
Charles Lapicque
- scuola di Parigi
Charles Lapicque era un ingegnere di formazione che trascorse un anno come ufficiale d’artiglieria durante la Prima guerra mondiale prima di decidere che dipingere fosse più interessante di entrambe le cose. Quella formazione scientifica non lo abbandonò mai: nel corso della sua lunga carriera studiò la percezione del colore parallelamente alla pratica in studio, trattando le due attività come parti di un’unica ricerca anziché come impegni concorrenti.

Biografia
Nacque il 6 ottobre 1898[1] a Theize, nella regione del Beaujolais. Lapicque si diplomò all’École Centrale des Arts et Manufactures nel 1919[1] e dipinse i suoi primi paesaggi l’anno successivo. Lavorò con costanza negli anni 1920 e nel 1928 si dedicò completamente alla pittura, continuando a pubblicare studi sull’ottica del colore. La ricerca influenzò direttamente la sua pratica: le sue tele assemblavano frammenti di colori vivaci e dissonanti su figure e paesaggi delineati liberamente, tenuti insieme da contorni sommari che suggerivano le forme senza imporle. I critici notarono la somiglianza con Raoul Dufy, sebbene la logica di fondo di Lapicque fosse più sistematica.
Nel 1937[1] completò cinque grandi pannelli decorativi per il Palais de la Découverte a Parigi, un incarico che collocò la sua opera in uno degli spazi modernisti più pubblici della città. Ricevette il premio Raoul Dufy alla Biennale di Venezia del 1953 e il Premio nazionale per la pittura nel 1979: riconoscimenti tardivi, ma non contestati. Il premio veneziano riconobbe un pittore che aveva sviluppato una voce distintiva nell'arco di tre decenni; quello del 1979 confermò il suo posto tra le figure francesi più importanti del dopoguerra.
Lapicque morì il 15 luglio 1988[1] a Orsay, all’età di 89 anni. La sua opera occupa una posizione interessante tra il modernismo francese prebellico e le ricerche sul campo di colore che impegnarono i pittori europei nei decenni successivi alla Seconda guerra mondiale.
Cronologia
- 1898Nacque a Theize, nella regione del Beaujolais, il 6 ottobre. In seguito divenne pittore.
- 1919Si laureò all’Ecole Centrale des Arts et Manufactures.
- 1920Dipinse i suoi primi paesaggi.
- 1928Si dedicò interamente alla pittura, continuando al contempo a fare ricerche sull’ottica dei colori.
- 1937Completò cinque grandi pannelli decorativi per il Palais de la Decouverte di Parigi.
- 1953Ricevette il premio Raoul Dufy alla Biennale di Venezia.
- 1979Ricevette il National Painting Prize.
- 1988Morì a Orsay il 15 luglio, all’età di 89 anni.
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Domande frequenti
Per che cosa è noto Charles Lapicque?
Charles Lapicque è noto per la pittura e per le ricerche sulla percezione del colore. Ricevette il Premio Raoul Dufy alla Biennale di Venezia del 1953[1] e il Premio nazionale di pittura nel 1979.Qual è l’opera più famosa di Charles Lapicque?
È difficile individuare una sola opera come la «più famosa» di Charles Lapicque, ma diversi dipinti sono ben documentati. Lapicque è noto per il legame con l'École de Paris e per aver attraversato stili diversi, confrontandosi con il cubismo e sviluppando poi una forma distintiva di figurazione. Tra i dipinti noti figurano *Combat naval* (Naval Combat), che riflette il suo interesse per temi scientifici, soprattutto l'ottica e la teoria del colore. La sua produzione comprende anche *Nature morte marine* (Marine Still Life), vari ritratti e studi di figure. Per stabilire quale opera sia davvero la più famosa occorrerebbe analizzare la ricezione critica, la storia espositiva e il riconoscimento pubblico; questi esempi offrono però un punto di partenza per esplorare i suoi risultati artistici.Cosa dovrei sapere sulle stampe di Charles Lapicque?
Charles Lapicque (1898[1]-1988[1]) fu un artista francese noto per il contributo allo sviluppo dell’astrazione dopo la Seconda guerra mondiale. Pur essendo soprattutto pittore, realizzò anche stampe, tra cui litografie e acqueforti. Inizialmente si formò come scienziato e conseguì una laurea in ingegneria prima di dedicarsi all’arte. Questa formazione influenzò il suo approccio artistico: spesso incorporava concetti matematici e scientifici nelle composizioni. Le sue stampe presentano spesso linee decise, forme semplificate e un uso distintivo del colore. Di solito non sono riproduzioni dirette dei dipinti; esplorano invece temi e motivi simili in un mezzo che consentiva di sperimentare con linea e texture. Tra i temi principali figurano il mare, la mitologia e la figura umana. Le stampe offrono un accesso più immediato alla visione artistica di Lapicque e completano i dipinti di maggiori dimensioni. Dimostrano il suo interesse per l’interazione tra rappresentazione e astrazione.A quale stile o movimento apparteneva Charles Lapicque?
Le affiliazioni artistiche di Charles Lapicque sono complesse e sfuggono a facili classificazioni. La sua ricerca sul movimento e sulla forma ricorda quella di František Kupka: entrambi erano interessati a rappresentare il movimento sulla tela. In appunti del 1912[1] circa, Kupka scrisse che il movimento è una successione di posizioni diverse nello spazio e cercò di «catturare più movimenti consecutivi». Queste idee sono in linea con gli studi cronofotografici di Étienne-Jules Marey, che utilizzava immagini analitiche per ricostruire l’aspetto del movimento. Pur toccando cubismo e futurismo, Lapicque non aderì pienamente a nessuno dei due. Alcuni studiosi lo collocano nella Nouvelle École de Paris, movimento del secondo dopoguerra che si allontanò dall’astrazione, ma la classificazione resta controversa.Quali tecniche o materiali usava Charles Lapicque?
L’approccio artistico di Charles Lapicque teneva conto delle qualità intrinseche dei materiali scelti. Le possibilità e i limiti formali di un mezzo erano centrali nella sua pratica. Come altri artisti, Lapicque sapeva che la scelta del materiale determina in larga misura la natura dell’opera finita. Materiali diversi, come olio, tempera o acquerello, producono effetti distinti anche usando lo stesso pigmento. Analogamente, strumenti da disegno come matita, carboncino o gesso offrono possibilità espressive diverse. Anche il modo in cui l’artista lavora il materiale modifica il risultato. Il concetto futurista di Faktura, che sottolinea il valore letterale del materiale quale fattore determinante della forma e del significato, potrebbe aver influenzato Lapicque. Questo approccio valorizza il potenziale espressivo insito nel materiale stesso. La consistenza del colore e l’orientamento delle pennellate creano la «realtà» dell’opera.Per che cosa era noto Charles Lapicque?
Charles Lapicque (nato a Theizé, Francia, nel 1898[1]) era noto per il suo coinvolgimento con il cubismo. Nel 1908[1] Alexander Archipenko si trasferì a Parigi e lì studiò le reliquie del Louvre. Nel 1910 Archipenko presentò la sua prima mostra cubista. Tra gli altri cubisti figuravano Albert Gleizes, Jean Metzinger e Fernand Léger. Gleizes iniziò a dipingere nel 1901, ma divenne uno dei primi sostenitori del cubismo. Metzinger fu strettamente coinvolto nella pratica e nella teoria cubiste. Léger fu legato al gruppo cubista dal 1910. L’influenza cubista è visibile nelle sculture di Archipenko; come le tecniche del papier collé da lui impiegate, le sue opere illustravano la compenetrazione tra pittura e scultura. Il colore accentuava la differenza dei materiali, rivoluzionando il genere. Archipenko dichiarò: «La mia pittura e la mia scultura rappresentano un rapporto reciproco tra forma e colore. L’uno accentua o attenua l’altro. Si unificano o contrastano sul piano visivo e spirituale. Tutto dipende dall’obiettivo che si vuole raggiungere».Quando visse e lavorò Charles Lapicque?
Charles Lapicque nacque a Parigi il 6 ottobre 1898[1]. Studiò al Lycée Louis-le-Grand e poi architettura, prima della Prima guerra mondiale. Prestò servizio nell’esercito francese durante entrambe le guerre mondiali. Inizialmente intraprese una carriera scientifica: conseguì una laurea in ingegneria nel 1921[1] e un dottorato in fisica nel 1930. Lavorò come scienziato all’Institut Pasteur fino al 1945. Studiò anche pittura e, dagli anni 1940, si dedicò all’arte. La sua prima mostra personale si tenne alla Galerie Allard nel 1945. Dal 1948 al 1951 insegnò all’École des Beaux-Arts. Morì ad Antony, Hauts-de-Seine, il 15 luglio 1988[1].Dove posso vedere le opere di Charles Lapicque?
Le opere di Charles Lapicque si possono vedere in diversi musei. In Francia si trovano al Musée des Arts Décoratifs, al Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou, al Musée d’Orsay e al Musée du Petit Palais, tutti a Parigi; al Musée des Beaux-Arts e al Musée de l’Ecole de Nancy, entrambi a Nancy; al Musée d’Art et d’Industrie di Saint-Étienne; al Musée des Beaux-Arts di Rouen e a quello di Lille e di Digione; e al Musée des Augustins di Tolosa. Altri luoghi europei sono il Brangwyn Museum di Bruges, in Belgio, e il Clockarium Museum di Bruxelles. Negli Stati Uniti si possono vedere opere al Metropolitan Museum of Art e al Museum of Modern Art di New York, al Los Angeles County Museum of Art, al Minneapolis Institute of Arts, al Charles Hosmer Morse Museum of American Art di Winter Park, in Florida, e al Wolfsonian della Florida International University a Miami Beach.Di dov’era Charles Lapicque?
Charles Lapicque era francese. Jean-Baptiste Pierre Antoine de Monet de Lamarck nacque a Bazentin, in Piccardia, il 1 agosto 1744. La Piccardia è una regione della Francia. Georges Cuvier nacque il 23 agosto 1769 a Montbéliard. All'epoca Montbéliard era la capitale di un principato indipendente. Oggi fa parte della Francia, vicino al confine svizzero. Gli abitanti di Montbéliard parlavano francese, ma avevano anche legami culturali con gli stati di lingua tedesca. Christophe-Augustin Lamare-Picquot era un naturalista francese. Nel 1831 una commissione esaminò la sua collezione di storia naturale. Ne facevano parte Georges Cuvier, Constant Duméril e Geoffroy Saint-Hilaire. Naturalisti come Jean-Victor Audouin, Adolphe Brongniart e Achille Valenciennes scrissero il catalogo della collezione. Elogiarono le tecniche di conservazione di Lamare-Picquot. Il catalogo elencava esemplari di mammiferi, uccelli, rettili, pesci, insetti e conchiglie. Lamare-Picquot si recò anche a Londra nel 1830 e nel 1831, probabilmente per acquistare manufatti per la sua collezione.Chi è stato influenzato da Charles Lapicque?
I legami artistici di Charles Lapicque sono complessi. All’inizio del 20° secolo, Francis Picabia passò dall’impressionismo al cubismo, influenzato da artisti come Léger. Insieme ad Albert Gleizes, Jean Metzinger e altri, Picabia formò un gruppo dai confini poco definiti, noto come gli artisti di Puteaux. Si incontravano in studi e caffè per discutere di arte, scienza e filosofia. Il critico e poeta Guillaume Apollinaire sostenne questi artisti e fece conoscere il cubismo. Léger, inizialmente influenzato dal cubismo, sviluppò uno stile proprio. Dava valore alla linea e alla forma, a differenza di Delaunay, che si concentrava sul colore. Léger riteneva che lo stile di Delaunay non fosse adatto ai dipinti di grandi dimensioni. Nonostante le differenze, entrambi, come Picasso e Braque, cercavano di creare un’arte strutturale. Lo stile dinamico di Léger ruppe con la prospettiva tradizionale e gli permise di adattare la sua arte alla società moderna. Picabia, pur avendo contribuito alla nascita del surrealismo, in seguito lo rifiutò. Il suo atteggiamento dadaista lo portava a resistere a ogni classificazione o influenza.Chi ha influenzato Charles Lapicque?
Lo sviluppo artistico di Charles Lapicque si svolse in un ambiente influenzato da varie figure e correnti. Gli studi cronofotografici del movimento di Étienne-Jules Marey offrivano un modo per catturare fasi successive del moto su una superficie bidimensionale. Il suo approccio analitico, che scomponeva il movimento in elementi discontinui, trovò riscontro negli ambienti artistici. František Kupka, interessato all’orfismo e alle vetrate, esplorò la «vertiginosa musicalità del colore». Cercava di catturare la spiritualità della luce attraverso elementi geometrici, in opposizione alla rappresentazione tridimensionale. Credeva inoltre che l’arte dovesse applicare il calcolo matematico e utilizzava la sezione aurea. Queste influenze suggeriscono un ambiente in cui gli artisti si confrontavano con concetti scientifici, esploravano la rappresentazione del movimento e indagavano le possibilità espressive del colore e della forma.Chi era Charles Lapicque?
Charles Lapicque (1898[1]-1988[1]) fu un artista e scienziato francese. È noto soprattutto per i suoi dipinti, le sue opere di stampa e le illustrazioni per libri. Lapicque studiò ingegneria e scienze e si laureò all’École Centrale nel 1921[1]. In seguito intraprese gli studi di medicina, diventando dottore in medicina nel 1927. La sua formazione scientifica influenzò il suo approccio artistico. Nelle sue opere esplorò la teoria del colore e la percezione. Iniziò a dipingere negli anni 1920 ed espose dagli anni 1930 in poi. Tra le prime influenze vi furono il Cubismo e il Fauvismo. Il suo stile si orientò verso l’astrazione, ma spesso conservò elementi figurativi. Tra i soggetti ricorrenti figurano paesaggi, marine e scene con figure. Lapicque scrisse di teoria dell’arte. Tra le sue pubblicazioni figura «Essais sur l’espace, l’art et la destinée» (1958). Ricoprì anche incarichi di insegnamento. Negli anni 1940 e 1950 insegnò all’École des Beaux-Arts di Parigi.
Fonti
I contenuti su Charles Lapicque si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.
- [1] Wikipedia Wikipedia: Charles Lapicque Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
- [2] libro Bénédicte Savoy, Charlotte Guichard, Christine Howald, Acquiring Cultures Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
- [3] libro guggenheim-francispicabia00camf Utilizzata per: biografia.
- [4] libro guggenheim-guhe00solo Utilizzata per: biografia.
- [5] libro guggenheim-youngereuropeanp00swee Utilizzata per: biografia.
- [6] libro John Gribbin, The Scientists Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
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