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Princess Parizade Bringing Home the Singing Tree di Maxfield Parrish
The Sugar-plum Tree di Maxfield Parrish
Grand Canyon di Maxfield Parrish
The Dinky Bird di Maxfield Parrish
1870–1966 · americano

Maxfield Parrish

Il vero nome di Parrish era Frederick. Scelse Maxfield, il cognome da nubile della nonna, come nome professionale perché gli sembrava più bello. Suo padre, Stephen Parrish, era un incisore paesaggista che portò il ragazzo in viaggio per l’Europa quando aveva dieci anni; disegnavano insieme, come un gentiluomo vittoriano che educa il proprio erede. Le lezioni di disegno iniziarono prima della scuola.

Conservate in 9 musei2 fonti

Ritratto di Maxfield Parrish

Biografia

Si definiva un meccanico che dipinge. Sotto il suo studio costruì un laboratorio pieno di macchine, che usava per realizzare scene in miniatura, oggetti di scena e sistemi di illuminazione per i suoi dipinti. Il processo era più vicino alla scenografia che alla pittura en plein air. Costruiva un paesaggio in miniatura, lo illuminava da angolazioni specifiche, lo fotografava e poi dipingeva a partire dalla fotografia, usando una tecnica a strati ispirata agli antichi maestri: mani sottili di velatura a olio trasparente su una base di gesso, ciascuna lasciata asciugare prima della successiva, così che i colori sottostanti trasparissero. Il metodo eliminava le pennellate visibili e produceva una luminosità simile a quella delle vetrate.

Daybreak, dipinto nel 1922, divenne la stampa d'arte più riprodotta del ventesimo secolo. In forma di stampa vendette più delle Campbell's Soup Cans di Warhol e dell'Ultima cena di Da Vinci. Verso la metà degli anni 1920 si stimava che una famiglia americana su quattro avesse una stampa di Parrish appesa in casa. L'immagine apparve in Badlands di Terrence Malick e ispirò il poster de La storia fantastica. Per tre modelle usò sua figlia Jean, Kitty Owen (nipote di William Jennings Bryan) e la giovane tata Susan Lewin.

Nel 1900 la tubercolosi, seguita da un esaurimento nervoso, lo costrinse a smettere di lavorare. Il periodo di convalescenza cambiò la sua tecnica: fu allora che sviluppò il metodo delle velature che avrebbe definito il resto della carriera. Visse fino a novantacinque anni e dipinse fino agli ultimi anni.

Cronologia

  1. 1870Nacque a Filadelfia con il nome di Frederick Parrish, figlio del pittore e incisore Stephen Parrish. In seguito adottò Maxfield, il cognome da nubile della nonna paterna, come identità professionale.
  2. 1884A 14 anni viaggiò in Europa con i genitori per due anni, visitando Inghilterra, Italia e Francia. Il contatto con la pittura e l'architettura dei maestri antichi lasciò un segno duraturo sulla sua immaginazione visiva.
  3. 1892A 22 anni abbandonò gli studi di architettura all’Haverford College, in Pennsylvania, e si iscrisse alla Pennsylvania Academy of the Fine Arts. Frequentò anche i corsi di illustrazione di Howard Pyle al Drexel Institute di Filadelfia.
  4. 1898A 28 anni si trasferì definitivamente a Plainfield, nel New Hampshire, dove progettò e costruì la sua casa e il suo studio, The Oaks. Vi visse e lavorò per i restanti 68 anni della sua vita.
  5. 1922A 52 anni completò Daybreak in Plainfield, una luminosa scena con due figure all’alba, diventata la stampa d’arte più riprodotta del ventesimo secolo, persino più delle riproduzioni della Gioconda.
  6. 1931A 61 anni annunciò pubblicamente a Plainfield che avrebbe abbandonato l'illustrazione fantastica per dedicarsi esclusivamente alla pittura di paesaggio. A quel tempo era l'artista commerciale più pagato d'America.
  7. 1960A 90 anni posò i pennelli a Plainfield, dopo che l’artrite aveva reso impossibile dipingere. Rimase produttivo fino alla fine degli ottant’anni, in una carriera durata quasi sette decenni.
  8. 1966Morì a 95 anni a Plainfield, nel New Hampshire. Già dagli anni 1960 era iniziato un rinnovato apprezzamento per la sua opera, che ne recuperava la reputazione dopo decenni di critica negativa.

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Stampe di Maxfield Parrish

Stampe su carta da conservazione, rifinite a mano, tratte dall’opera di Maxfield Parrish.

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Domande frequenti

  • Come dipingeva maxfield parrish?
    Parrish costruiva scene in miniatura, oggetti di scena e sistemi di illuminazione per i suoi dipinti. Realizzava un paesaggio in miniatura, lo illuminava da angolazioni specifiche, lo fotografava e poi dipingeva a partire dalla fotografia. Usava una tecnica a strati ripresa dagli antichi maestri: sottili mani di velatura a olio trasparente su una base di gesso, lasciando asciugare ogni strato prima del successivo, così che i colori sottostanti trasparissero.
  • Qual è l’opera più famosa di Maxfield Parrish?
    Maxfield Parrish è associato soprattutto al dipinto *Daybreak*, completato nel 1922. L’opera esemplifica il suo stile distintivo, caratterizzato dall’uso del «blu Parrish», una particolare tonalità di cobalto, e dalla tecnica della velatura, che creava effetti luminosi. *Daybreak* presenta una composizione classica con due giovani donne in un’ambientazione serena e stilizzata. Le figure sono collocate davanti a uno sfondo di montagne, acqua e architetture d’ispirazione classica. La popolarità del dipinto crebbe grazie alla sua riproduzione su larga scala, consolidando la fama di Parrish. Sebbene realizzasse molte altre opere notevoli, tra cui illustrazioni per libri e riviste e lavori commerciali per aziende come General Electric, *Daybreak* resta la sua opera più riconoscibile. La sua ampia diffusione l’ha impressa nell’immaginario popolare. È diventata un’immagine iconica dell’arte americana dei primi anni del 20° secolo, apprezzata per la visione utopica e la perizia tecnica. L’approccio meticoloso di Parrish e la sua tavolozza cromatica originale contribuirono al fascino del dipinto, rendendolo amato dagli appassionati d’arte e dal pubblico in generale.
  • Che cosa dovrei sapere sulle stampe di Maxfield Parrish?
    Per considerare le stampe di Maxfield Parrish è utile conoscere alcuni aspetti di base del mercato della stampa. Le stampe si dividono in due categorie generali: belle arti e decorative. Le stampe d’arte sono spesso vendute in edizioni limitate; ciascun esemplare è numerato e firmato dall’artista. Per esempio, la dicitura 35/100 indica il 35° esemplare di una tiratura complessiva di 100. Gli artisti possono realizzare anche un piccolo numero di prove d’artista, contrassegnate con AP. Il valore dipende da vari fattori, tra cui la reputazione dell’artista, la popolarità dell’immagine e la qualità dei materiali. Le edizioni limitate raggiungono in genere prezzi superiori ai poster, perché il numero di esemplari è limitato. Alcuni editori limitano le impressioni per aumentare il valore della stampa; i limiti vanno da 250 a 1,000. Quando si acquistano stampe, va ricordato che le dichiarazioni sulla tiratura sono soggette alle norme sulle descrizioni commerciali e devono essere veritiere. Di solito il numero dell’esemplare e quello della tiratura sono scritti a matita in basso a sinistra, il titolo al centro e la firma a destra.
  • A quale stile o movimento apparteneva Maxfield Parrish?
    L'opera di Maxfield Parrish può essere ricondotta, in senso lato, al simbolismo, movimento artistico e letterario affermatosi alla fine del 19° secolo. Il simbolismo si distaccò dal naturalismo, dall'antirealismo e dall'impressionismo, privilegiando l'espressione di idee ed emozioni attraverso immagini simboliche. Nelle arti figurative rifletteva il movimento letterario e intellettuale dell'epoca. I pittori simbolisti, molto diversi tra loro per stile, subirono l'influenza di visionari precedenti come Goya, Blake e Füssli, nonché del romanticismo tedesco e della Confraternita dei preraffaelliti. Il più ampio movimento simbolista comprendeva anche l'Art Nouveau in Francia, lo Jugendstil in Germania e il Modern in Russia. Questi stili, caratterizzati da elementi decorativi, ebbero grande diffusione nella grafica, nei manifesti e nelle vetrate. Il simbolismo può aver influenzato alcuni grandi maestri, ma non sempre definì tutta la loro produzione.
  • Quali tecniche o materiali usò Maxfield Parrish?
    Maxfield Parrish è noto per uno stile distintivo, ottenuto con materiali e metodi specifici. Creava effetti di colore luminoso sovrapponendo velature a olio. Il procedimento consisteva nell’applicare strati sottili e trasparenti di pittura, uno sopra l’altro, per creare profondità e luminosità. Parrish preparava le tavole con il gesso, un rivestimento bianco che offriva una superficie liscia e riflettente. Poi realizzava una sotto-pittura monocroma per definire la composizione e i volumi prima di aggiungere il colore. Anche le tecniche fotografiche facevano parte del suo processo. Usava fotografie come riferimento e talvolta proiettava immagini direttamente sulle tele, per facilitare un disegno e una composizione precisi. La tecnica delle velature prevedeva l’applicazione di molti strati di vernice tra una mano di colore e l’altra. Questo processo laborioso contribuiva alla finitura liscia, quasi smaltata, dei dipinti. La combinazione di velature, preparazione a gesso e riferimenti fotografici gli permise di creare immagini molto dettagliate e idealizzate, con un caratteristico bagliore ultraterreno.
  • Per che cosa era noto Maxfield Parrish?
    Maxfield Parrish è associato al Simbolismo, movimento artistico e letterario che si diffuse alla fine del secolo 19. Il Simbolismo può essere considerato una reazione al Naturalismo, al Realismo e all'Impressionismo, poiché dava priorità all'esperienza soggettiva e all'emozione. Gli artisti simbolisti traevano spesso ispirazione dalla letteratura e affrontavano temi di mistero, soprannaturale ed espressione delle emozioni umane. Il Simbolismo si manifestò in modi diversi in Europa. Alcuni artisti collegavano le proprie opere alle idee, ai simboli e agli schemi figurativi del Simbolismo letterario. In Germania erano chiamati «tardo-romantici»: Arnold Böcklin, Hans von Marees, Hans Thoma e Franz von Stuck. Tra gli altri pittori simbolisti figurano Fernand Khnopff (Belgio), Edvard Munch (Norvegia), Mikhail Vrubel (Russia) e Ferdinand Hodler (Svizzera). Gli stili decorativi di Aubrey Beardsley, Gustav Klimt, Alfons Mucha ed Eugène Grasset espressero questa corrente nella grafica, nei manifesti e nelle vetrate. Il Simbolismo toccò anche alcuni grandi maestri, come Auguste Rodin.
  • Quando è morto maxfield parrish?
    Maxfield Parrish morì nel 1966 all'età di 96 anni.
  • Quando visse e lavorò Maxfield Parrish?
    Maxfield Parrish (1870-1966) fu un pittore e illustratore statunitense, noto per le sue tonalità sature e le immagini classiche. Nacque a Philadelphia, in Pennsylvania, con il nome di Frederick Parrish; adottò «Maxfield» dal cognome da nubile della nonna paterna. Iniziò la formazione artistica all’Haverford College, poi proseguì alla Pennsylvania Academy of the Fine Arts (1892-1894), dove studiò con Robert Vonnoh e Thomas Pollock Anshutz. In seguito studiò con Howard Pyle al Drexel Institute. Parrish iniziò la carriera di illustratore negli anni 1890, realizzando copertine e illustrazioni per riviste come *Harper's Weekly*, *Scribner's Magazine* e *Collier's*. Ottenne ampia notorietà per i lavori pubblicitari, compresi gli incarichi per aziende come Jell-O ed Edison Mazda Lamps. All’inizio del secolo 20 si trasferì a Plainfield, nel New Hampshire, dove fondò uno studio chiamato «The Oaks». Vi visse e lavorò fino alla morte, avvenuta all’età di 95 anni. I suoi dipinti e le sue stampe ebbero notevole successo commerciale durante la sua vita e sono tuttora popolari.
  • Dove posso vedere i dipinti di maxfield parrish?
    Le opere di Maxfield Parrish si possono vedere nella Poster Section, al Brandywine Museum of Art, al Detroit Institute of Arts e in altri 2 musei nel mondo.
  • Dove posso vedere le opere di Maxfield Parrish?
    Le opere di Maxfield Parrish si trovano in diversi musei. Negli Stati Uniti figurano il Charles Hosmer Morse Museum of American Art (Winter Park, Florida), il Los Angeles County Museum of Art (Los Angeles), il Metropolitan Museum of Art (New York), il Minneapolis Institute of Arts, il Museum of Modern Art (New York), il Virginia Museum of Fine Arts (Richmond), il Wolfsonian at Florida International University (Miami Beach) e la Yale University Art Gallery (New Haven, Connecticut). Si può considerare anche la National Gallery of Art (Washington, D.C.). In Canada, le opere di Parrish si possono vedere al Royal Ontario Museum di Toronto. Nel Regno Unito, si possono visitare il Bakelite Museum (Williton), il Brighton Museum & Art Gallery, il Geffrye Museum (Londra), il Manchester Art Gallery, il National Museums of Scotland Royal Museum (Edimburgo) e il Victoria & Albert Museum (Londra).
  • Da dove proveniva Maxfield Parrish?
    Maxfield Parrish nacque a Filadelfia, in Pennsylvania, il 25 luglio 1870. Il suo nome di battesimo era Frederick Parrish; «Maxfield» era il cognome da nubile della nonna paterna, che adottò in seguito. I genitori erano artisti: il padre, Stephen Parrish, era un incisore di successo e la madre, Elizabeth Bancroft, una pittrice. Durante l’infanzia la famiglia viaggiò a lungo in Europa, esponendolo all’arte e all’architettura. Parrish iniziò a disegnare da piccolo e i genitori incoraggiarono il suo talento. Frequentò la Haverford School e in seguito studiò architettura per un breve periodo all’Haverford College. Dal 1892 al 1895 si iscrisse alla Pennsylvania Academy of the Fine Arts, dove studiò con Robert Vonnoh e Thomas Pollock Anshutz. Proseguì gli studi al Drexel Institute of Art, Science & Industry con Howard Pyle. Sebbene fosse nato a Filadelfia, trascorse gran parte della vita adulta a Plainfield, nel New Hampshire. Vi si trasferì nel 1898 e costruì una casa e uno studio chiamati «The Oaks». Vi abitò e lavorò fino alla morte, nel 1966.
  • Chi è stato influenzato da Maxfield Parrish?
    L’impatto di Maxfield Parrish è più evidente nell’illustrazione americana e nell’arte commerciale. Le sue immagini stilizzate e le sue tavolozze cromatiche influenzarono una generazione di artisti attivi nella pubblicità, nell’illustrazione libraria e nella progettazione di manifesti. Sebbene sia difficile ricostruire rapporti diretti tra artisti, l’opera di Parrish ha elementi in comune con quella di diversi artisti successivi. I colori intensi e le figure idealizzate compaiono anche nell’opera di Norman Rockwell, benché il suo stile sia più ancorato al realismo. L’influenza di Parrish si estende anche all’animazione di Walt Disney, in particolare agli sfondi stilizzati e alle gamme cromatiche di film come *Sleeping Beauty* (1959). Alcuni studiosi hanno inoltre notato somiglianze tra i paesaggi idealizzati di Parrish e l’arte fantasy di Frank Frazetta. L’ampia diffusione delle stampe e delle opere commerciali di Parrish fece penetrare il suo linguaggio visivo nella cultura popolare americana. La sua estetica distintiva continua a interessare artisti e designer contemporanei attratti dagli stili rétro e dai temi fantasy.

Fonti

I contenuti su Maxfield Parrish si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.

  1. [1] libro Susie Hodge, Artists and Their Pets Utilizzata per: biografia.
  2. [2] libro Mark Rothko;Christopher Rothko;, The Artist's Reality Utilizzata per: biografia.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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