-26. Fonti verificate il 2026-09-26. Passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per visualizzare un’anteprima della fonte.

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