
The Swan
Hilma af Klint Foundation, Stockholm
The Swan è catalogato come Group IX/SUW, n. 23, dipinto nel 1915, e fa parte del progetto pluriennale di pittura astratta ispirata alla spiritualità di Hilma af Klint[1]. Negli anni 1880 af Klint seguì una formazione convenzionale alla Royal Academy of Fine Arts di Stoccolma, studiando disegno, ritratto e paesaggio; per decenni dopo la sua morte si credette che questa rappresentasse l’intera sua produzione[2]. Nel 1896 cominciò a incontrarsi regolarmente con altre quattro artiste, insieme note come The Five. Organizzavano sedute spiritiche strutturate, durante le quali meditavano, pregavano e producevano disegni e scritti automatici, che ritenevano provenire da guide spirituali con cui erano entrate in contatto[2]. Nel 1906 uno spirito che chiamava Amaliel le chiese di accettare quello che descrisse come un grande incarico: trasmettere il mondo spirituale attraverso la pittura[3]. La serie che ne risultò, Paintings for the Temple, arrivò infine a 193 opere realizzate tra il 1906 e il 1915; The Swan è una delle ultime[2][3]. Af Klint lavorava senza disegni preliminari e in seguito scrisse di non sapere in anticipo che cosa avrebbe raffigurato un dipinto, eppure lavorava con rapidità e sicurezza, senza modificare una sola pennellata[2]. Lasciò istruzioni affinché i suoi dipinti non fossero esposti per almeno vent’anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1944; la sua opera rimase pressoché sconosciuta fino a una mostra fondamentale del 1986, che la presentò come pioniera dell’astrazione, attiva diversi anni prima di Vasily Kandinsky e Kazimir Malevich[3].
Provenienza
Una fonte elenca The Swan (Group IX/SUW, No. 23, 1915) come appartenente a una collezione privata; potrebbe trattarsi di una vecchia registrazione o di un’edizione diversa del catalogo, non necessariamente di una contraddizione rispetto alla scheda attuale, ma la discrepanza resta irrisolta.
Da ritrattista ad astrattista segreto
Negli anni 1880 af Klint studiò disegno e pittura di ritratto e paesaggio alla Royal Academy of Fine Arts di Stoccolma, un’istituzione convenzionale e dominata dagli uomini[2][3]. Per decenni si è creduto che quella costituisse l’intera sua produzione. Nel 1896 cominciò a incontrarsi in segreto con altre quattro artiste, note collettivamente come The Five. Organizzavano sedute spiritiche regolari, allestivano spazi simili ad altari, meditavano e pregavano, e registravano visioni attraverso disegni e scritti automatici che, secondo loro, erano guidati dagli spiriti con cui erano entrate in contatto[2].
La grande commissione di Amaliel
Nel 1906 uno spirito chiamato Amaliel chiese ad af Klint di intraprendere quella che lei descrisse come una grande commissione: trasmettere il mondo spirituale all’umanità attraverso la pittura[3]. Le altre componenti di The Five, temendo che un contatto così prolungato e intenso con il mondo degli spiriti potesse sfociare nella follia, rifiutarono di partecipare, ma af Klint accettò il compito da sola[2]. La serie che ne risultò, Paintings for the Temple, la impegnò dal 1906 al 1915 e arrivò infine a 193 opere. Ne realizzò ben 111 soltanto tra il 1906 e il 1908, comprese dieci tele alte più di tre metri, prima di prendersi una pausa di quattro anni e riprendere il progetto nel 1912 per completarlo[3].
Group IX/SUW e The Swan
The Swan è registrato come la ventitreesima opera del Group IX/SUW, datata 1915; rientra così tra le ultime opere realizzate da af Klint prima che il progetto Paintings for the Temple giungesse a conclusione nello stesso anno[1]. Appartiene alla fase più tarda della commissione, dopo il ritorno dell’artista alla serie nel 1912, quando stava ancora sviluppando il vocabolario visivo di forme organiche intrecciate, cerchi, spirali e lettere che caratterizza l’intero progetto.
Domande comuni
Perché af Klint iniziò a dipingere opere astratte?
Nel 1906 uno spirito che chiamava Amaliel le chiese, durante sedute spiritiche tenute con un gruppo di colleghe artiste note come The Five, di realizzare una «grande commissione» che trasmettesse il mondo spirituale attraverso la pittura[3].
Come descrisse af Klint il proprio metodo di lavoro?
Disse di dipingere direttamente, senza disegni preparatori, senza sapere in anticipo che cosa avrebbe raffigurato, lavorando rapidamente e con sicurezza senza cambiare una sola pennellata[2].
Perché l’opera di af Klint rimase sconosciuta così a lungo?
Chiese che i suoi dipinti non fossero esposti per almeno vent’anni dopo la sua morte, nel 1944, temendo che non sarebbero stati compresi. Rimasero alla famiglia fino alla storica mostra del 1986, che portò la sua opera all’attenzione del pubblico[3].
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Fonti
Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.
- [1] libro Hodge, Susie, 1960- author, The short story of women artists : a pocket guide to movements, works, breakthroughs, & themes Utilizzata per: questa opera.
- [2] libro Susie Hodge, Artistic Places Utilizzata per: questa opera.
- [3] libro Katy Hessel, The Story Of Art Without Men Utilizzata per: questa opera.
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