Vai al contenuto Caricamento

Buy any 3 full-price artworks and save 15%

Child di Cagnaccio di San Pietro
Child di Cagnaccio di San Pietro
La bolla di sapone di Cagnaccio di San Pietro
Donna allo Specchio di Cagnaccio di San Pietro
L’Alzana di Cagnaccio di San Pietro
1897–1946 · italiano[1]

Cagnaccio di San Pietro

Nato Natale Bentivoglio Scarpa a Desenzano del Garda nel 1897[1], il pittore poi noto come Cagnaccio di San Pietro studiò con Ettore Tito all’Accademia di Venezia, prima di abbandonare i primi esperimenti futuristi in favore di qualcosa di molto più freddo e inquietante. All’inizio degli anni 1920[1] aveva adottato per le sue tele una resa quasi fotografica, con una pennellata così levigata da cancellare ogni traccia visibile della tecnica; questo lo avvicinava ai pittori tedeschi della Neue Sachlichkeit e alla più ampia corrente del realismo magico europeo.

Conservate in 1 museoWikipedia7 fonti

Ritratto di Cagnaccio di San Pietro

Biografia

La sua opera più discussa, «After the Orgy» (1928[1]), raffigura tre donne nude in vari stati di disordine, circondate da bottiglie di vino, carte da gioco e sigarette. L’effetto è più deprimente che provocante: una scena del mattino dopo, priva di piacere e resa con esattezza clinica. Le nature morte di granchi, aragoste e oggetti di vetro presentano la stessa precisione gelida; i soggetti sono scelti per la trama delle superfici e la capacità di rifrangere la luce, non per un intento allegorico.

Il suo «I Naufraghi» (1934[1]) esprimeva un interesse costante per figure spinte all’estremo sul piano fisico o morale; il suo «Autoritratto» (1938), oggi a Ca' Pesaro a Venezia, coglie uno sguardo su di sé a metà tra distacco e inquietudine. Il periodo fascista fu difficile per un pittore del suo temperamento: il regime prediligeva il classicismo muscolare e l’allegoria pubblica, due generi estranei alle capacità di Cagnaccio.

Trascorse gli anni della guerra ricoverato a Venezia, dove morì nel maggio 1946[1], a quarantanove anni.

Cronologia

  1. 1897Nacque con il nome di Natale Bentivoglio Scarpa a Desenzano del Garda.
  2. 1920Adottò uno stile fotografico nei suoi dipinti, avvicinandosi alla Neue Sachlichkeit e al Magic Realism.
  3. 1928Dipinse «After the Orgy», che raffigura donne nude in disordine.
  4. 1934Creò «I Naufraghi», raffigurando figure in difficoltà fisica o morale.
  5. 1938Dipinse «Autoritratto», oggi a Ca' Pesaro a Venezia, cogliendo distacco e inquietudine.
  6. 1946Morì a Venezia a 49 anni, dopo aver trascorso gli anni della guerra in ospedale.

Prossima tappa

Esplora i movimenti →

Tutti i movimenti della collezione, dal rinascimento alla pop art.

Domande frequenti

  • Per che cosa è noto Cagnaccio di San Pietro?
    Cagnaccio di San Pietro è noto per i dipinti dalla resa quasi fotografica e dalla precisione clinica. After the Orgy (1928[1]) è la sua opera più discussa.
  • Cosa dovrei sapere sulle stampe di Cagnaccio di San Pietro?
    Cagnaccio di San Pietro (1887-1946[1]) fu un pittore italiano le cui stampe sono poco discusse nella letteratura storico-artistica. Per comprendere il contesto dell'incisione della sua epoca, si può considerare l'esempio della Galleria Giustiniani, progetto avviato nel 1631 da Vincenzo Giustiniani. Senza eredi maschi diretti, Giustiniani voleva preservare la vasta collezione di sculture tramite stampe. Commissionò agli artisti incisioni delle statue, con l'intento di compilare un catalogo completo. Le stampe, recanti lo stemma Giustiniani, fungevano da marchio di proprietà. Vi lavorarono artisti come Bloemaert, Matham, Natalis e Persin, residenti a Palazzo Giustiniani dal 1633 circa. Ciò suggerisce un approccio organizzato e sistematico all'incisione. Le stampe erano destinate alla vendita e il ricavato andava alla famiglia genovese di Giustiniani. Un altro esempio è Giovanni Battista Piranesi (1720-1778), autore della serie Carceri intorno al 1749-50. Queste acqueforti di prigioni dimostrano la sua abilità tecnica, inventiva, capacità di disegno e padronanza della linea.
  • A quale stile o movimento apparteneva Cagnaccio di San Pietro?
    È difficile collocare Cagnaccio di San Pietro in un unico movimento, ma la sua opera è collegata a diversi stili. All’inizio del 17° secolo emerse l’arte barocca, che si allontanò dal manierismo. Il barocco è caratterizzato da composizioni dinamiche, dall’uso di una linea a spirale per creare movimento e da forme che si fondono tra loro. Alcuni considerano il barocco un precursore del romanticismo. La carriera di Cagnaccio iniziò molto più tardi: negli anni 1920[1] espose con il gruppo Novecento Italiano. Questo movimento respingeva l’avanguardia europea a favore di un ritorno agli stili e ai soggetti tradizionali italiani. Tuttavia, lo stile personale di Cagnaccio si discostava dal classicismo di molti artisti del Novecento. I suoi dipinti mostrano spesso realismo e attenzione ai soggetti della classe operaia, distinguendolo dagli altri.
  • Quali tecniche o materiali usava Cagnaccio di San Pietro?
    Sebbene le informazioni sulle tecniche di Cagnaccio di San Pietro siano scarse, si possono descrivere le pratiche artistiche generali del Rinascimento italiano. La scultura prevedeva di scolpire la pietra, per esempio il marmo, con mazzuoli e scalpelli di varie dimensioni. Gli scalpelli a unghia aggiungevano texture, mentre quelli piatti levigavano le superfici. La lavorazione comprendeva raspe metalliche, smeriglio e pomice per lucidare. La scultura in legno, meno costosa di quella in pietra, impiegava pino o pioppo. Le tecniche di intaglio erano simili a quelle della pietra, ma prevedevano anche l’aggiunta di sezioni separate. Le sculture lignee erano spesso dipinte e incorporate con materiali come vetro e stoffa. Per modellare si usavano materiali duttili come cera e argilla. Una volta cotta, l’argilla diventava terracotta, adatta alla scultura. La terracotta invetriata, introdotta da Luca della Robbia intorno al 1440, era resistente alle intemperie. La stampa comprendeva la xilografia: gli artisti disegnavano su blocchi di legno e gli incisori rimuovevano le parti vuote. Gli stampatori applicavano l’inchiostro alla superficie in rilievo e la trasferivano sulla carta. Per l’acquaforte si stendeva una vernice resistente all’acido su una lastra metallica, vi si incideva un disegno e poi la si immergeva nell’acido. L’incisione consisteva nel tagliare direttamente una lastra metallica con un bulino.
  • Per che cosa era noto Cagnaccio di San Pietro?
    Cagnaccio di San Pietro (1897[1]-1946[1]) fu un pittore italiano noto soprattutto per il suo contributo al movimento Novecento Italiano. Questo gruppo artistico, attivo principalmente negli anni 1920[1] e 1930, mirava a recuperare gli stili e i valori dell’arte italiana tradizionale dopo la prima guerra mondiale. I suoi dipinti raffiguravano spesso la vita quotidiana, con particolare attenzione ai dettagli realistici. Rappresentava frequentemente figure femminili in ambienti domestici o impegnate in attività ricreative. Queste opere offrono spesso un’osservazione fredda, quasi distaccata, dei soggetti. Lo stile di Cagnaccio si distingue per le linee precise e le superfici lisce. Le sue tavolozze sono spesso smorzate, contribuendo al realismo delle opere. Pur avendo partecipato al movimento Novecento, mantenne uno stile personale. Alcuni critici hanno rilevato un sottile erotismo nelle sue raffigurazioni femminili, che lo distingue da alcuni contemporanei. Morì relativamente giovane, ma i suoi dipinti continuano a essere apprezzati per la perizia tecnica e la prospettiva originale sulla società italiana tra le due guerre.
  • Quando visse e lavorò Cagnaccio di San Pietro?
    Cagnaccio di San Pietro nacque Luigi Fontana a Rosario de Santa Fé, in Argentina, il 19 febbraio 1899[1]. Suo padre, anch'egli chiamato Luigi Fontana, era uno scultore milanese. Nel 1905 la famiglia si trasferì a Milano, dove Fontana frequentò la scuola elementare e in seguito fu apprendista presso un artista. Durante la Prima guerra mondiale, dal 1917 al 1918, prestò servizio militare e fu ferito. Nel 1922 Fontana tornò a Rosario de Santa Fé e lavorò come scultore nello studio del padre. Nel 1924 aveva aperto un proprio studio, collaborando talvolta con il padre. La sua prima mostra collettiva si tenne al Salon Nexus di Rosario de Santa Fé nel 1926. Nel 1928 tornò a Milano e si iscrisse all'Accademia di Brera, dove studiò con lo scultore simbolista Adolfo Wildt. Fontana morì il 7 settembre 1968 a Comabbio.
  • Dove posso vedere le opere di Cagnaccio di San Pietro?
    Cagnaccio di San Pietro (1897[1]-1946[1]) realizzò dipinti oggi conservati in diverse collezioni pubbliche. In Italia, le sue opere si trovano nelle principali gallerie, tra cui la Galleria d’Arte Moderna di Roma, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia e la Pinacoteca di Brera a Milano. Anche musei più piccoli, come il Museo Revoltella di Trieste, conservano suoi dipinti. Fuori dall’Italia, le opere sono meno presenti nelle collezioni pubbliche, ma alcuni esempi sono entrati in musei internazionali. Per esempio, il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid conserva il dipinto After the Orgy (1928[1]). Poiché la carriera di Cagnaccio fu relativamente breve e il suo stile suscitò controversie durante la sua vita, le opere non sono diffuse quanto quelle di alcuni contemporanei. Chi desidera vederle dovrebbe consultare i siti web dei musei e i cataloghi delle collezioni. Le grandi mostre dedicate all’arte italiana del secolo 20 talvolta includono le sue opere e offrono altre occasioni per ammirarle.
  • Di dov’era Cagnaccio di San Pietro?
    Cagnaccio di San Pietro proveniva dalla località di San Pietro di Castello, vicino a Venezia. Il suo nome di nascita era Natale Bentivoglio. Adottò il suo *nom de brosse* dal luogo natale. Nacque lì il 4 gennaio 1897[1]. San Pietro di Castello è uno degli insediamenti originari della laguna veneziana e sorge su un'isola omonima. Un tempo sede del vescovo di Venezia, l'isola ebbe notevole importanza religiosa e politica. La Basilica di San Pietro di Castello, risalente al 7º secolo, è un elemento architettonico di rilievo. Ponti la collegano alla parte principale di Venezia. L'isola offre un ambiente più tranquillo e residenziale rispetto alle affollate zone turistiche e conserva un carattere distinto, separato dai flussi turistici del centro.
  • Chi è stato influenzato da Cagnaccio di San Pietro?
    Caravaggio influenzò molti artisti, anche se i critici cercarono di sminuirne la reputazione per oltre 150 anni dopo la sua morte. Le sue composizioni drammatiche, l'uso netto di luce e ombra e la cruda intensità emotiva permeano l'arte occidentale. Poco dopo la sua morte, pittori come Peter Paul Rubens, Diego Velázquez e Pietro da Cortona ripresero le sue composizioni. Nel giro di una generazione sorsero intere scuole di caravaggeschi in Italia e nei Paesi Bassi. Anche l'arte francese fu particolarmente influenzata, forse per la presenza dell'Accademia di Francia a Roma. Valentin de Boulogne e Georges de La Tour sono due esempi di pittori francesi che mostrano questa influenza. L'interesse per l'arte di Caravaggio si ravvivò durante il neoclassicismo e il romanticismo. *Experiment on a Bird in the Air Pump* di Joseph Wright of Derby, del 1768, trasformò una dimostrazione scientifica in un miracolo moderno che ricorda Caravaggio. Jacques-Louis David dipinse il Marat morto come uno dei martiri di Caravaggio. Théodore Géricault concepì *The Raft of the Medusa* (1819) come una versione laica di una pala d'altare di Caravaggio.
  • Chi ha influenzato Cagnaccio di San Pietro?
    Con le informazioni disponibili è difficile individuare persone specifiche che abbiano influenzato direttamente Cagnaccio di San Pietro. Si può tuttavia parlare dell’ambiente artistico e della formazione accessibile in generale agli scultori nel periodo in cui fu attivo un artista come Pietro Bernini. All’epoca Roma non ebbe un’accademia d’arte statale fino al 1593, più tardi di Firenze. Gli scultori romani spesso si formavano sul lavoro, frequentemente restaurando sculture antiche. Questo offriva loro pratica nella lavorazione del marmo, ma non insegnava necessariamente l’arte del disegno né incoraggiava a inventare composizioni complete. Pietro Bernini, per esempio, apprese «alcuni principi del disegno» da Ridolfo Sirigatti, pittore e scultore dilettante fiorentino. L’insegnamento di Sirigatti sottolineava l’aspetto teorico dell’arte e considerava pittura e scultura attività intellettuali apprese. Bernini contribuì anche ad affrescare parti del soffitto di Villa Farnese a Caprarola, esperienza che rafforzò la sua consapevolezza del ruolo fondamentale del disegno nella grande arte.
  • Perché le opere di Cagnaccio di San Pietro sono importanti oggi?
    Cagnaccio di San Pietro (1887-1946[1]) è diventato importante per i dipinti provocatori che sfidavano le norme sociali. La sua arte offre uno sguardo alle tensioni culturali e politiche dell’Italia dei primi anni del 20° secolo. Concentrandosi spesso sulle donne e raffigurandole in modi anticonvenzionali, metteva in discussione i ruoli di genere tradizionali. Opere come *After the Orgy* (1929[1]) e *Maternity* (1924) mostrano la sua volontà di affrontare le aspettative sociali riguardo a donne, sessualità e maternità. Ciò rende la sua opera pertinente alle discussioni contemporanee su genere e rappresentazione. Il legame con il movimento *Novecento Italiano*, che mirava a far rivivere l’arte italiana tradizionale, lo colloca in uno specifico contesto storico. Tuttavia, il suo stile personale lo distingueva. I dipinti offrono uno scorcio sui dibattiti artistici dell’epoca e la sua volontà di affrontare temi controversi li rende importanti per comprendere la complessità del modernismo italiano.
  • Qual era lo stile artistico di Cagnaccio di San Pietro?
    All'inizio degli anni 1920[1], Cagnaccio di San Pietro adottò per le tele una finitura quasi fotografica, con una pennellata tanto liscia da eliminare ogni traccia visibile della tecnica. Questo lo avvicinò ai pittori tedeschi della Neue Sachlichkeit e alla più ampia corrente europea del realismo magico.

Fonti

I contenuti su Cagnaccio di San Pietro si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.

  1. [1] Wikipedia Wikipedia: Cagnaccio di San Pietro Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
  2. [2] libro Maria Grazia D'Amelio, Giovan Lorenzo Bernini e l'oro per il Baldacchino di San Pietro (1624-1633) Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  3. [3] libro Maria Grazia D'Amelio, Giovan Lorenzo Bernini e l'oro per il Baldacchino di San Pietro (1624-1633) Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  4. [4] libro guggenheim-handboo00pegg Utilizzata per: biografia.
  5. [5] libro guggenheim-youngereuropeanp00swee Utilizzata per: biografia.
  6. [6] libro Allison Lee Palmer, Historical Dictionary of Neoclassical Art and Architecture Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  7. [7] libro Braun, Emily, 1957-; Asor Rosa, Alberto; Royal Academy of Arts (Great Britain), Italian art in the 20th century : painting and sculpture, 1900-1988 Utilizzata per: biografia.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

Continua a esplorare

Il tuo carrello
Rated 4.6 on Judge.me
Il tuo carrello è vuoto
Hai un account? Accedi per un pagamento più veloce.
Continua lo shopping Continua lo shopping
Totale carrello £0.00 GBP
Immagine del prodotto Informazioni sul prodotto Quantità Totale prodotto