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1906–1965[3]

David Smith

David Smith morì in un incidente d’auto a cinquantanove anni, ma nei due decenni precedenti trasformò le possibilità della scultura in America. Lavorando con una straordinaria varietà di materiali, dai rottami di ferro saldati all’acciaio inossidabile lucidato a specchio, sviluppò non un unico stile distintivo, ma diversi stili in successione, ciascuno un linguaggio visivo autonomo perseguito con l’intensità di un pittore.

Conservate in 1 museo[1]Wikipedia7 fonti

Ritratto di David Smith

Biografia

Il suo studio a Bolton Landing, vicino al Lake George, nello stato di New York, era al tempo stesso fattoria, fonderia e galleria. Smith disseminò le opere più grandi nei campi circostanti, dove si deterioravano per le intemperie e catturavano la luce in relazione al paesaggio degli Adirondack. La tarda serie Cubi, volumi massicci in acciaio inossidabile in equilibrio su angoli precari, fu fotografata in quei campi da David Finn, dando origine ad alcune delle fotografie più influenti della scultura del ventesimo secolo.

Smith si avvicinò alla saldatura grazie a un lavoro industriale nello stabilimento Studebaker in Indiana; il legame tra lavoro di fabbrica e pratica artistica non lo abbandonò mai. Realizzava personalmente le sue opere, molando, tagliando e martellando in modo che il processo restasse visibile nell’oggetto finito. Clement Greenberg lo sostenne come astrattista puro, ma Smith non fu mai così limitato: la sua opera spaziava da strutture lineari quasi calligrafiche a figure monumentali in bronzo con accenti surrealisti.

Nato a Decatur, Indiana, nel 1906[3], Smith studiò pittura all’Art Students League di New York, prima di scoprire le costruzioni saldate di Picasso attraverso l’illustrazione di una rivista. Quella scoperta reindirizzò il resto della sua vita. Nel maggio 1965[3] stava andando all’inaugurazione di una galleria nel Vermont quando il suo camion si ribaltò.

Cronologia

  1. 1906Nato a Decatur, Indiana.
  2. 1920Lavorò in uno stabilimento Studebaker in Indiana, dove imparò a saldare.
  3. 1926Studiò pittura all’Art Students League di New York.
  4. 1960Creò la serie Cubi, sculture massicce in acciaio inossidabile.
  5. 1960La serie Cubi fu fotografata nei campi vicino al Lake George da David Finn.
  6. 1965Morì in un incidente stradale a maggio, all'età di 59 anni.
  7. 1965Si stava recando all’inaugurazione di una galleria nel Vermont quando il suo camion si ribaltò.

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Domande frequenti

  • Qual è l’opera più famosa di David Smith?
    David Smith è noto soprattutto per le grandi sculture in acciaio saldato, opere che spesso sfumano i confini tra pittura e arte tridimensionale. Realizzò lavori appartenenti a diverse serie, ma *Cubi* è tra le più note. Avviò la serie *Cubi* nel 1961[3]. Le sculture sono composte da cubi e solidi rettangolari in acciaio inossidabile lucidato, saldati in equilibri apparentemente precari. *Cubi XIX*, realizzata nel 1964, ne è un esempio: supera i nove piedi di altezza e dispone le forme geometriche in modo da sfidare le aspettative. Le superfici lucide riflettono la luce e l’ambiente circostante, integrando ulteriormente la scultura nel suo contesto. Per l’epoca, l’uso di materiali e tecniche industriali da parte di Smith era innovativo. Elevò la saldatura, processo solitamente associato alla produzione manifatturiera, al livello delle belle arti. Le sculture *Cubi*, con le loro forme astratte e dimensioni monumentali, sono diventate esempi iconici della scultura della metà del 20° secolo. Sono spesso esposte nei principali musei e nei parchi di scultura.
  • Cosa dovrei sapere sulle stampe di David Smith?
    David Smith non fu principalmente un incisore, ma esistono esempi della sua opera grafica. L'incisione non è regolamentata e non vi sono requisiti giuridici specifici per la pratica; tuttavia, le dichiarazioni e le descrizioni dei prodotti sono soggette alla Trade Descriptions Act 1968, Section 2. Questa legge impone di dire la verità quando si descrive qualcosa. Se le dichiarazioni sono credute, aggiungono valore, ed è ragionevole che un cliente che spende una somma considerevole per una stampa si aspetti che corrisponda a quanto dichiarato. In genere l'artista contrassegna le stampe nel modo seguente: il numero della stampa e quello della tiratura sono scritti come coppia di numeri sul margine inferiore sinistro; il titolo è scritto al centro del margine inferiore; la firma si trova sul margine inferiore destro. Le indicazioni relative alla tiratura sono sempre firmate a matita.
  • A quale stile o movimento apparteneva David Smith?
    David Smith (1906[3]-1965[3]) è associato a diversi stili, tra cui l'espressionismo astratto e l'astrazione geometrica, classificazioni spesso applicate alle sue sculture. Iniziò come pittore, ma negli anni 1930[3] passò alle opere tridimensionali. Imparò a saldare in una fabbrica automobilistica e questa tecnica divenne centrale nella sua arte. Le prime sculture avevano spesso carattere surrealista; in seguito si orientò verso uno stile più astratto. Negli anni 1950 e 1960 realizzò grandi sculture in acciaio, spesso con forme geometriche e materiali industriali. Le sue opere sono astratte, ma talvolta richiamano la figura umana o elementi del mondo naturale. Vengono spesso associate all'espressionismo astratto per le dimensioni, l'enfasi sul processo e la forza espressiva. Alcuni critici le considerano l'equivalente tridimensionale della pittura espressionista astratta. Altri sottolineano le qualità geometriche delle costruzioni e le collegano all'astrazione geometrica.
  • Quali tecniche o materiali usava David Smith?
    David Smith era uno scultore che lavorava soprattutto con l’acciaio e altri metalli. Prima di studiare pittura, lavorò in fabbrica: un’esperienza che influenzò i suoi metodi e la scelta dei materiali. Nel suo laboratorio riprodusse attrezzature di produzione industriale, usando tecniche applicabili alla costruzione di locomotive. Dal 1935[3] impiegò la saldatura a gas e dal 1939 quella ad arco. Le sue tecniche comprendevano forgiatura, rivettatura, brasatura, saldatura e uso di bulloni e viti. L’acciaio poteva essere inossidabile, verniciato, laccato, cerato o galvanizzato. Nei primi lavori Smith utilizzò anche oggetti trovati e parti di macchine agricole, elementi legati alla successiva serie Agricola. La vista delle costruzioni in ferro di Picasso e Gonzalez sulla rivista *Cahier d'Art* lo spinse a lavorare l’acciaio a partire dal 1933. Nel 1940 padroneggiava forgiatura e saldatura a gas e cominciò a saldare ad arco le proprie forme. Negli anni 1950 lavorò spesso per serie, come le Agricolas, i Tank Totems e gli Zigs, che gli consentivano di improvvisare e variare.
  • Per cosa era noto David Smith?
    David Smith (1906[3]-1965[3]) fu uno scultore americano associato all’espressionismo astratto. È noto soprattutto per le sue grandi sculture in acciaio saldato. Negli anni 1920[3] iniziò la carriera artistica come pittore e disegnatore. Studiò all’Art Students League of New York, dove ebbe insegnanti come John Sloan e Jan Matulka. Il contatto con il modernismo europeo, in particolare con le opere di Picasso e Julio González, lo spinse a sperimentare la scultura. Negli anni 1930 imparò le tecniche di saldatura in una fabbrica automobilistica e cominciò a creare sculture in metallo. Le prime opere erano spesso di dimensioni ridotte e incorporavano oggetti trovati. Col tempo le sue sculture divennero più grandi e astratte. Il suo stile maturo prevedeva composizioni di forme geometriche e materiali industriali. Negli anni 1950 e 1960 realizzò diverse importanti serie di sculture, fra cui «Tanktotems» e «Cubis». Queste opere si distinguono per le dimensioni monumentali, l’uso dell’acciaio inossidabile e l’esplorazione dello spazio e della forma. La sua produzione influenzò lo sviluppo della scultura moderna. È considerato uno dei più importanti scultori americani del 20° secolo.
  • Quando visse e lavorò David Smith?
    David Smith nacque il 9 marzo 1906[3] a Decatur, nell’Indiana. Morì il 23 maggio 1965[3] vicino a Bennington, nel Vermont, in un incidente d’auto. Trascorse gran parte della vita lavorativa nello Stato di New York. Nel 1928[3]-29 acquistò una proprietà a Bolton Landing, sul lato occidentale del lago George, che divenne la sua base per il resto della vita. Nel 1924 studiò alla Ohio University di Athens e dal 1926 al 1930 alla Art Students League di New York. Dal 1942 lavorò come saldatore nello stabilimento della American Locomotive Company a Schenectady. Insegnò al Sarah Lawrence College di Bronxville dal 1948 al 1950. Nel 1962, su invito del governo italiano, realizzò sculture per il quarto Festival dei Due Mondi a Spoleto. Soggiornò a Voltri, vicino a Genova, dove ebbe a disposizione fabbriche, utensili, parti meccaniche e una squadra di operai.
  • Dove posso vedere le opere di David Smith?
    Le sculture di David Smith si possono vedere in molti grandi musei. L’Hirshhorn Museum di Washington, D.C., possiede 15 sue sculture, donate al museo dall’eredità dell’artista nel 1981. Opere di Smith sono conservate anche al Metropolitan Museum of Art di New York. Il Met possiede diverse sculture, tra cui *Australia* (1951[3]), una delle prime opere realizzate in acciaio saldato. Tra gli altri musei americani che conservano sue sculture figurano il Museum of Modern Art di New York, il Whitney Museum of American Art (New York), l’Art Institute of Chicago e il Los Angeles County Museum of Art. Nel Regno Unito, la Tate Gallery possiede varie sculture di Smith, come *Zig IV* (1961), in acciaio dipinto, e *Tanktotem III* (1953). Sono esempi del suo approccio distintivo al metallo saldato. Anche il Centre Pompidou di Parigi conserva opere dell’artista.
  • Di dov’era David Smith?
    David Smith nacque a Decatur, nell’Indiana, il 9 marzo 1906[3]. Suo padre lavorava per la compagnia telefonica e sua madre era insegnante. Nel 1921[3] la famiglia di Smith si trasferì a Paulding, in Ohio. Dal 1924 al 1925 studiò arte alla Ohio University di Athens. Nell’estate del 1925 fece esperienza con forme e strumenti industriali lavorando nella fabbrica automobilistica Studebaker a South Bend, nell’Indiana. Nell’autunno del 1925 si trasferì a Washington, D.C., e lavorò in una banca. Nel 1926 si iscrisse ai corsi di poesia della George Washington University e passò anche alla filiale newyorkese della Morris Plan Bank. Qui conobbe Dorothy Dehner, studentessa d’arte che lo incoraggiò a studiare alla Art Students League. Smith si iscrisse subito e vi studiò a intermittenza nei cinque anni successivi, svolgendo nel frattempo vari lavori. Morì il 23 maggio 1965[3] in un incidente d’auto vicino a Bennington, nel Vermont.
  • Chi è stato influenzato da David Smith?
    L’influenza di David Smith è visibile nelle opere di scultori maturati alla fine degli anni 1950[3]. Questi artisti condividevano il suo interesse per materiali industriali grezzi e tecniche di saldatura esplicite. Le prime costruzioni in acciaio saldato di John Chamberlain, del 1957, mostrano l’influenza di Smith. Chamberlain adottò un approccio simile ai materiali, incorporando un’estetica industriale e lasciando visibile il modo in cui univa gli elementi scultorei. Smith tradusse l’espressionismo astratto in una caratteristica della scultura, e Chamberlain riprese questo aspetto nelle proprie opere. Smith ampliò le tecniche e il lessico della scultura, sviluppando i principi di Picasso e Gonzalez. La sua opera ricordava anche Giacometti, come nella scultura su ruote *Voltri VII*. La scultura di Smith era soprattutto lineare e conservava una predilezione per l’immagine pittorica.
  • Chi ha influenzato David Smith?
    David Smith (1906[3]-1965[3]) iniziò come pittore, ma è noto soprattutto per le sue grandi sculture in acciaio saldato. Le sue influenze sono varie e spaziano dal modernismo europeo ai materiali e ai processi della produzione industriale. Smith ammirava le opere di Pablo Picasso e Julio González. González, scultore spagnolo, fu un pioniere della scultura in metallo saldato. Smith imparò a saldare nella fabbrica automobilistica Studebaker all'inizio degli anni 1920[3] e in seguito integrò queste conoscenze nella sua pratica artistica. Un'altra influenza importante fu il movimento costruttivista russo. Il costruttivismo rifiutava i metodi scultorei tradizionali, preferendo materiali industriali e astrazione. Le sculture aperte e lineari di Smith, come la serie «Tanktotem» (1952-1956[3]), mostrano un chiaro legame con i principi costruttivisti. Collezionava anche libri e riviste d'arte moderna, seguendo gli sviluppi europei. Il contatto con l'arte europea fornì le basi del suo approccio innovativo alla scultura.
  • Chi era David Smith?
    David Smith (1906[3]-1965[3]) fu uno scultore americano associato all’espressionismo astratto, noto soprattutto per le grandi sculture in metallo saldato. Nato a Decatur, Indiana, studiò pittura, disegno e scultura alla Art Students League di New York dal 1926[3] al 1932, sotto la guida di John Sloan e Jan Matulka. All’inizio della carriera fu influenzato dai modernisti europei, tra cui Pablo Picasso, Julio González e Alberto Giacometti. Negli anni 1930 iniziò a sperimentare la scultura in metallo saldato, dopo aver visto fotografie delle opere di González. Durante la seconda guerra mondiale lavorò come saldatore per la American Locomotive Company, acquisendo competenze tecniche che avrebbe poi applicato all’arte. Dopo la guerra si trasferì a Bolton Landing, New York, dove aprì uno studio e cominciò a dedicarsi alla scultura a tempo pieno. Le opere della maturità erano spesso forme astratte e geometriche costruite in acciaio e altri metalli. Le sue sculture, spesso di grandi dimensioni, esplorano spazio, forma e movimento. Tra le serie più note figurano i *Tanktotems* (1952-1956[3]) e i *Cubi* (1961-1965). Morì in un incidente automobilistico nel 1965.
  • Perché le opere di David Smith sono importanti oggi?
    David Smith (1906[3]-1965[3]) è considerato il più grande scultore emerso negli Stati Uniti nella seconda metà del ventesimo secolo. Sviluppò diversi linguaggi visivi e spinse la scultura astratta in direzioni inaspettate. Lavorò sia su scala intima sia monumentale. A differenza di molti pittori del suo tempo, non aderì a un unico stile distintivo. La sua arte spazia dall'esuberanza rococò all'austerità dell'era delle macchine. Usò materiali come bronzo fuso, ferro di recupero e acciaio inossidabile, talvolta dipingendo le superfici con colori vivaci. Le sue sculture erano esposte nei campi intorno alla sua casa, vicino al Lake George, nello stato di New York. Le opere evocavano sia la figura sia l'ambiente circostante. Smith si considerava un artigiano yankee, ma rifiutava le forme utilitaristiche a favore dell'espressione artistica. Clement Greenberg vedeva nella sua opera varianti cubiste, ma Smith lavorava senza un sistema fisso di principi. Si lasciava guidare da metafora, narrazione, surrealismo e storia dell'arte. I suoi scritti poetici riflettono l'ampiezza della sua immaginazione.

Fonti

I contenuti su David Smith si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.

  1. [1] museo Victoria and Albert Museum Utilizzata per: collezioni museali.
  2. [2] museo Smithsonian American Art Museum Utilizzata per: collezioni museali.
  3. [3] Wikipedia Wikipedia: David Smith Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
  4. [4] libro Jed Perl, Art in America 1945-1970 Utilizzata per: biografia.
  5. [5] libro guggenheim-guggenheimintern00frye Utilizzata per: biografia.
  6. [6] libro guggenheim-guhe00solo Utilizzata per: biografia.
  7. [7] libro guggenheim-pifiron00gimn Utilizzata per: biografia.

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