




Cronologia
- 1861Nacque come Emily Pauline Johnson il 10 marzo, nella riserva delle Six Nations, nel Canada occidentale. Suo padre era un capo ereditario mohawk; sua madre un’immigrata inglese.
- 1886A 25 anni, a Brantford, in Ontario, iniziò a firmare le sue opere sia come E. Pauline Johnson sia come Tekahionwake, affermando che l'identità mohawk era centrale per la sua personalità letteraria.
- 1892A 31 anni tenne una storica lettura di poesie per lo Young Men’s Liberal Club di Toronto, dando inizio a una carriera di esibizioni che l’avrebbe portata in tutto il Canada e oltre.
- 1895Pubblicò a Londra il suo primo volume di poesie, «The White Wampum», a 34 anni, affermandosi a livello internazionale come poetessa di origini indigene e inglesi.
- 1911Pubblicò «Legends of Vancouver» a 50 anni, dopo essersi ritirata nella città; l’opera attingeva a tradizioni orali indigene idealizzate. «Flint and Feather», uscito nel 1912, divenne una delle raccolte di poesia canadesi più vendute.
- 1913Morì di tumore al seno il 7 marzo a Vancouver, a 51 anni. Il suo funerale, celebrato in quello che sarebbe stato il suo 52° compleanno, fu il più grande funerale pubblico nella storia di Vancouver fino ad allora.
Opere principali
Tocca per ingrandire.
Prossima tappa
art nouveau →
Esplora gli artisti e le idee del movimento art nouveau.
Domande frequenti
Qual è l’opera più famosa di E. Pauline Johnson?
E. Pauline Johnson (1861-1913), nota anche come Tekahionwake, fu una scrittrice e artista di performance canadese, di origini miste mohawk e inglesi. Durante la vita ottenne notevole riconoscimento per le poesie e le esibizioni, che celebravano sia le sue origini indigene sia la nazione canadese. La sua opera più famosa è la poesia «The Song My Paddle Sings», che racchiude il suo legame con la natura e la duplice identità culturale. Con immagini vivide di un viaggio in canoa, il componimento evoca pace, libertà e unità. Le sue interpretazioni di questa e di altre poesie erano molto apprezzate dal pubblico canadese. Il lavoro di Johnson contribuì a promuovere la cultura e l'identità indigene in un periodo in cui spesso erano emarginate o ignorate.Cosa dovrei sapere sulle stampe di E. Pauline Johnson?
Le informazioni sulle stampe di E. Pauline Johnson sono scarse. Tuttavia, può essere utile qualche nozione sulle stampe d’arte in generale. La distinzione tra una stampa originale e una riproduzione è importante. Una stampa originale è concepita dall’artista come stampa. Viene realizzata esclusivamente come stampa, spesso in un’edizione numerata e firmata. Ogni esemplare è prodotto individualmente da una matrice, una pietra, uno schermo o un blocco creati a tale scopo. Non esiste un unico originale da cui ricavare copie. Una riproduzione è invece la copia di un’opera d’arte concepita inizialmente con un altro mezzo, come la pittura o l’acquerello. Le riproduzioni sono spesso realizzate con procedimenti fotomeccanici. Numerare e firmare una riproduzione non la rende una stampa originale. La Professional Art Dealers Association of Canada (PADAC) ha definito che cosa costituisce una stampa originale e una riproduzione. Anche il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e l’UNESCO hanno accettato definizioni di stampa originale. Tali definizioni stabiliscono che l’artista crea l’immagine matrice e approva la stampa finita.Quali tecniche o materiali usava E. Pauline Johnson?
E. Pauline Johnson (1861-1913) fu una scrittrice e artista performativa canadese di origini miste mohawk e inglesi. È nota soprattutto per le poesie e le esibizioni che celebravano le sue origini indigene. Sebbene Johnson fosse principalmente una scrittrice e oratrice, anziché un'artista visiva, le sue esibizioni incorporavano elementi di cultura materiale. Adottava personaggi scenici, il più famoso dei quali era «Tekahionwake», la principessa mohawk, e usava l'abbigliamento per costruirli. Ciò comportava indossare sia abiti indigeni tradizionali sia vestiti dell'epoca vittoriana. I costumi di scena di Johnson erano parte integrante delle sue presentazioni. Non erano semplicemente abiti, ma strumenti per raccontare storie e costruire un'identità. Questi indumenti accuratamente scelti, insieme alle recitazioni drammatiche, contribuirono al suo successo come interprete. Le esibizioni stesse possono essere analizzate come una tecnica: un metodo che combina oratoria, abbigliamento e arte scenica per trasmettere a un vasto pubblico i suoi messaggi sull'identità e sulla cultura indigena.Quando visse e lavorò E. Pauline Johnson?
E. Pauline Johnson (Tekahionwake) nacque il 10 marzo 1861 a Chiefswood, nella riserva delle Six Nations (vicino a Brantford, Ontario), e morì il 7 marzo 1913 a Vancouver. Suo padre era il capo mohawk G. H. M. Johnson; sua madre, Emily Howells, era un'immigrata inglese. Negli anni 1880 iniziò a pubblicare poesie e racconti su periodici. Divenne artista performativa e scrittrice e fece tournée in Canada, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna dal 1892 al 1909. Recitava le proprie poesie, spesso indossando abiti sia indigeni sia europei durante la stessa esibizione. Le sue opere esploravano identità culturale, mondo naturale e incontro tra culture indigene ed europee. Dopo aver lasciato il palcoscenico si stabilì a Vancouver e continuò a scrivere, pubblicando Legends of Vancouver nel 1911. Il libro raccoglieva racconti del capo squamish Joe Capilano, riferiti a Johnson. È ricordata come una delle prime poetesse e interpreti più importanti del Canada.Dove posso vedere le opere di E. Pauline Johnson?
Le opere di E. Pauline Johnson si possono vedere in vari luoghi. In Canada, il Royal Ontario Museum di Toronto possiede alcuni esemplari. La Art Gallery of Ontario, anch’essa a Toronto, conserva alcune sue opere. Anche la Mackenzie Art Gallery di Regina, nel Saskatchewan, potrebbe avere opere disponibili. Negli Stati Uniti sono diverse le istituzioni che conservano opere pertinenti, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York; il Los Angeles County Museum of Art; il Minneapolis Institute of Arts; il Museum of Fine Arts di Boston; la National Gallery of Art a Washington, D.C.; il Philadelphia Museum of Art; il Saint Louis Art Museum; lo Snite Museum of Art dell’Università di Notre Dame; il Toledo Museum of Art; l’University of Michigan Museum of Art ad Ann Arbor; l’Ackland Art Museum dell’Università della Carolina del Nord a Chapel Hill; e la Yale University Art Gallery a New Haven. Nel Regno Unito si possono trovare opere al Victoria & Albert Museum di Londra, ai National Museums of Scotland, Royal Museum di Edimburgo, al Brighton Museum & Art Gallery e al Wilson Centre for Photography di Londra.Dove nacque emily pauline johnson?
E. Pauline Johnson nacque nel canadese nel 1861. Morì nel 1913, all’età di 52 anni.Di dov'era E. Pauline Johnson?
E. Pauline Johnson (1861-1913) nacque Emily Pauline Johnson nella riserva delle Six Nations, vicino a Brantford, Ontario, Canada. Suo padre, George Henry Martin Johnson (Onwanonsyshon), era un capo ereditario mohawk. Sua madre, Emily Susanna Howells, era un'immigrata inglese di Bristol. La sua educazione fu singolare, a cavallo tra la cultura mohawk e quella inglese. Trascorse i primi anni nella riserva, immersa nelle tradizioni e nei racconti locali, ma ricevette anche un'istruzione formale incentrata sulla letteratura e sulla cultura inglesi. Questa doppia eredità divenne un tratto distintivo della sua identità e della sua espressione artistica, e influenzò le sue poesie e le sue esibizioni. Le origini miste le offrirono una prospettiva particolare, che utilizzò per esplorare temi come identità, conflitto culturale e rapporto tra i popoli indigeni e i coloni in Canada. Le sue opere riflettevano spesso la storia e le esperienze del popolo mohawk, oltre al suo percorso personale tra due mondi diversi. È ricordata come una figura importante della letteratura canadese, che portò le voci e le prospettive indigene a un pubblico più ampio.Chi è stato influenzato da E. Pauline Johnson?
E. Pauline Johnson, nota anche come Tekahionwake, usò la propria notorietà di poetessa e interprete per richiamare l’attenzione sulle ingiustizie subite dai popoli delle First Nations. Recitò le proprie poesie e prose in Canada prima di recarsi in Gran Bretagna nel 1894 e nel 1906. Durante le esibizioni alternava costumi indigeni e inglesi. Questa fluidità identitaria affascinava il pubblico londinese. Insistendo nel rappresentare entrambi gli aspetti della propria eredità, disorientava chi si aspettava un’idea convenzionale di cosa significasse essere autenticamente indiana. Emily Carr si sentì ispirata a difendere i popoli indigeni dalle opinioni negative. Mostrò le proprie opere agli indigeni contemporanei ed era orgogliosa della loro approvazione. Georges Clutesi, artista indiano che conosceva Carr, disse che lei gli aveva fatto capire quanto fosse importante rimanere sé stesso e non cambiare stile. Carr voleva convincere i popoli indigeni che la loro arte meritava di essere salvata. Anche Jack Shadbolt fu ispirato dal suo lavoro. Descrisse gli Indiani della Costa come la mitologia simbolica più vicina a portata di mano. Il suo interesse fu alimentato dalle potenti evocazioni di Carr della tragedia di una cultura in estinzione, nei villaggi indiani abbandonati.Chi ha influenzato E. Pauline Johnson?
E. Pauline Johnson (1861-1913) adottò il nome d'arte Tekahionwake in onore del nonno paterno. Recitava le proprie poesie e prose e fece tournée in Canada prima di visitare la Gran Bretagna nel 1894 e nel 1906. Johnson si muoveva tra la propria identità indigena e quella canadese, come mostrano i suoi costumi teatrali. Secondo Kate Flint in *The Transatlantic Indian*, il suo aspetto mutevole la distingueva dalle aspettative create dai precedenti spettacoli del Wild West. Nella prima metà dell'esibizione Johnson indossava una combinazione di simboli nativi, come «un abito di pelle di daino decorato con pellicce, medaglioni d'argento irochesi, cinture di wampum, il coltello da caccia di suo padre e, in seguito, una collana di artigli d'orso». Ciò corrispondeva alla sua identificazione con una «nazione panindiana immaginaria» che comprendeva tutte le Americhe. Nella seconda metà appariva invece in un elegante abito da sera, incarnando la femminilità inglese.Chi era e pauline johnson?
E. Pauline Johnson, nota anche come Tekahionwake, fu una poetessa, scrittrice e interprete teatrale canadese. Aveva origini mohawk e inglesi.Chi era E. Pauline Johnson?
E. Pauline Johnson (1861-1913), nota anche come Tekahionwake, fu una poetessa, scrittrice e interprete canadese. Aveva origini miste mohawk e inglesi: il padre era un capo mohawk e la madre inglese. Nelle sue opere affrontò spesso l’identità indigena, il conflitto culturale e il mondo naturale. Divenne popolare per i suoi recital poetici, durante i quali si esibiva sia con abiti inglesi sia con abiti mohawk, riuscendo così a entrare in contatto con pubblici diversi. Le sue esibizioni contribuirono a promuovere la cultura indigena e a sfidare gli stereotipi dominanti. Tra le opere pubblicate figurano le raccolte poetiche *The White Wampum* (1895) e *Canadian Born* (1903), oltre a racconti e testi in prosa. Alcune delle sue poesie più note sono «The Song My Paddle Sings» e «Canadian Born». Dopo una lunga e felice carriera di interprete, Johnson si ritirò a Vancouver, nella Columbia Britannica, dove continuò a scrivere. Morì di cancro al seno nel 1913. I suoi scritti e le sue esibizioni hanno lasciato un segno duraturo nella letteratura canadese e continuano a essere studiati.Perché le opere di E. Pauline Johnson sono importanti oggi?
E. Pauline Johnson (1861-1913) era una scrittrice e artista performativa canadese di origini inglesi e mohawk. Adottò il nome d’arte Tekahionwake, in ricordo del nonno paterno, e girò il Canada e la Gran Bretagna recitando le sue poesie e i suoi testi in prosa. Si servì della propria posizione per richiamare l’attenzione sulle ingiustizie subite dai popoli delle Prime Nazioni. Si muoveva tra la sua identità indigena e quella coloniale, come mostrano i suoi costumi teatrali. Durante la prima metà delle sue esibizioni indossava un abito di pelle di daino decorato con pellicce, argento, cinture di wampum e una collana di artigli d’orso. Il costume richiamava le illustrazioni popolari di Minnehaha e al tempo stesso la identificava come membro di una «nazione panindiana immaginaria». Nella seconda metà si presentava con un elegante abito da sera, immagine della femminilità inglese. Il suo aspetto mutevole affascinava il pubblico e la distingueva dai precedenti «Wild West Shows». Insistendo nel rappresentare entrambi i lati della propria eredità, metteva in discussione le aspettative su ciò che fosse considerato una persona indigena autentica.
Fonti
I contenuti su E. Pauline Johnson si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.
- [1] museo Art Institute of Chicago Utilizzata per: collezioni museali.
Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.
Standard editorialiMetodologiaRettificheInformativa sull’uso dell’IALa redazione







