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Portrait of Léopold Zborowski di Amedeo Modigliani

Portrait of Léopold Zborowski

São Paulo Museum of Art, São Paulo

Léopold Zborowski siede di tre quarti, con il collo lungo e robusto che emerge dal colletto e gli occhi socchiusi sotto un’inclinazione diagonale che Modigliani ammorbidisce anziché accentuare. Questo è uno dei tre ritratti di Modigliani giunti fino a noi del poeta polacco che divenne suo mercante, padrone di casa e principale sostenitore negli ultimi anni della sua vita. Zborowski, nato a Varsavia nel 1889, era diventato il principale mercante di Modigliani intorno al 1917, dopo il precedente mercante Paul Guillaume[2]. Permise a Modigliani di lavorare nel proprio appartamento, organizzò le mostre dell’artista e rappresentò anche Chaïm Soutine, Maurice Utrillo e André Derain[1]. Se con altri soggetti Modigliani poteva essere distaccato o caricaturale, qui dimostrò evidente attenzione: barba e baffi sono disegnati con delicatezza, e il volto non mostra segni di correzioni o ripensamenti[1]. Una versione di questa composizione è conservata al Museu de Arte de São Paulo; una seconda versione superstite si trova all’Israel Museum di Gerusalemme e, oltre a queste, esiste un terzo ritratto di Zborowski[1]. Nel loro insieme, i tre formano il gruppo di ritratti maschili più partecipe che Modigliani abbia mai dipinto.

Portrait of Léopold Zborowski di Amedeo Modigliani, dettaglio
Dettaglio
Portrait of Léopold Zborowski di Amedeo Modigliani, dettaglio
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Provenienza

Questa versione è conservata al São Paulo Museum of Art. Un secondo ritratto superstite di Zborowski dipinto da Modigliani si trova all’Israel Museum di Gerusalemme[1]; è inoltre documentato un terzo ritratto del soggetto[1].

Altre versioni

Chi era Zborowski per Modigliani

Léopold Zborowski era un poeta e scrittore polacco, nato a Varsavia nel 1889 in una famiglia ebrea, che si trasferì a Parigi e si dedicò al commercio d’arte[1]. Verso il 1917 era diventato il principale mercante di Modigliani, subentrando a Paul Guillaume, che aveva rappresentato l’artista dal 1914 al 1916[2]. Zborowski non si limitava a vendere i dipinti di Modigliani: gli permise di usare il proprio appartamento come studio, organizzò le sue mostre e fu una delle poche fonti di reddito affidabili durante anni di povertà cronica[1]. Nello stesso periodo rappresentò diversi altri artisti della cerchia di Montparnasse, tra cui Chaïm Soutine, Maurice Utrillo e André Derain; fu inoltre il primo mercante dello scultore René Iché e di Marc Chagall[1]. L’amicizia tra Zborowski e Modigliani precedette il rapporto professionale: già nel 1915 Modigliani aveva disegnato un ritratto di nudo di Zborowski nelle vesti di John the Baptist, segno della fiducia tra loro ben prima dell’accordo formale[1].

Un mercante ritratto come amico

I ritratti di Modigliani si basano spesso su una serie di esagerazioni che applicava a quasi tutti i modelli: colli allungati, volti ovali appiattiti, occhi a mandorla inespressivi e bocche piccole e socchiuse, il tutto inclinato diagonalmente[3]. Nei ritratti di Zborowski queste convenzioni sono presenti, ma volutamente attenuate. Il collo è disegnato con una base forte e robusta, che comunica autorevolezza anziché fragilità; l’inclinazione diagonale degli occhi è addolcita dalle palpebre semichiuse e dai tratti giovanili[1]. La barba e i baffi, che nelle mani di Modigliani avrebbero potuto facilmente ridursi a una maschera piatta, sono invece resi con grande delicatezza, e nella pittura non si vedono segni di correzioni o ripensamenti[1]. Tra le persone vicine a Modigliani, solo Jeanne Hébuterne appare in una luce altrettanto partecipe. La cura dedicata qui al ritratto sembra una scelta deliberata rispetto al trattamento più distaccato riservato da Modigliani agli estranei e ai modelli occasionali; corrisponde anche a quanto sappiamo del rapporto tra i due uomini: non solo mercante e artista, ma amici, in un legame che sostenne Modigliani negli anni più difficili.

Tre ritratti, tre collezioni

Modigliani dipinse tre volte il ritratto di Zborowski. Questa tela, conservata al São Paulo Museum of Art, è una delle due versioni sopravvissute in collezioni pubbliche identificate; l’altra si trova all’Israel Museum di Jerusalem[1]. Tra le opere di Modigliani è documentato anche un terzo ritratto del soggetto[1]. I tre dipinti condividono lo stesso vocabolario di base — il collo allungato, la barba, gli occhi socchiusi — ma trattano la posa e lo sfondo in modo leggermente diverso, coerentemente con l’abitudine di Modigliani di tornare sui soggetti che conosceva bene e rielaborarne la somiglianza anziché ripeterla. Nel corso della stretta frequentazione con l’artista, posarono più volte i membri della famiglia Zborowski, compresa la moglie Anna, che Modigliani dipinse a sua volta; per questo la famiglia è tra i soggetti più documentati della sua produzione, in netto contrasto con i molti modelli non documentati provenienti dalla più ampia cerchia di Montparnasse.

Domande comuni

  • Chi era Léopold Zborowski per Modigliani?

    Zborowski era un poeta e scrittore polacco che, dal 1917 circa, divenne il principale mercante d’arte di Modigliani. Gli permise di usare il proprio appartamento come studio e organizzò le sue mostre. Era anche un caro amico, non soltanto un contatto professionale[1].

  • Quanti ritratti dipinse Modigliani di Zborowski?

    Tre. Due sono conservati in collezioni pubbliche identificate, il Museu de Arte de São Paulo e l’Israel Museum di Gerusalemme; è inoltre documentato un terzo ritratto della stessa persona[1].

  • Zborowski trasse profitto dalla sua attività di rappresentante di Modigliani?

    Sì, accumulò una piccola fortuna vendendo opere di Modigliani, per lo più dopo la morte dell’artista nel 1920, quando i prezzi salirono. Perse quella fortuna nella crisi economica del 1929 e morì povero a Parigi nel 1932[1].

  • Perché questo ritratto appare più delicato di altri ritratti di Modigliani?

    Modigliani trattò con insolita cura i lineamenti di Zborowski: barba e baffi sono resi con delicatezza, gli occhi sono addolciti dalle palpebre socchiuse e il collo appare forte, non fragile. Questo riflette la loro stretta amicizia[1].

Fonti

Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.

  1. [1] libro Amedeo Modigliani, Delphi Complete Paintings of Amedeo Modigliani (Illustrated) (Delphi Masters of Art Book 27) Utilizzata per: questa opera.
  2. [2] libro Solomon R. Guggenheim Museum, Guggenheim Museum collection catalogue Utilizzata per: questa opera.
  3. [3] libro Susie Hodge, Art Utilizzata per: questa opera.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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