L'Arno a Firenze - Bernardo Bellotto
Stampa giclée d'archivio
Le cornici arrivano pronte per essere appese
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Descrizione
Un dettagliato paesaggio urbano di Bernardo Bellotto, che raffigura il fiume Arno a Firenze. Il dipinto mette in mostra l'abilità dell'artista nella resa architettonica e negli effetti atmosferici.
Bernardo Bellotto (1722-1780) è stato un vedutista italiano, allievo di suo zio Canaletto. È noto per le sue dettagliate vedute urbane, in particolare di Dresda, Vienna e Varsavia. Il suo stile è caratterizzato da una precisa resa architettonica e da effetti atmosferici. I dipinti di Bellotto offrono una preziosa documentazione storica degli ambienti urbani che ha ritratto. Lavorò per committenti reali e aristocratici in tutta Europa. Suo nipote era Francesco Guardi. Questo dipinto raffigura una veduta del fiume Arno a Firenze. La composizione è divisa in tre sezioni orizzontali: il cielo, gli edifici e il fiume. Il cielo è di un azzurro-grigio tenue, con nuvole soffici. Gli edifici sono resi nei dettagli, mostrando l'architettura della città. Il fiume riflette gli edifici e il cielo, creando un senso di profondità. Diverse imbarcazioni sono sul fiume, aggiungendo un senso di scala. La tavolozza dei colori è tenue, con marroni, gialli e blu. Il dipinto è un ottimo esempio dell'abilità di Bellotto come vedutista.
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Produzione
Ogni stampa è realizzata su ordinazione mediante stampa giclée a 12 colori su carta d'archivio certificata FSC. Ideata in Gran Bretagna e stampata presso il centro di produzione più vicino a te per ridurre gli sprechi e velocizzare la consegna.
Cura e materiali
Caratteristiche specifiche
Ogni opera Solis è realizzata su ordinazione con materiali d'archivio di qualità museale, costruiti per durare nel tempo.
- Stampa giclée di qualità museale per colori ricchi e resistenti allo sbiadimento
- Carta fine-art opaca d'archivio, certificata FSC
- Diverse dimensioni e opzioni di cornice disponibili
- Cornici in nero, legno naturale, legno scuro o bianco
- Le stampe con cornice arrivano pronte per essere appese
Cura e pulizia
Per mantenere la tua opera d'arte al meglio:
- Spolvera delicatamente con un panno morbido e asciutto
- Evita l'esposizione prolungata alla luce solare diretta
- Non utilizzare mai detergenti liquidi sulla superficie della stampa o della tela
- Conserva in un ambiente asciutto a temperatura ambiente
- Maneggia le stampe con mani pulite e asciutte
Materiali e dimensioni
Stampa giclée di qualità museale su carta opaca d'archivio certificata FSC, con opzioni di cornice e tela.
- Dimensioni carta: A4, A3, A2, A1, A0 e B2 (50×70 cm)
- Tela: da XS (20×30 cm) a Large (60×90 cm)
- Cornici: nero, legno naturale, legno scuro o bianco
L'Arno a Firenze - Bernardo Bellotto
Artist Biography
Bernardo Bellotto
Born in Venice in 1721, Bellotto was the nephew of Giovanni Antonio Canal on his mother's side and trained in his uncle's studio from early adolescence. By his mid-teens he was a registered member of the Venetian painters' guild. His early work so closely followed Canaletto's manner that he occasionally signed canvases "Canaletto" himself, a habit that has tangled attribution ever since. He left Venice in 1746 for a long Italian tour before heading north; in 1747, aged twenty-six, he accepted an invitation to Dresden from Frederick-Augustus II, Elector of Saxony, who paid him twenty thalers a year as court painter.
The Dresden commissions produced some of his finest work: The Moat of the Zwinger (1749-53, 133 x 235 cm, Gemaldegalerie) and a series of Neumarkt views including the Frauenkirche, in which extreme diagonal compositions amplify the spatial depth of the city's Baroque squares. Empress Maria Theresa summoned him to Vienna in 1758, where he painted View from the Belvedere (1759-60, Kunsthistorisches Museum); in 1767 he moved to Warsaw, entering the service of Stanislaw II of Poland and beginning the topographical documentation that would outlast the city itself.
His palette runs consistently cooler and crisper than Canaletto's; he paid more attention to cloud formations, deep shadows, and foliage, and packed his views with more figure groups. Where Canaletto often revisited the same standpoints, Bellotto almost always sought new vantage points. Scholars read his documentary precision as a function of his market: not Venice's tourist trade but the royal courts of Europe, patrons who wanted their capitals recorded with near-surveyor exactitude.
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