Autoritratto mentre sbadiglia - Max Beckmann
Stampa giclée d'archivio
Le cornici arrivano pronte per essere appese
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Descrizione
Una puntasecca del 1918 di Max Beckmann che ritrae l'artista in un momento di esaurimento fisico e psicologico.
Max Beckmann realizzò questa puntasecca nel 1918, poco dopo il suo congedo dall'esercito tedesco durante la Prima guerra mondiale. L'immagine ritrae l'artista con la bocca spalancata in uno sbadiglio, sebbene l'espressione contenga una tensione che rasenta l'urlo. Quest'opera appartiene a un periodo in cui Beckmann si allontanò dal suo precedente stile accademico verso un approccio più distorto e spigoloso. L'atto fisico dello sbadigliare è reso con linee aggressive e tratteggiate che definiscono il cavo della bocca e i muscoli tesi del volto. La composizione si concentra interamente sulla testa, che sembra fluttuare contro uno sfondo graffiato e atmosferico. Beckmann ha utilizzato la tecnica della puntasecca per creare neri vellutati e corposi che contrastano con il bianco netto della carta. Questo metodo ha permesso una immediatezza nel segno grafico che ben si adattava allo stato psicologico dei suoi soggetti del dopoguerra. Gli occhi sono asimmetrici e stanchi, suggerendo esaurimento piuttosto che semplice noia. Il processo della puntasecca prevede l'incisione diretta su una lastra di metallo con un ago dalla punta dura. Ciò crea un rilievo di metallo, noto come "barba", che trattiene inchiostro extra e produce le linee morbide e sfumate visibili in questa stampa. Beckmann ha sfruttato questa caratteristica tecnica per creare le ombre pesanti intorno alla mascella e agli occhi. L'assenza di un colletto o di spalle definiti concentra l'attenzione dell'osservatore sulla geometria distorta del volto. In quel periodo, Beckmann era associato al movimento della Nuova Oggettività in Germania. Le sue stampe della fine degli anni Dieci del Novecento documentano spesso il disincanto e il peso fisico degli anni della guerra. Questo autoritratto è una delle numerose opere grafiche in cui ha esaminato i propri tratti per esplorare temi legati all'identità e alla sofferenza umana. L'opera rimane un esempio significativo di come gli artisti tedeschi abbiano risposto allo sconvolgimento sociale e personale seguito al crollo dell'Impero tedesco.
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Cura e materiali
Caratteristiche specifiche
Ogni opera Solis è realizzata su ordinazione con materiali d'archivio di qualità museale, costruiti per durare nel tempo.
- Stampa giclée di qualità museale per colori ricchi e resistenti allo sbiadimento
- Carta fine-art opaca d'archivio, certificata FSC
- Diverse dimensioni e opzioni di cornice disponibili
- Cornici in nero, legno naturale, legno scuro o bianco
- Le stampe con cornice arrivano pronte per essere appese
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Materiali e dimensioni
Stampa giclée di qualità museale su carta opaca d'archivio certificata FSC, con opzioni di cornice e tela.
- Dimensioni carta: A4, A3, A2, A1, A0 e B2 (50×70 cm)
- Tela: da XS (20×30 cm) a Large (60×90 cm)
- Cornici: nero, legno naturale, legno scuro o bianco
Autoritratto mentre sbadiglia - Max Beckmann
Artist Biography
Max Beckmann
He was born in Leipzig in 1884 and trained at the Weimar Academy. His early work was relatively conventional; the First World War, where he served as a medical orderly, shattered both his style and his psychology. The paintings that followed, dense, allegorical, packed with symbolic figures in compressed, claustrophobic spaces, resist easy classification. His monumental triptychs, painted in exile in Amsterdam and later St Louis, combine mythology, autobiography and contemporary history.
He remains one of the twentieth century's most ambitious figurative painters, comparable in scale and intention to Picasso but less interested in formal innovation than in moral weight. He died in New York in 1950, at sixty-five.
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