Veduta di Pirna dal castello di Sonnenstein - Bernardo Bellotto
Stampa giclée d'archivio
Le cornici arrivano pronte per essere appese
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Descrizione
Un dettagliato paesaggio urbano di Bernardo Bellotto, 'Veduta di Pirna dal castello di Sonnenstein' cattura la città di Pirna, in Sassonia, da una prospettiva elevata, mettendo in mostra l'abilità dell'artista nella precisione architettonica e nella resa atmosferica.
Bernardo Bellotto (1722-1780) è stato un pittore veneziano, noto per le sue dettagliate vedute di città europee. Fu inoltre nipote e allievo di Canaletto, di cui talvolta usò il nome, complicando ulteriormente l'attribuzione delle opere. Bellotto lavorò per mecenati reali e aristocratici in diversi centri europei, tra cui Dresda, Vienna e Varsavia. I suoi dipinti sono caratterizzati da una precisione architettonica minuziosa ed effetti atmosferici. Questo olio su tela raffigura una vista panoramica di Pirna, una cittadina in Sassonia, in Germania, osservata dal castello di Sonnenstein. La composizione è divisa in tre sezioni orizzontali distinte: il primo piano mostra un pendio erboso popolato da pecore e bovini al pascolo, oltre ad alcune figure; il piano intermedio presenta la città di Pirna, con i suoi edifici e le guglie delle chiese; e lo sfondo rivela un orizzonte lontano e velato. Il castello di Sonnenstein è posizionato in modo prominente su una collina che domina la città. Il cielo è reso con una luce morbida e diffusa, che contribuisce al senso generale di calma e ordine.
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Produzione
Ogni stampa è realizzata su ordinazione mediante stampa giclée a 12 colori su carta d'archivio certificata FSC. Ideata in Gran Bretagna e stampata presso il centro di produzione più vicino a te per ridurre gli sprechi e velocizzare la consegna.
Cura e materiali
Caratteristiche specifiche
Ogni opera Solis è realizzata su ordinazione con materiali d'archivio di qualità museale, costruiti per durare nel tempo.
- Stampa giclée di qualità museale per colori ricchi e resistenti allo sbiadimento
- Carta fine-art opaca d'archivio, certificata FSC
- Diverse dimensioni e opzioni di cornice disponibili
- Cornici in nero, legno naturale, legno scuro o bianco
- Le stampe con cornice arrivano pronte per essere appese
Cura e pulizia
Per mantenere la tua opera d'arte al meglio:
- Spolvera delicatamente con un panno morbido e asciutto
- Evita l'esposizione prolungata alla luce solare diretta
- Non utilizzare mai detergenti liquidi sulla superficie della stampa o della tela
- Conserva in un ambiente asciutto a temperatura ambiente
- Maneggia le stampe con mani pulite e asciutte
Materiali e dimensioni
Stampa giclée di qualità museale su carta opaca d'archivio certificata FSC, con opzioni di cornice e tela.
- Dimensioni carta: A4, A3, A2, A1, A0 e B2 (50×70 cm)
- Tela: da XS (20×30 cm) a Large (60×90 cm)
- Cornici: nero, legno naturale, legno scuro o bianco
Veduta di Pirna dal castello di Sonnenstein - Bernardo Bellotto
Artist Biography
Bernardo Bellotto
Born in Venice in 1721, Bellotto was the nephew of Giovanni Antonio Canal on his mother's side and trained in his uncle's studio from early adolescence. By his mid-teens he was a registered member of the Venetian painters' guild. His early work so closely followed Canaletto's manner that he occasionally signed canvases "Canaletto" himself, a habit that has tangled attribution ever since. He left Venice in 1746 for a long Italian tour before heading north; in 1747, aged twenty-six, he accepted an invitation to Dresden from Frederick-Augustus II, Elector of Saxony, who paid him twenty thalers a year as court painter.
The Dresden commissions produced some of his finest work: The Moat of the Zwinger (1749-53, 133 x 235 cm, Gemaldegalerie) and a series of Neumarkt views including the Frauenkirche, in which extreme diagonal compositions amplify the spatial depth of the city's Baroque squares. Empress Maria Theresa summoned him to Vienna in 1758, where he painted View from the Belvedere (1759-60, Kunsthistorisches Museum); in 1767 he moved to Warsaw, entering the service of Stanislaw II of Poland and beginning the topographical documentation that would outlast the city itself.
His palette runs consistently cooler and crisper than Canaletto's; he paid more attention to cloud formations, deep shadows, and foliage, and packed his views with more figure groups. Where Canaletto often revisited the same standpoints, Bellotto almost always sought new vantage points. Scholars read his documentary precision as a function of his market: not Venice's tourist trade but the royal courts of Europe, patrons who wanted their capitals recorded with near-surveyor exactitude.
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