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Dieter Roth
1930–1998 · tedesco[2]

Dieter Roth

Dieter Roth trasformava il cibo in arte e lo lasciava marcire. Salsicce infilate in valigie, autoritratti di cioccolato in trenta pezzi, finestre riempite di fagioli e cavolo rosso: l’opera era progettata per essere deperibile, e muffa, restringimento e collasso finale ne facevano parte. Non si trattava di provocare fine a sé stesso, ma di una vera posizione filosofica. Roth (che pubblicò il proprio nome anche come Diter Rot) era interessato al tempo come mezzo espressivo, e il decadimento organico era il modo più sincero che conoscesse per rendere visibile questo interesse.

Conservate in 11 musei[1]Wikipedia6 fonti

Ritratto di Dieter Roth

Biografia

Nato ad Hannover nel 1930[2], Roth crebbe tra Germania e Svizzera e infine studiò grafica a Berna dal 1950[2] al 1954. I suoi primi lavori lo avvicinarono alla poesia concreta e a Fluxus[2], e iniziò a produrre libri d’artista e multipli che rifiutavano la separazione convenzionale tra oggetti letterari e visivi. Il suo libro del 1967 Mundunculum, pubblicato da Dumont Schauberg, e 246 Little Clouds, uscito l’anno successivo per Something Else Press a New York, divennero riferimenti influenti per chiunque lavorasse in quell’ambito. Pubblicò anche con una propria etichetta e collaborò ampiamente con edition hansjorg mayer a Stoccarda.

La storia espositiva di Roth sembra una mappa dell’avanguardia europea degli anni 1960[2]. Alle mostre personali alla Galerie Koepcke di Copenaghen (1963), alla Galerie Rene Block di Berlino (1968) e al Museum Haus Lange di Krefeld (1969) si affiancarono le partecipazioni a Documenta IV a Kassel e alle collettive allo Stedelijk Museum e all’ICA London.

Negli anni successivi Roth sviluppò installazioni vaste e tentacolari, alcune delle quali occupavano intere gallerie e si basavano su oggetti accumulati, registrazioni e materiali organici raccolti nell’arco di decenni. Morì a Basilea nel 1998[2].

Cronologia

  1. 1930Nacque ad Hannover.
  2. 1950Iniziò a studiare grafica a Berna e proseguì fino al 1954.
  3. 1963Tenne una mostra personale alla Galerie Koepcke di Copenaghen.
  4. 1967Pubblicò il libro «Mundunculum» per Dumont Schauberg.
  5. 1968Tenne una mostra personale alla Galerie Rene Block di Berlino; pubblicò inoltre «246 Little Clouds» con Something Else Press a New York.
  6. 1969Tenne una mostra personale al Museum Haus Lange di Krefeld.
  7. 1998Morì a Basilea.

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Domande frequenti

  • Per che cosa è noto Dieter Roth?
    Dieter Roth è noto per aver creato opere con il cibo e averne lasciato avvenire la decomposizione. Gli interessava il tempo come mezzo artistico e riteneva che il decadimento organico fosse il modo più onesto per renderlo visibile.
  • Qual è l’opera più famosa di Dieter Roth?
    È difficile indicare un'unica opera come la più famosa di Dieter Roth. Realizzò una grande quantità di lavori con mezzi diversi, tra cui stampe, libri, sculture e opere con cioccolato e altri materiali deperibili. Dal 1950[2] al 1954 studiò grafica a Berna e tenne mostre personali alla Galerie Koepcke di Copenaghen nel 1963, alla Galerie Rene Block di Berlino («Schimmelhauten») nel 1968 e alla Galerie Intermedia di Colonia nel 1969. Una rassegna delle sue pubblicazioni elenca numerosi libri d'artista, come *Mundunculum* (1967), *246 Little Clouds* (1968) e *Scheisse* (1968). Partecipò a mostre collettive quali «Junge Berner Kunstler», Kunsthalle, Berna, 1955; «Die Zeichnung irn Schatten Jungerer Schweizer Maler und Bildhauer», Kunsthalle, Berna, 1957; e Documenta IV, Kassel, 1968.
  • Cosa dovrei sapere sulle stampe di Dieter Roth?
    Dieter Roth (1930[2]-1998[2]) fu un artista svizzero-tedesco, noto soprattutto per i libri d’artista, le sculture e le stampe. Nelle sue opere esplorò i processi e il decadimento, spesso usando cibo e materiali trovati. Iniziò a realizzare stampe negli anni 1950[2] e sperimentò costantemente nuove tecniche. Litografia, serigrafia e acquaforte ricorrono lungo tutta la sua carriera. Spesso combinava diversi metodi di stampa, sovrapponendo immagini e trame. Le sue stampe includono spesso elementi testuali, talvolta poesie o prose scritte da lui. Condividono temi e motivi con le altre opere, come le sculture realizzate con cioccolato o formaggio. Mettono spesso in discussione le nozioni tradizionali di opera a tiratura. Roth modificava spesso le stampe anche dopo che l’edizione era stata dichiarata conclusa, aggiungendo elementi unici o variazioni. Accoglieva il caso e l’imperfezione, lasciando spazio a risultati imprevedibili nel processo di stampa. Le sue opere grafiche si trovano nelle principali collezioni museali e sono molto ricercate dai collezionisti interessati al suo approccio iconoclasta alla creazione artistica.
  • A quale stile o movimento apparteneva Dieter Roth?
    Dieter Roth era associato al movimento Fluxus[2], rete internazionale e multimediale di artisti, compositori e designer emersa negli anni 1960[2]. È difficile definire Fluxus in modo rigido, ma in genere si caratterizza per l'uso di media misti e la tendenza a fondere diverse discipline artistiche. Gli artisti Fluxus spesso integravano nelle opere il caso, la giocosità e l'umorismo. Il movimento aveva carattere multiculturale e multinazionale e comprendeva un numero relativamente elevato di artiste di spicco. Le performance organizzate dai suoi esponenti spaziavano da semplici azioni quotidiane a eventi collettivi di grandi dimensioni. Joseph Beuys, poi noto per essersi allontanato da Fluxus e per le installazioni scultoree, fu cofondatore del gruppo nel 1961. Fluxus mirava a cancellare i confini tra arte e vita e a mettere in discussione le nozioni tradizionali di arte. Il Fluxus Manifesto, attribuito a George Maciunas, chiedeva di estirpare la malattia borghese e promuovere l'anti-arte.
  • Quali tecniche o materiali usava Dieter Roth?
    Dieter Roth fu un artista prolifico e sperimentale, difficile da ricondurre a una categoria precisa. Lavorò con molti mezzi, tra cui stampa, scultura e assemblaggio. La sua pratica era caratterizzata dalla disponibilità a integrare materiali non convenzionali nell’arte. Nelle opere grafiche impiegava spesso tecniche come serigrafia e litografia, talvolta combinandole in modi innovativi. Era interessato alle possibilità della serialità e della riproduzione e realizzava spesso versioni multiple della stessa immagine con lievi variazioni. Le opere scultoree incorporavano spesso materiali deperibili come cioccolato, formaggio e spezie, scelti per le loro qualità sensoriali e per la capacità di deteriorarsi nel tempo. Per esempio, nelle opere «Picture-Chocolate» (1969[2]) usò il cioccolato come base per stampe e altre aggiunte. Il decadimento e la trasformazione ricorrono nella sua arte. Lavorò anche con materiali più tradizionali, come legno e metallo, spesso combinandoli con oggetti trovati e materiali effimeri.
  • Per cosa era noto Dieter Roth?
    Dieter Roth (nato a Hannover nel 1930[2]) era noto per la grafica e la creazione di libri, oltre che per oggetti realizzati con materiali non convenzionali, come cioccolato e salsiccia. Roth studiò grafica a Berna dal 1950[2] al 1954. La prima mostra personale si tenne a Copenaghen nel 1963. Partecipò a collettive come «Junge Berner Kunstler» alla Kunsthalle di Berna nel 1955; «Die Zeichnung irn Schatten Jungerer Schweizer Maler und Bildhauer», sempre alla Kunsthalle di Berna, nel 1957; e «Documenta IV» a Kassel nel 1968. Tra le sue opere figurano «Visit» (vetro, cioccolato e metallo); «Huttuten» e «Screwed Together» (disegni con timbri); «Beans-Red Cabbage-Picture» (legno, vetro e verdure); e «Self-Portrait as Tower» (cioccolato). Creò anche «Plane Crash» (collage con tempera), «Poetry III and IV. Luxus» (legno e tecnica mista), «Stable» (plastica e cioccolato), «Sausage Fountain» (legno, vetro e salsiccia) e «Island» (vetro e cioccolato). Roth pubblicò molti libri, tra cui «Mununculum» (1967), «246 Little Clouds» (1968) e «Scheisse» (1968).
  • Quando visse e lavorò Dieter Roth?
    Dieter Roth nacque ad Hannover nel 1930[2]. Studiò grafica a Berna dal 1950[2] al 1954. tenne mostre personali alla Galerie Koepcke di Copenaghen nel 1963; alla Galerie Rene Block di Berlino nel 1968; alla Galerie Intermedia di Colonia nel 1969; alla Eugenia Butler Gallery di Los Angeles nel 1969; alla Eat Art Galerie di Düsseldorf; e al Museum Haus Lange di Krefeld. Partecipò anche a mostre collettive, fra cui quelle alla Kunsthalle di Berna nel 1955 e nel 1957, allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1961 e nel 1963, all’Institute of Contemporary Art di Londra nel 1965 e a Documenta IV a Kassel nel 1968. Nel 1970 le sue opere furono esposte alla Galerie Demarco di Edimburgo e al Kunstmuseum di Lucerna. Nel 1971 seguì una mostra al Von der Heydt-Museum di Wuppertal.
  • Dove posso vedere le opere di Dieter Roth?
    Le opere di Dieter Roth si trovano in numerose collezioni pubbliche in Europa e altrove. In Svizzera, le sue opere sono conservate al Kunstmuseum di Basilea, al Kunsthaus di Zurigo e al Kunstmuseum di Winterthur. Anche il Kunstmuseum e la Gottfried Keller Stiftung di Berna possiedono alcuni esempi. Il Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra conserva opere di Roth. In Germania si trovano importanti collezioni al Ludwig Museum e al Wallraf-Richartz Museum di Colonia, alla Kunsthalle di Brema, al Folkwang Museum di Essen e alla Nationalgalerie di Berlino. Anche il Kestner-Museum e la Galerie Dieter Brusberg, entrambi ad Hannover, conservano opere. Altre sedi sono il Museum Boymans-van Beuningen di Rotterdam, il Solomon R. Guggenheim Museum e il Museum of Modern Art di New York, e le City of Manchester Art Galleries in Inghilterra.
  • Di dov'era Dieter Roth?
    Dieter Roth nacque ad Hannover, in Germania, nel 1930[2]. In seguito, dal 1950[2] al 1954, studiò grafica a Berna, in Svizzera. Dall'inizio degli anni 1960 espose ampiamente. Tra le sue mostre personali figurano quelle alla Galerie Koepcke di Copenaghen (1963), alla Galerie Rene Block di Berlino (1968) e alla Galerie Intermedia di Colonia (1969). Espose anche a Los Angeles e Düsseldorf. Partecipò a mostre collettive, come «Junge Berner Kunstler» alla Kunsthalle di Berna nel 1955 e «Bewogen Beweging» allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1961. Nel 1968 fu incluso in Documenta IV a Kassel. La sua produzione spaziò tra diversi media, tra cui libri, disegni con timbri e costruzioni realizzate con materiali come vetro, cioccolato e verdure. Creò anche opere in più esemplari, come la «Cloud» fatta di coperture di formaggio. Pubblicò numerosi libri di opere raccolte, saggi e poesie.
  • Chi è stato influenzato da Dieter Roth?
    È difficile formulare affermazioni definitive sull'influenza artistica di Roth, ma si possono individuare alcuni legami con artisti successivi. Claes Oldenburg, Cy Twombly e Ray Johnson, esponenti della seconda generazione americana del dopoguerra, riconobbero un aspetto di Dubuffet che altri non colsero. Le loro opere superano la separazione tra arte e letteratura. Joseph Beuys fu criticato dai critici d'arte tedeschi di sinistra, che consideravano il suo Romanticismo spirituale protofascista. I critici internazionali lo attaccarono perché voleva guarire l'anima tedesca senza mostrare interesse per l'Olocausto. Dal 1967[2] al 1972 gli artisti dell'Arte Povera crearono opere con materiali umili, rustici e organici. Ne facevano parte Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz e Michelangelo Pistoletto. Spesso erano affascinati dal tempo profondo, dall'energia e dall'alchimia. Wolfgang Laib è noto soprattutto per installazioni scultoree realizzate con polline d'api. Utilizza materiali naturali come cera d'api, latte, riso, marmo, granito e lacca birmana thitsi.
  • Chi ha influenzato Dieter Roth?
    Dieter Roth, nato a Hannover nel 1930[2], studiò grafica a Berna dal 1950[2] al 1954. Il suo sviluppo artistico ebbe luogo in un ambiente influenzato da diverse correnti. La partecipazione a mostre collettive permette di cogliere l'impatto della scena artistica europea più ampia. Tra queste figurano *Junge Berner Kunstler* (1955) alla Kunsthalle Bern, *Bewogen Beweging* (1961) allo Stedelijk Museum e Documenta IV a Kassel (1968). L'opera di Roth si confrontò con le tendenze dell'arte astratta, come mostra la sua partecipazione a *Between Poetry and Painting* all'Institute of Contemporary Art di Londra nel 1965. Tra il 1963 e il 1971 tenne mostre personali a Copenaghen, Berlino, Colonia, Los Angeles e Düsseldorf. Le sue opere comparvero anche in *Freunde-Friends-D'Frunde*, mostra itinerante che fece tappa alla Kunsthalle di Düsseldorf. Tra le sue pubblicazioni figurano *Mununculum* (1967) e *246 Little Clouds* (1968).
  • Chi era Dieter Roth?
    Dieter Roth (nato ad Hannover nel 1930[2]) studiò grafica a Berna dal 1950[2] al 1954. Tenne mostre personali alla Galerie Koepcke di Copenaghen nel 1963; alla Galerie Rene Block di Berlino nel 1968; alla Galerie Intermedia di Colonia nel 1969; alla Eugenia Butler Gallery di Los Angeles; alla Eat Art Galerie di Düsseldorf; e al Museum Haus Lange di Krefeld. Tra le mostre collettive con sue opere figurano quelle alla Kunsthalle di Berna nel 1955 e nel 1957; allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1961 e nel 1963; all’Institute of Contemporary Art di Londra nel 1965; a Documenta IV, Kassel, nel 1968; alla Kunsthalle di Berna nel 1969; alla Galerie Demarco di Edimburgo nel 1970; al Kunstmuseum di Lucerna; e al Von der Heydt-Museum di Wuppertal nel 1971. Roth scrisse libri, tra cui *Mununculum* (1967) e *246 Little Clouds* (1968). Tra le sue opere figurano *Visit* (1969), *Beans-Red Cabbage-Picture* (1969-71) e *Self-Portrait as Tower* (1971).

Fonti

I contenuti su Dieter Roth si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.

  1. [1] museo Victoria and Albert Museum Utilizzata per: collezioni museali.
  2. [2] Wikipedia Wikipedia: Dieter Roth Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
  3. [3] libro guggenheim-amsterdamparisdu00solo Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  4. [4] libro guggenheim-refigur00kren Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  5. [5] libro Masterpieces of western art : a history of art in 900 individual studies from the Gothic to the present day Utilizzata per: biografia.
  6. [6] libro Charlene Spretnak (auth.), The Spiritual Dynamic in Modern Art _ Art History Reconsidered, 1800 to the Present Utilizzata per: analisi stilistica.

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