
Portrait of Chaim Soutine
Chaim Soutine posò per Amedeo Modigliani più di una volta, negli anni in cui i due pittori condividevano il mondo di Montparnasse. Questa tela appartiene a quel gruppo di studi di Soutine, realizzati nel normale corso di un’amicizia di lavoro e non come commissione formale. Non risulta che questo dipinto specifico sia conservato in un museo o in una collezione pubblica; non va confuso con il ritratto più noto di Soutine dipinto da Modigliani, una tela del 1917 oggi alla National Gallery of Art di Washington, D.C., opera distinta e documentata autonomamente[1]. Sono ben documentati i due uomini e il mondo in cui lavoravano. Soutine, pittore ebreo bielorusso nato nel 1893, si era trasferito a Parigi e per un periodo aveva vissuto a La Ruche, un complesso di studi economici a Montparnasse, costruito inizialmente per l’Esposizione universale del 1900 e poi trasferito per ospitare artisti poveri[2]. Modigliani era anch’egli inquilino e divenne suo amico. Soutine dipingeva con pennellate spesse e irregolari, costruite con il colore e la materia anziché con il contorno, un approccio lontano dal disegno lineare e controllato di Modigliani[3]. Entrambi facevano parte di una piccola cerchia di artisti nati all’estero: Modigliani italiano, Soutine e Marc Chagall russi. Pur trasformando il mondo dell’arte francese, rimasero degli outsider[2].


Provenienza
Per questo specifico ritratto di Chaim Soutine non è registrato alcun museo o collezione pubblica. Non va confuso con il ritratto di Soutine dipinto da Modigliani nel 1917 e conservato alla National Gallery of Art di Washington D.C., né si deve presumere che condivida la stessa storia di proprietà: si tratta di un’opera distinta, catalogata separatamente[1].
La Ruche e la cerchia di Montparnasse
La Ruche, l’alveare, sorgeva nel Passage de Dantzig, vicino ai vecchi macelli di Vaugirard. Era stata costruita per l’Esposizione universale del 1900, poi smontata e ricostruita come un dedalo di atelier per artisti che non potevano permettersi di meglio[2]. Marc Chagall, Soutine, Fernand Léger e Modigliani ebbero tutti uno studio nell’edificio in momenti diversi, soprattutto ai piani superiori[2]. Soutine, Chagall e Modigliani formarono un gruppo informale di emigrati ebrei e italiani, senza un legame particolare con un singolo movimento artistico parigino e rimasti, sul piano culturale, outsider per tutta la carriera[2]. Fu in questo ambiente povero, improvvisato e ricco di scambi di modelli, materiali e incoraggiamento che Modigliani conobbe Soutine abbastanza bene da ritrarlo più volte. Ovunque siano oggi conservati, i ritratti nati da quell’amicizia testimoniano una vicinanza fondata sulla povertà e sulle ambizioni condivise, non su sedute formali organizzate da un mercante.
Due modi di dipingere un volto
Soutine e Modigliani arrivarono alla ritrattistica da direzioni opposte. Modigliani appiattiva e allungava i suoi modelli, cercando una semplicità calma, simile a una maschera, con occhi a mandorla e un collo lungo e ininterrotto[4]. Soutine faceva il contrario: deformava un volto accumulando pittura, usando il colore e una superficie ispessita per spingere la somiglianza verso una sensazione più immediata che descrittiva, in un modo che i critici hanno ricondotto all’esempio di Van Gogh[3]. Nelle opere mature, Soutine dipinse figure in uniforme, cuochi, coristi e valletti, trattando il tessuto del costume con la stessa materia carnosa e vibrante che dava alla pelle[3]. Dipingere un collega artista significava ritrarre qualcuno il cui sguardo funzionava in modo del tutto diverso dal proprio. Qualunque cosa questa tela mostri dei lineamenti di Soutine, fu realizzata da un artista che aveva trascorso anni a perfezionare un vocabolario quasi opposto: riduzione e linea, non accumulo e impasto.
Zborowski, il mercante che teneva unito il gruppo
Léopold Zborowski, poeta polacco diventato mercante d’arte, divenne il principale sostenitore di Modigliani a partire dal 1917 circa e rappresentò anche Soutine[1]. Permise a Modigliani di usare alcune stanze del proprio appartamento come studio, e uno dei ritratti più celebri di Soutine dipinti da Modigliani fu realizzato direttamente su una porta dell’appartamento di Zborowski[1]. Zborowski rimase fedele a Soutine negli anni più difficili della Prima guerra mondiale e in seguito lo portò a Nizza per sfuggire all’avanzata tedesca su Parigi[1]. Era lo stesso mercante che in quegli anni sosteneva anche la famiglia di modelli e soggetti di Modigliani, compresa sua moglie Anna: la rete che legava Modigliani, Soutine e il loro mecenate era quindi fitta e intrecciata. Non è documentato se Zborowski abbia avuto un ruolo diretto in questa tela, ma il contesto professionale e personale in cui fu realizzata è ben attestato.
Domande comuni
Modigliani e Chaim Soutine si conoscevano bene?
Sì. Entrambi vissero per un periodo a La Ruche, una residenza per artisti a buon mercato a Montparnasse, dove diventarono amici intimi. Negli anni trascorsi insieme in città, Modigliani dipinse più di una volta il ritratto di Soutine[2].
È lo stesso dipinto del ritratto di Soutine di Modigliani alla National Gallery of Art di Washington?
No. Si tratta di una tela distinta e ben documentata del 1917. Per questo dipinto non è registrato alcun museo o collezione e non va confuso con l’opera di Washington[1].
Chi era Léopold Zborowski?
Fu il principale mercante d’arte di Modigliani dal 1917 circa. Poeta polacco, rappresentò anche Chaim Soutine e lo sostenne economicamente durante la Prima guerra mondiale[1].
Che cosa rendeva lo stile pittorico di Soutine così diverso da quello di Modigliani?
Sono disponibili stampe di Amedeo Modigliani. Vedi la collezione →
Fonti
Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.
- [1] libro Amedeo Modigliani, Delphi Complete Paintings of Amedeo Modigliani (Illustrated) (Delphi Masters of Art Book 27) Utilizzata per: questa opera.
- [2] libro Beckett, Wendy, The story of painting Utilizzata per: questa opera.
- [3] libro Solomon R. Guggenheim Museum, Van Gogh and Expressionism Utilizzata per: questa opera.
- [4] libro Susie Hodge, Art Utilizzata per: questa opera.
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