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Two children teasing a cat di Annibale Carracci

Two children teasing a cat

Metropolitan Museum of Art, New York City

Two children teasing a cat appartiene alla pittura di genere che Carracci praticò brevemente ma intensamente a Bologna nei primi anni del 1580, prima di abbandonarla quasi del tutto dopo il 1585 in favore di soggetti devozionali e mitologici. Questi primi dipinti di genere — una macelleria, un ragazzo che beve, un contadino che mangia fagioli — trattavano soggetti ordinari e di bassa estrazione con la serietà di solito riservata alla pittura di storia; utilizzavano formati ampi e figure in posa, studiate con cura, anziché le esagerazioni burlesche tipiche delle scene di genere bolognesi precedenti. Un quadro di bambini che tormentano un gatto si inserisce bene nello stesso impulso: un momento domestico banale, osservato da vicino e reso con la stessa disciplina che Carracci applicava ai soggetti sacri e mitologici, senza moralismi né caricature, solitamente associate a questo tipo di scena.

Two children teasing a cat di Annibale Carracci, dettaglio
Dettaglio
Two children teasing a cat di Annibale Carracci, dettaglio
Dettaglio

Provenienza

Conservato al Metropolitan Museum of Art, New York.

La breve fase di pittura di genere di Carracci

Nei primi anni del decennio 1580, mentre lavorava con il fratello Agostino e il cugino Ludovico agli affreschi di Palazzo Fava, Carracci realizzò anche una serie di dipinti di genere, tra cui Boy Drinking, Bean Eater e Butcher Shop[1]. A quel punto le scene di vita umile avevano già un mercato nell’Italia settentrionale, ma gli esempi più affermati, di pittori come Bartolomeo Passerotti e Antonio Campi, tendevano a raffigurare figure rozze o licenziose con intento comico[1]. La famiglia di Carracci aveva radici dirette in questo mondo: suo zio Vincenzo era macellaio e una lettura consolidata di Butcher Shop identifica i tre uomini dietro il bancone come autoritratti di Annibale, Agostino e Ludovico[2].

Dare dignità a un soggetto indecoroso

Ciò che distingueva le scene di genere di Carracci dalla tradizione bolognese ereditata era il rifiuto di considerare intrinsecamente comici i soggetti umili. Dipinse la Macelleria alle dimensioni normalmente riservate alla pittura di storia e modellò l’agnello macellato in primo piano su Il sacrificio di Noè di Michelangelo dalla volta della Cappella Sistina, ricorrendo a un modello dell’Alto Rinascimento per elevare una scena quotidiana anziché deriderla[1]. I contemporanei descrivevano il manifesto artistico degli stessi Carracci come pittura da viva carne, cioè di carne viva: il rifiuto dell’artificio manierista in favore dell’osservazione diretta dal vero. Già all’epoca i dipinti di genere di questo periodo furono letti come una dichiarazione visiva di quel principio[1]. Nel 1585 Carracci aveva in gran parte abbandonato la pittura di genere per dedicarsi a commissioni devozionali e mitologiche, con poche eccezioni successive, come L’uomo con la scimmia del 1590 al 1591[1].

Domande comuni

  • Perché Carracci dipinse bambini e un gatto anziché un soggetto religioso o mitologico?

    All’inizio degli anni 1580, prima di dedicarsi soprattutto a commissioni devozionali e mitologiche, Carracci dipinse una serie di scene di genere tratte dalla vita comune, trattando soggetti domestici ordinari con la stessa serietà della pittura storica.

  • Per quanto tempo Carracci dipinse soggetti di genere?

    All’incirca dal 1582 al 1585, insieme ai primi affreschi realizzati a Bologna. In seguito abbandonò quasi del tutto questa modalità, salvo rare eccezioni negli anni successivi.

  • Che cosa distingueva i dipinti di genere di Carracci dagli esempi precedenti?

    Le precedenti scene di genere bolognesi tendevano a esagerare i soggetti per ottenere un effetto comico o rozzo. Carracci dipinse la propria con dimensioni e serietà solitamente riservate alla pittura di storia, senza scherno né caricatura.

Fonti

Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.

  1. [1] libro Lilian H. Zirpolo, Historical Dictionary of Baroque Art and Architecture Utilizzata per: questa opera.
  2. [2] libro Metropolitan Museum of Art (New York, N.Y.), The Age of Caravaggio Utilizzata per: questa opera.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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