
The Lady of Shalott (from the poem by Tennyson)
Falmouth Art Gallery, Falmouth
John William Waterhouse tornò più volte nel corso della carriera alla poesia The Lady of Shalott di Alfred, Lord Tennyson. Questo dipinto è una versione successiva della stessa storia, già resa celebre nella sua famosa versione del 1888, oggi alla Tate. La poesia racconta di una dama confinata in una torre sull’isola di Shalott, a cui è vietato guardare direttamente il mondo esterno e che può osservarlo soltanto attraverso uno specchio mentre tesse. Quando finalmente si volta per guardare il cavaliere Lancelot che passa, lo specchio si incrina e una maledizione la colpisce; lei muore prima di raggiungere Camelot. Il soggetto fu tra i temi letterari più dipinti dell’età vittoriana e venne affrontato da vari artisti legati alla cerchia preraffaellita, tra cui William Holman Hunt e Dante Gabriel Rossetti, che illustrarono entrambi la poesia per un’edizione delle opere di Tennyson del 1857. L’abitudine di Waterhouse di tornare più volte ai suoi temi letterari e mitologici preferiti, sviluppandone l’interpretazione con il mutare del proprio stile, colloca questo dipinto accanto alle altre riprese di temi ricorrenti. È conservato alla Falmouth Art Gallery.


Provenienza
Il dipinto è conservato alla Falmouth Art Gallery.
Una poesia dipinta più volte da Waterhouse
La versione più nota che Waterhouse dipinse della Lady of Shalott di Tennyson, realizzata nel 1888, la mostra dopo la rottura dello specchio: parte dalla sua torre su una barca diretta a Camelot e verso la morte. Questo dipinto successivo torna allo stesso materiale di partenza in un momento diverso della carriera di Waterhouse e fa parte di una tendenza più ampia della sua opera: riprendere soggetti già trattati una volta e svilupparli di nuovo al mutare dello stile e degli interessi.
Una storia già raccontata da altri preraffaelliti
Quando Waterhouse dipinse la sua seconda versione del soggetto, The Lady of Shalott aveva già una storia significativa nell’arte preraffaellita. Elizabeth Siddal aveva dipinto la Dama al telaio negli anni 1850, mentre William Holman Hunt e Dante Gabriel Rossetti avevano entrambi illustrato il poema per l’edizione del 1857 di Tennyson’s Poems pubblicata da Edward Moxon: Hunt scelse il momento in cui la Dama resta impigliata al telaio, Rossetti la scena finale in cui Lancelot scopre il corpo della Dama a Camelot[1][2]. In seguito Hunt sviluppò la propria illustrazione in un grande dipinto autonomo incentrato sullo specchio della Dama, l’oggetto che il poema rende essenziale al suo destino[3].
Tornare su un tema prediletto
Nel corso della sua carriera Waterhouse dipinse almeno tre versioni della Dama di Shalott; questa è una di esse. Il fatto è coerente con la sua abitudine più generale di tornare su soggetti letterari e mitologici prediletti in momenti diversi, man mano che il suo stile si sviluppava, senza considerare un singolo dipinto una dichiarazione definitiva sul tema. Si formò ed espose soprattutto attraverso la Royal Academy di Londra, passando per soggetti tratti da Homer, Ovid, la leggenda arturiana e Tennyson nel corso di una lunga carriera. La Dama di Shalott, qui ripresa almeno per la seconda volta, apparteneva al piccolo gruppo di soggetti a cui tornava più spesso.
Domande comuni
È lo stesso dipinto della celebre Lady of Shalott di Waterhouse alla Tate?
No. Nel corso della sua carriera Waterhouse dipinse il soggetto più volte. La versione più nota, del 1888, è conservata alla Tate; questa è una trattazione successiva e distinta della stessa poesia, custodita alla Falmouth Art Gallery.
Perché Waterhouse dipinse la Dama di Shalott più di una volta?
Nel corso della sua carriera tornò spesso sui soggetti letterari e mitologici che prediligeva, riprendendoli man mano che cambiavano stile e interessi, anziché considerare definitiva una singola versione.
Altri artisti dipinsero The Lady of Shalott prima di Waterhouse?
Sì. Elizabeth Siddal, William Holman Hunt e Dante Gabriel Rossetti avevano già trattato il soggetto nel diciannovesimo secolo. Hunt e Rossetti illustrarono un’edizione delle poesie di Tennyson del 1857; in seguito Hunt dipinse una grande versione autonoma.
Dove è conservata oggi questa versione di The Lady of Shalott?
È conservato alla Falmouth Art Gallery.
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Fonti
Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.
- [1] libro Lucinda Hawksley, Lizzie Siddal Utilizzata per: questa opera.
- [2] libro Engen, Rodney K, Pre-Raphaelite prints : the graphic art of Millais, Holman Hunt, Rossetti and their followers Utilizzata per: questa opera.
- [3] libro Carola Hicks, Girl in a Green Gown Utilizzata per: questa opera.
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