Il vecchio ebreo - Alexej von Jawlensky
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Descrizione
"Il vecchio ebreo" di Alexej von Jawlensky è un ritratto espressionista che trasmette una profonda emozione attraverso tonalità terrose e pennellate visibili. Il dipinto cattura il mondo interiore del soggetto con una quieta intensità.
"Il vecchio ebreo" di Alexej von Jawlensky, pittore espressionista russo attivo in Germania, è stato creato come parte della sua serie di ritratti intensamente personali e spirituali. L'opera di Jawlensky si è allontanata dall'arte puramente rappresentativa, concentrandosi invece sugli stati emotivi e spirituali interiori dei suoi soggetti. Questo ritratto esemplifica la sua esplorazione della forma e del colore per trasmettere sentimenti profondi. Il dipinto raffigura un uomo anziano con una lunga barba bianca fluente, il capo chino in quello che sembra essere contemplazione o dolore. La tavolozza dei colori è dominata da marroni terrosi e verdi tenui, che contribuiscono all'atmosfera cupa. La pennellata di Jawlensky è visibile, aggiungendo consistenza e profondità alla figura. Lo sfondo è mantenuto semplice, assicurando che l'attenzione dell'osservatore rimanga fissa sul volto e sull'espressione del soggetto. L'effetto complessivo è di quieta intensità, che invita l'osservatore a considerare il mondo interiore dell'uomo.
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Ogni stampa è realizzata su ordinazione mediante stampa giclée a 12 colori su carta d'archivio certificata FSC. Ideata in Gran Bretagna e stampata presso il centro di produzione più vicino a te per ridurre gli sprechi e velocizzare la consegna.
Cura e materiali
Caratteristiche specifiche
Ogni opera Solis è realizzata su ordinazione con materiali d'archivio di qualità museale, costruiti per durare nel tempo.
- Stampa giclée di qualità museale per colori ricchi e resistenti allo sbiadimento
- Carta fine-art opaca d'archivio, certificata FSC
- Diverse dimensioni e opzioni di cornice disponibili
- Cornici in nero, legno naturale, legno scuro o bianco
- Le stampe con cornice arrivano pronte per essere appese
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- Evita l'esposizione prolungata alla luce solare diretta
- Non utilizzare mai detergenti liquidi sulla superficie della stampa o della tela
- Conserva in un ambiente asciutto a temperatura ambiente
- Maneggia le stampe con mani pulite e asciutte
Materiali e dimensioni
Stampa giclée di qualità museale su carta opaca d'archivio certificata FSC, con opzioni di cornice e tela.
- Dimensioni carta: A4, A3, A2, A1, A0 e B2 (50×70 cm)
- Tela: da XS (20×30 cm) a Large (60×90 cm)
- Cornici: nero, legno naturale, legno scuro o bianco
Il vecchio ebreo - Alexej von Jawlensky
Artist Biography
Alexej Von Jawlensky
Jawlensky was born in Torzhok, Russia, in 1864, the fifth child of a military family. He trained as an officer in the Imperial Guard before abandoning that career in 1889 to study painting under Ilya Repin in St Petersburg. His patron and companion Marianne von Werefkin, herself a successful painter, financed their move to Munich in 1896. There he met Kandinsky, beginning a friendship that would shape both their careers.
Matisse, Van Gogh and Gauguin all pushed Jawlensky toward bolder colour, but his real catalyst was a trip to Provence in 1905 that convinced him colour could carry spiritual weight without representational accuracy. Back in Munich he produced intense, mask-like portraits: the Mystical Heads (1917 to 1919) and Saviour's Faces (1918 to 1920) drew directly on Russian Orthodox icon traditions from his childhood. He studied theosophy, yoga and Rudolf Steiner's anthroposophy, seeking a synthesis of Eastern and Western spiritual practice through paint.
He co-founded the New Munich Artists' Association with Kandinsky and later joined Der Blaue Reiter. In 1924, Emmy Scheyer (whom Jawlensky nicknamed "Galka", Russian for jackdaw) abandoned her own painting career to promote his work in America, forming Die Blaue Vier with Jawlensky, Kandinsky, Klee and Feininger. The First World War had already forced Jawlensky from Germany to Switzerland; he returned to Wiesbaden in 1921 and stayed until his death in 1941, increasingly isolated as the Nazis classified his work as degenerate.
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