







Allan Kaprow
Quando Jackson Pollock morì in un incidente d’auto nell’agosto 1956[1], Allan Kaprow dipingeva secondo la tradizione dell’espressionismo astratto appresa da Hans Hofmann. Due anni dopo, nel saggio «The Legacy of Jackson Pollock», sostenne che la morte di Pollock avesse chiuso del tutto la strada alla pittura: Pollock si era spinto così lontano che l’unica via da seguire era abbattere il confine tra arte e vita quotidiana. Il saggio è oggi considerato uno dei testi fondamentali dell’arte americana del dopoguerra.

Biografia
Kaprow si era formato con Hofmann a metà degli anni 1950[1], poi aveva frequentato le influenti lezioni di John Cage alla New School for Social Research. Le idee di Cage sul caso, la durata e il dissolvimento delle categorie tra arte e vita aprirono una strada lontano dalla tela. Nel 1957 Kaprow realizzava già quelli che chiamava Happenings: eventi messi in scena che combinavano pittura, assemblaggio, danza e teatro, eseguiti per piccoli pubblici talvolta invitati a partecipare. Susan Sontag osservò all'epoca che Kaprow era «l'unico accademico tra loro»; insegnò storia dell'arte alla Rutgers prima di trasferirsi alla State University of New York.
Gli Happenings collocarono Kaprow al centro dell'avanguardia newyorkese, insieme a George Brecht, Dick Higgins, La Monte Young, Yoko Ono e Nam June Paik. La sua antologia del 1966[1], Assemblages, Environments and Happenings, rilegata in tela di juta disegnata da lui stesso, documentava il movimento in dettaglio.
La sua influenza sulla carriera di Roy Lichtenstein fu diretta: mentre insegnava alla Rutgers, presentò Lichtenstein al mercante Ivan Karp alla Leo Castelli Gallery, aprendo la strada alla prima importante piattaforma commerciale della Pop Art. Morì in California nell’aprile 2006[1].
Cronologia
- 1927Nacque nel 1927.
- 1950Si formò con Hans Hofmann a metà degli anni 1950.
- 1950Frequentò le lezioni di John Cage alla New School.
- 1956Jackson Pollock morì; Kaprow dipingeva secondo la tradizione dell’espressionismo astratto.
- 1957Cominciò a realizzare happening, eventi messi in scena che combinavano diverse forme d’arte.
- 1958Scrisse «The Legacy of Jackson Pollock», un testo fondamentale.
- 1966Pubblicò «Assemblages, Environments and Happenings».
- 2006Morì in California nell'aprile 2006.
Opere principali
Tocca per ingrandire.
Prossima tappa
Fluxus →
Esplora gli artisti e le idee del movimento Fluxus.
Domande frequenti
Per che cosa è noto Allan Kaprow?
Allan Kaprow è noto per i suoi happening, eventi organizzati che combinavano pittura, assemblage, danza e teatro. Queste performance, spesso caratterizzate dalla partecipazione del pubblico, lo collocarono al centro dell’avanguardia newyorkese, accanto a figure come George Brecht e Yoko Ono.Quali tecniche o materiali utilizzava Allan Kaprow?
Allan Kaprow, inizialmente pittore, si allontanò dall'espressionismo astratto sotto l'influenza di John Cage e del movimento Dada. Verso la fine degli anni 1950[1] iniziò a inserire materiali quotidiani nei dipinti, una tecnica ispirata al cubismo e al Dada. La sua opera passò dai collage agli assemblaggi tridimensionali e poi a installazioni grandi quanto una stanza, chiamate «ambienti». In queste installazioni utilizzava spesso oggetti comuni come teli di plastica, fogli di alluminio, specchi e luci natalizie. I suoi «Happenings» combinavano pittura, assemblaggio, danza e teatro, dando vita a eventi unici. Coinvolgevano vista, suono e azione e spesso prevedevano la partecipazione del pubblico. Intorno al 1965 Kaprow cambiò approccio: scelse di lavorare con piccoli gruppi di partecipanti per diversi giorni, cercando una maggiore intimità e distinguendo il proprio lavoro dal teatro tradizionale.Per che cosa era noto Allan Kaprow?
Allan Kaprow (1927[1]-2006[1]) fu un artista statunitense noto soprattutto per aver sviluppato gli «Happenings» negli anni 1950[1] e 1960. Erano forme precoci di performance art, spesso con la partecipazione del pubblico e capaci di confondere i confini tra arte e vita quotidiana. Kaprow iniziò come pittore, influenzato dall'Espressionismo astratto. Studiò storia dell'arte con Meyer Schapiro alla Columbia University e pittura con Hans Hofmann. A metà degli anni 1950 cominciò ad allontanarsi dalla pittura tradizionale. Creò ambienti e assemblaggi con materiali quotidiani come pneumatici, giornali e rottami metallici. Da questi ambienti si svilupparono gli Happenings: eventi con una sceneggiatura libera, che si svolgevano in gallerie, strade e abitazioni private. Mettendo in gioco caso, improvvisazione e coinvolgimento del pubblico, contestavano le nozioni tradizionali di arte. Tra i più noti figurano «18 Happenings in 6 Parts» (1959), alla Reuben Gallery di New York, e «Yard» (1961), per il quale riempì di pneumatici il cortile della Martha Jackson Gallery. Kaprow scrisse anche ampiamente di teoria dell'arte e promosse l'idea di «arte come vita».Dove posso vedere le opere di Allan Kaprow?
Per vedere opere legate ad Allan Kaprow, si possono visitare diversi musei e fondazioni. In Germania figurano il Bauhaus-Archiv, Museum für Gestaltung di Berlino e il Bauhaus-Museum Weimar. Anche la Stiftung Bauhaus Dessau e la Stiftung Meisterhäuser Dessau, entrambe a Dessau, potrebbero conservare opere pertinenti. Lo Zentrum Paul Klee di Berna, in Svizzera, ospita collezioni. Negli Stati Uniti possono essere utili il Busch-Reisinger Museum di Cambridge, Massachusetts, e la Moholy-Nagy Foundation di Ann Arbor, Michigan. Un'altra possibilità è la Josef and Anni Albers Foundation di Bethany, Connecticut. In Giappone, l'Utsunomiya Museum of Art e la Misawa Bauhaus Collection di Tokyo offrono ulteriori occasioni per vedere opere collegate. Per conoscere mostre in corso e fondi specifici, si consiglia di consultare i siti delle istituzioni o contattarle direttamente.Chi è stato influenzato da Allan Kaprow?
Allan Kaprow, inizialmente pittore, alla fine degli anni 1950[1] si orientò verso l'assemblage e gli «Happenings». Nei primi anni 1960 il suo lavoro influenzò un gruppo informale di artisti, musicisti e teatranti legati a Fluxus[1]. Tra le figure principali c'erano La Monte Young, George Brecht, Dick Higgins, George Maciunas, Yoko Ono e Nam June Paik. Gli «Happenings» di Kaprow combinavano pittura, assemblage, danza e teatro. Questi eventi, spesso sconcertanti o bizzarri, coinvolgevano piccoli gruppi di spettatori, talvolta come partecipanti. Le idee di Kaprow, soprattutto quelle espresse nel saggio del 1958 «The Legacy of Jackson Pollock», ebbero ampia risonanza. Jim Dine disse che Kaprow «esercitò una forte influenza su tutti noi a New York in quel periodo, in particolare su di me, perché ero il più giovane e probabilmente il più impressionabile... Mi influenzò come un insegnante influenza uno studente». Dine, insieme ai pittori Claes Oldenburg, Robert Whitman e Red Grooms, fu tra i primi a realizzare ambienti e Happenings.Chi ha influenzato Allan Kaprow?
Allan Kaprow, inizialmente pittore e allievo di Hans Hofmann, alla fine degli anni 1950[1] riteneva che l’Espressionismo astratto avesse esaurito il suo corso. Diverse influenze lo allontanarono dalla pittura e lo orientarono verso gli Happenings, gli ambienti e l’assemblage. Le lezioni di John Cage alla New School furono importanti. Cage sosteneva la contaminazione tra discipline artistiche e l’integrazione dell’esperienza quotidiana nell’arte. I suoi insegnamenti riflettevano l’interesse per il Buddhismo Zen, il Dadaismo, il Surrealismo e il Teatro della Crudeltà di Antonin Artaud. Nel 1952 Cage aveva sperimentato una performance teatrale interdisciplinare al Black Mountain College. Anche il saggio di Kaprow del 1958, «The Legacy of Jackson Pollock», preparò la strada al suo lavoro successivo. Kaprow sosteneva che i dipinti di Pollock, delle dimensioni di murali, andassero oltre la pittura e diventassero ambienti. Lo influenzò inoltre l’uso di materiali quotidiani da parte di Pollock, come pietre e vetro. Kaprow indicò anche precedenti esterni alle arti visive, tra cui il teatro dadaista, surrealista e futurista, nonché forme di spettacolo popolare come il mimo e il circo.Chi era Allan Kaprow?
Allan Kaprow (1927[1]-2006[1]) era un artista statunitense. È noto soprattutto per aver sviluppato gli «Happenings» negli anni 1950[1] e 1960, prime forme di arte performativa. Studiò storia dell’arte alla New York University. Fu allievo del pittore espressionista astratto tedesco-americano Hans Hofmann e studiò composizione anche con John Cage. Le teorie di Cage sul caso e sull’indeterminatezza influenzarono gli Happenings di Kaprow. Gli Happenings combinavano arte visiva, teatro e partecipazione del pubblico. Spesso si svolgevano in luoghi non convenzionali, come loft o strade cittadine. Kaprow voleva abbattere la barriera fra arte e vita. Nelle sue opere usava materiali quotidiani, come scatole di cartone, pneumatici e rottami metallici. Fra gli Happenings più noti figurano «18 Happenings in 6 Parts» (1959), alla Reuben Gallery di New York, e «Yard» (1961), alla Martha Jackson Gallery, anch’essa a New York. Scrisse diversi saggi sugli Happenings e sull’arte. Insegnò alla Rutgers University e alla University of California, San Diego. La sua opera influenzò artisti performativi e concettuali successivi.Qual era lo stile artistico di Allan Kaprow?
Allan Kaprow iniziò come pittore nella tradizione dell’Espressionismo astratto e studiò con Hans Hofmann. In seguito abbandonò la pittura per creare gli happening, che integravano elementi di pittura, assemblaggio, danza e teatro.Come è morto Allan Kaprow?
Allan Kaprow morì nel 2006[1] all’età di 79 anni.
Fonti
I contenuti su Allan Kaprow si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.
- [1] Wikipedia Wikipedia: Allan Kaprow Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
- [2] libro Jed Perl, Art in America 1945-1970 Utilizzata per: biografia.
Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.
Standard editorialiMetodologiaRettificheInformativa sull’uso dell’IALa redazione







