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Portrait of Paul Guillaume di Amedeo Modigliani

Portrait of Paul Guillaume

Museo del Novecento, Milan

Portrait of Paul Guillaume ritrae il mercante che rappresentò Amedeo Modigliani durante gli anni centrali della Prima guerra mondiale, circa dal 1914 al 1916[1]. Guillaume aveva poco più di vent’anni quando iniziò il rapporto professionale e la sua importanza non si limitò a Modigliani. Negli stessi anni stava creando quella che sarebbe diventata una delle gallerie più influenti di Parigi per la scultura africana. Prima del 1914 solo poche persone collezionavano seriamente arte africana e Guillaume era annoverato fra i collezionisti più importanti, insieme a Félix Fénéon, Frank Haviland e al collezionista russo Sergei Shchukin[2]. Nel 1917 una mostra organizzata nella sua galleria segnò il momento in cui la scultura africana ottenne un riconoscimento ufficiale nel mercato dell’arte parigino, due anni prima che un’esposizione ancora più ampia attirasse folle senza precedenti alla Devambez Gallery[2]. Guillaume arrivò a vendere sculture africane direttamente al collezionista americano Albert Barnes, che iniziò ad acquistare da lui e utilizzò la raccolta così costituita per fondare la Barnes Foundation nel 1922[3]. Il filosofo e critico Alain Locke incontrò Barnes per la prima volta nella galleria parigina di Guillaume nel dicembre 1923; quell’incontro collegò il commercio di scultura africana di Guillaume alla Harlem Renaissance, dall’altra parte dell’Atlantico[3]. Il ritratto di Modigliani documenta un mercante agli inizi di una carriera che si spinse molto oltre qualsiasi singolo pittore da lui rappresentato.

Portrait of Paul Guillaume di Amedeo Modigliani, dettaglio
Dettaglio
Portrait of Paul Guillaume di Amedeo Modigliani, dettaglio
Dettaglio

Provenienza

Il ritratto è oggi conservato al Museo del Novecento di Milano.

Un giovane mercante per un pittore in difficoltà

Paul Guillaume rappresentò Amedeo Modigliani per circa due anni, a partire dal 1914 circa fino al 1916, prima che Léopold Zborowski diventasse il principale mercante dell’artista[1]. Guillaume era giovane per quel ruolo e stava ancora costruendosi una reputazione; Modigliani era un artista difficile da vendere, instabile, spesso malato e legato a uno stile che si accordava poco con le tendenze in voga. L’accordo non durò, ma inserì Guillaume nella stessa cerchia di pittori, mercanti e collezionisti che avrebbe definito la sua carriera nei due decenni successivi.

La mostra che cambiò il mercato dell’arte africana

La duratura importanza di Guillaume ebbe poco a che fare con Modigliani in particolare. Nel 1917 una mostra nella sua galleria parigina segnò quella che è considerata la prima consacrazione ufficiale della scultura africana nel mercato dell’arte parigino, dopo precedenti esposizioni più piccole in Germania e a New York[2]. Fino ad allora i collezionisti seri di scultura africana erano pochi e Guillaume veniva regolarmente indicato tra i pochi davvero importanti, insieme a Félix Fénéon, Frank Haviland e Sergei Shchukin[2]. Due anni dopo, nel 1919, un’altra mostra alla Devambez Gallery attirò folle come non se n’erano mai viste per questo tipo di opere. La galleria di Guillaume fu al centro di entrambi gli eventi.

La vendita ad Albert Barnes

Tra i clienti di Guillaume c’era Albert Barnes, collezionista americano che aveva iniziato ad acquistare pittura d’avanguardia europea dopo un viaggio a Parigi nel 1912 e che presto estese il proprio interesse alla scultura africana, acquistando direttamente da Guillaume[3]. Con queste opere Barnes fondò la Barnes Foundation nel 1922, con l’intento di dare alla collezione uno scopo educativo: dimostrare, basandosi unicamente sulla qualità formale, che la scultura africana meritava di stare accanto agli oggetti greci ed egizi conservati nei principali musei[3]. La galleria di Guillaume a Parigi fu, di fatto, una delle fonti che resero possibile la collezione americana di Barnes.

Domande comuni

  • Per quanto tempo Paul Guillaume fu il rappresentante di Modigliani?

    Circa due anni, dal 1914 al 1916, prima che Léopold Zborowski diventasse il principale mercante di Modigliani[1].

  • Per che cosa divenne noto Guillaume più avanti nella sua carriera?

    Commerciava sculture africane. Nel 1917 organizzò a Parigi una mostra epocale e divenne uno dei pochi collezionisti e mercanti che introdussero l’arte africana nel mercato europeo mainstream[2].

  • Guillaume lavorò con Albert Barnes?

    Sì. Barnes acquistò direttamente da Guillaume sculture africane e se ne servì per contribuire alla fondazione della Barnes Foundation nel 1922; la cerchia dei due uomini mise inoltre in contatto la galleria di Guillaume con Alain Locke e con la Harlem Renaissance[3].

  • Dove si trova ora il ritratto?

    Il Museo del Novecento di Milano, secondo i dati dello stesso museo.

Fonti

Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.

  1. [1] libro Solomon R. Guggenheim Museum, Solomon R. Guggenheim Museum Collection Catalogue Utilizzata per: questa opera.
  2. [2] libro Shakarov, Avner; Senatorova, Lyubov, Traditional African Art Utilizzata per: questa opera.
  3. [3] libro Peter Probst, What is African art_ _ a short history Utilizzata per: questa opera.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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