Vai al contenuto Caricamento

Buy any 3 full-price artworks and save 15%

Portrait of Madame Guillaume with pamela di André Derain
Trees in L'Estaque di Raoul Dufy
Big Ben di André Derain
View of a Port di Raoul Dufy
Banks of the Seine, Paris di Albert Marquet
Fruit, Knife and Napkin di Albert Marquet

fauvismo

9 artisti · 1904–1910

Tra il 1904 e il 1910 il fauvismo attraversò il mondo dell’arte parigino con un’intensità pari ai suoi colori. Nacque quando Henri Matisse[13] e André Derain trascorsero insieme l’estate del 1905 a Collioure, villaggio di pescatori sulla costa mediterranea francese. Tornarono a Parigi con tele che liberavano il colore dall’obbligo di descrivere il mondo visibile. Al Salon d’Automne di ottobre, il critico Louis Vauxcelles paragonò i loro dipinti a belve e il nome rimase. Raoul Dufy si unì al gruppo dopo aver visto Matisse al Salon, abbandonando l’impressionismo da un giorno all’altro. Samuel Peploe, attivo in Francia nello stesso periodo, assorbì il colore fauve in una tavolozza scozzese personale. Il fauvismo non fu mai un movimento formale con manifesto o programma, ma una convinzione condivisa, durata pochi anni: il colore poteva sostenere tutto il peso dell’espressione pittorica. Entro il 1908 la maggior parte dei protagonisti era già passata oltre: Matisse verso un controllo decorativo maggiore, Derain verso un classicismo più strutturato. La brevità del fauvismo misura il suo radicalismo. Cambiò ciò che il colore poteva fare nella pittura occidentale, e il cambiamento fu permanente.

Idee principali

  • Portrait of Madame Guillaume with pamela — fauvismo

    Il colore senza vincoli

    La svolta fondamentale dei fauves fu liberare il colore dal compito descrittivo. Un tronco poteva essere dipinto di rosso, un volto di verde, un cielo d’arancione, se la logica emotiva del dipinto lo richiedeva. Non era una scelta arbitraria. Matisse e Derain rispondevano alle teorie cromatiche di Eugène Chevreul, all’esempio di Gauguin e Van Gogh e agli esperimenti puntinisti di Signac. Ma si spinsero oltre ogni predecessore, usando il colore come forza autonoma, pari al disegno e alla composizione. Ne risultò una pittura che agiva sul sistema nervoso prima che potesse intervenire l’intelletto.

  • Trees in L'Estaque — fauvismo

    L’estate a Collioure

    I dipinti che Matisse e Derain realizzarono a Collioure nell’estate del 1905 costituiscono il momento fondativo del movimento. Lavorando fianco a fianco, si spinsero reciprocamente verso esperimenti cromatici sempre più audaci. Derain scrisse a Maurice de Vlaminck che il colore stava diventando «bastoni di dinamite». Open Window, Collioure di Matisse e Boats at Collioure di Derain mostrano due temperamenti che reagiscono alla stessa luce mediterranea con risultati diversi ma altrettanto radicali. L’intensità competitiva di quell’estate produsse un corpus di opere che nessuno dei due artisti avrebbe potuto realizzare da solo.

  • Big Ben — fauvismo

    Un movimento senza programma

    A differenza di cubismo e surrealismo, il fauvismo non ebbe manifesto, teorico né leader. Fu un incontro informale di pittori accomunati dall’ambizione cromatica. Matisse era il più rigoroso intellettualmente, ma non si proclamò capo. Derain, Vlaminck, Dufy e altri sperimentarono in parallelo. L’assenza di dottrina diede libertà al fauvismo, ma anche brevità: esaurita l’energia iniziale, non c’era un programma a tenere unito il gruppo.

Origini

Dal neoimpressionismo a Collioure

Il percorso di Matisse verso il fauvismo passò per diversi esperimenti precedenti. Nel 1899 studiò con Paul Signac e apprese la tecnica neoimpressionista di applicare colori puri in tocchi piccoli e separati. Luxe, Calme et Volupté (1904) adottava questo metodo, ma spingeva i colori oltre la descrizione naturalistica. L'estate successiva, quando lui e Derain si stabilirono a Collioure, Matisse era pronto ad abbandonare il puntinismo sistematico e a usare liberamente il colore, con pennellate ampie e spontanee. Derain portava un'energia diversa: più fisica, meno teorica e incline a rischi cromatici che persino Matisse avrebbe potuto esitare ad affrontare. La loro collaborazione accelerò lo sviluppo di entrambi gli artisti.

Il Salon d’Automne del 1905

Il terzo Salon d’Automne annuale aprì a Parigi nell’ottobre 1905. La sala VII ospitava dipinti di Matisse, Derain, Vlaminck, Manguin, Marquet e altri. Al centro della sala si trovava una piccola scultura in bronzo di Albert Marque, modellata secondo lo stile accademico convenzionale. Il critico Louis Vauxcelles notò il contrasto e scrisse su Gil Blas: «Donatello tra le belve». L’etichetta voleva essere un insulto, ma gli artisti la adottarono con entusiasmo. La mostra rese il fauvismo pubblico e scandaloso e attirò anche l’attenzione dei collezionisti. Leo e Gertrude Stein acquistarono alla mostra Woman with a Hat di Matisse, dando inizio a un mecenatismo che avrebbe sostenuto Matisse nel decennio successivo.

Dispersione ed eredità

Entro il 1908 il fauvismo si era di fatto dissolto. Derain si rivolse alle composizioni strutturate di Cézanne. Vlaminck scurì la tavolozza. Dufy passò al design decorativo. Matisse continuò a esplorare il colore, ma con composizioni sempre più controllate. L’eredità del movimento non fu uno stile da perpetuare, bensì una libertà da esercitare. Ogni pittore successivo che usò colori antinaturalistici, dagli espressionisti tedeschi agli espressionisti astratti, attinse alla libertà conquistata dai fauves in un solo autunno parigino.

Con le loro parole

“La mia scelta dei colori non si fonda su alcuna teoria scientifica. Si basa sull’osservazione, sul sentimento e sulla natura stessa di ogni esperienza.”
Henri Matisse, Notes of a Painter, La Grande Revue, 1908
“I colori divennero bastoni di dinamite. Avrebbero dovuto sprigionare luce.”
André Derain, Letter to Maurice de Vlaminck, summer 1905
“Donatello tra le bestie feroci.”
Louis Vauxcelles, Gil Blas, 17 October 1905

Tutti gli artisti del movimento fauvismo

9 artisti.

Letture consigliate

  • The Unknown Matisse: A Life of Henri Matisse, Volume 1

    The Unknown Matisse: A Life of Henri Matisse, Volume 1

    Hilary Spurling · 1998

    Biografia dettagliata che ripercorre gli inizi della carriera di Matisse fino al periodo fauvista, basata su un’ampia ricerca archivistica.

  • Fauvism: Origins and Development

    Fauvism: Origins and Development

    John Elderfield · 1976

    Studio storico-artistico di riferimento sul movimento, che analizza il contributo di ogni artista e l’impatto collettivo del gruppo.

  • Matisse and Derain: Collioure 1905

    Rémi Labrusse and Jacqueline Munck · 2005

    Studio mirato dell’estate che lanciò il fauvismo, con confronti affiancati tra i dipinti di Collioure dei due artisti.

Domande frequenti

  • Che cos'è il fauvismo?
    Il fauvismo fu un movimento francese di breve durata, attivo dal 1904 al 1908 circa, caratterizzato da colori intensi e innaturali, stesi in campiture piatte senza il modellato tradizionale. Il nome deriva dal critico Louis Vauxcelles, che al Salon d’Automne del 1905 descrisse come dipinti di «fauves», o belve feroci, le tele di Matisse, Derain e Vlaminck esposte in una sala attorno a una scultura in stile rinascimentale.
  • Quando è iniziato il fauvismo?
    Il movimento prese forma tra il 1904 e il 1905 grazie alla collaborazione di Henri Matisse[13] con André Derain, dopo che Matisse aveva trascorso l’estate del 1904 a Saint-Tropez con Paul Signac. Il momento pubblico fu il Salon d’Automne di Parigi del 1905, dove Vauxcelles coniò il nome «fauves» entrando nella Sala VII. Nel 1908 la maggior parte del gruppo originario aveva già intrapreso altre strade e solo Matisse continuò l’esperimento.
  • Chi sono gli artisti fauves più famosi?
    Henri Matisse[13] guidò il movimento, affiancato dai suoi collaboratori più stretti, André Derain e Maurice de Vlaminck. Raoul Dufy, Georges Braque (prima della svolta cubista), Albert Marquet[10], Othon Friesz, Henri Manguin e Kees van Dongen formarono il gruppo più ampio. Georges Rouault, spesso associato ai Fauves per vicinanza, lavorava però in un linguaggio religioso più cupo che lo distingueva dagli altri.
  • Quali sono i tratti distintivi del fauvismo?
    I dipinti fauves usano colori saturi, non mescolati e applicati direttamente dal tubetto, tonalità non descrittive (cieli verdi, alberi rossi, volti blu), forme piatte e semplificate con modellato minimo e contorni marcati, ripresi dalle opere tahitiane tarde di Gauguin. I soggetti sono in genere paesaggi, vedute di porti, bagnanti e ritratti. Woman with a Hat di Matisse (1905) e Charing Cross Bridge di Derain (1906) mostrano lo stile nella sua forma più evidente.
  • Qual è la differenza tra fauvismo ed espressionismo?
    Entrambi i movimenti abbandonarono i colori naturalistici a metà degli anni 1900, ma per ragioni diverse. Il fauvismo (francese, 1904–1908[4]) usò colori estremi per effetti pittorici e decorativi, sviluppando le ricerche di Gauguin e Van Gogh. L’espressionismo tedesco (in particolare Die Brücke, fondato nel 1905) ricorse a colori estremi per intensità emotiva e psicologica, spesso in dipinti sull’alienazione urbana e l’incontro erotico. Il movimento francese era il più pacato dei due.
  • Perché il fauvismo è stato importante?
    Il fauvismo segnò il momento in cui il colore fu definitivamente liberato dall’obbligo di descrivere il mondo visibile, aprendo la strada all’astrazione completa. Il Salon d’Automne del 1905 rappresentò una rottura pubblica con le convinzioni ottocentesche. Le opere di Matisse successive al fauvismo, dagli anni 1910 e 1920, portarono la logica del colore nel più duraturo percorso di esplorazione della pittura decorativa del ventesimo secolo.
  • Dove si possono vedere i migliori dipinti fauves?
    Il Musée d'Orsay e il Centre Pompidou di Parigi possiedono le raccolte più ricche di opere fauviste di Matisse e Derain. Il San Francisco Museum of Modern Art conserva Woman with a Hat di Matisse. L’Hermitage di Saint Petersburg e il Pushkin Museum di Mosca custodiscono insieme le raccolte Shchukin e Morozov, con importanti tele di Matisse. Il Musée Matisse di Nizza conserva le opere dell’ultima fase dell’artista.

Fonti

I contenuti su fauvismo si basano sui seguenti studi pubblicati.

  1. [1] libro Hilary Spurling, The Unknown Matisse: A Life of Henri Matisse, Volume 1, 1998 Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  2. [2] libro John Elderfield, Fauvism: Origins and Development, 1976 Utilizzata per: biografia, storia espositiva, analisi stilistica.
  3. [3] libro Rémi Labrusse and Jacqueline Munck, Matisse and Derain: Collioure 1905, 2005 Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  4. [4] Wikipedia Wikipedia: Fauvism Utilizzata per: biografia.
  5. [5] libro Carol Strickland and John Boswell, The Annotated Mona Lisa Utilizzata per: biografia.
  6. [6] libro Carol Strickland and John Boswell, The Annotated Mona Lisa Utilizzata per: biografia.
  7. [7] libro Carol Strickland and John Boswell, The Annotated Mona Lisa Utilizzata per: biografia.
  8. [8] libro Nathalia Brodskaya, The Fauves Utilizzata per: biografia.
  9. [9] Wikipedia Wikipedia: Alexandru Ciucurencu Utilizzata per: biografia.
  10. [10] Wikipedia Wikipedia: Albert Marquet Utilizzata per: biografia.
  11. [11] Wikipedia Wikipedia: Berény Róbert Utilizzata per: biografia.
  12. [12] Wikipedia Wikipedia: Émilie Charmy Utilizzata per: biografia.
  13. [13] Wikipedia Wikipedia: Henri Matisse Utilizzata per: biografia.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

Porta a casa il movimento fauvismo.

Vedi tutte le stampe del movimento fauvismo →
Torna a Scopri
Il tuo carrello
Rated 4.6 on Judge.me
Il tuo carrello è vuoto
Hai un account? Accedi per un pagamento più veloce.
Continua lo shopping Continua lo shopping
Totale carrello £0.00 GBP
Immagine del prodotto Informazioni sul prodotto Quantità Totale prodotto