
Pope Pius VII in the Sistine Chapel
Samuel H. Kress Collection
Jean-Auguste-Dominique Ingres dipinse Pope Pius VII nella Cappella Sistina nel 1814, mentre viveva da espatriato a Roma; costruì l’intera scena a memoria e a partire da un solo disegno, anziché dal vero. Il dipinto mostra Pius VII in trono, vestito di bianco, accanto al suo segretario di Stato, il cardinale Consalvi; dietro di loro, sulla parete della cappella, è visibile una sezione del Last Judgment di Michelangelo. Ingres iniziò il dipinto nel 1812 su commissione di Marcotte, un mecenate parigino, in un momento in cui il vero Pius VII non sedeva su alcun trono, ma era prigioniero fuori Parigi dopo aver scomunicato Napoleon e dopo l’annessione francese degli Stati Pontifici[2]. Basandosi su un disegno realizzato nel 1809 e solo sulla memoria, poiché il papa e i suoi cardinali non erano disponibili a posare, Ingres dipinse una scena di restaurata maestà papale che non si era ancora verificata: una correzione deliberata della storia, non la sua registrazione[1][2]. Quando il dipinto arrivò al Salon di Parigi nel 1814, la realtà aveva raggiunto l’immagine: Pius VII tornò a Roma pochi giorni dopo l’apertura della mostra. Oggi il dipinto è conservato nella Samuel H. Kress Collection.


Provenienza
Il dipinto è conservato nella Samuel H. Kress Collection. Misura circa 74.5 per 92.7 centimetri e fu commissionato originariamente nel 1812 da un mecenate parigino di nome Marcotte; Ingres aggiunse la fila di figure in primo piano decenni dopo la prima presentazione della versione del 1814 al Salon.
Un dipinto tratto dalla memoria, non dal vero
Ingres non poteva osservare dal vero nessuno dei personaggi mentre lavorava a questo dipinto. Quando cominciò a dipingere, nel 1812, Pius VII e Cardinal Consalvi erano prigionieri in Francia già da anni. Perciò si affidò interamente a un unico disegno, realizzato nel 1809, che ritraeva il papa in trono e Consalvi seduto alla sua destra, integrandolo con la propria immaginazione per tutto il resto della scena[1]. Temendo di spingere troppo le somiglianze inventate, Ingres mantenne le figure volutamente piccole, simili a bambole, e aggiunse tocchi di umorismo asciutto: per esempio, un cardinale corpulento che strizza gli occhi per la vista debole. Il papa stesso finì per assomigliare più a una maschera simbolica che a un ritratto; la sua figura alta e imponente è costruita attraverso il peso delle vesti che ricadono, non mediante una vera somiglianza fisica[1].
Un papa fatto prigioniero
Gli eventi alla base del dipinto erano recenti e dolorosi. Nel 1804 Napoleon aveva convocato a Parigi il fragile Pius VII perché presiedesse alla sua incoronazione a imperatore, una mossa calcolata per collocare il suo potere nella linea degli antichi imperatori del Sacro Romano Impero. I rapporti peggiorarono gravemente quando la Francia annesse gli Stati Pontifici nel 1808 e Pius VII reagì con la straordinaria decisione di scomunicare Napoleon. Un ufficiale francese troppo zelante rapì poi il papa, che trascorse gli anni successivi prigioniero allo Chateau de Fontainebleau, fuori Parigi[2]. Nel 1812 Ingres dipinse la scena della Cappella Sistina nel pieno di questo stallo irrisolto, mentre l’esito del conflitto tra Napoleon e il vecchio ordine era ancora incerto[1][2].
Una risposta deliberata a David
Jacques-Louis David, maestro di Ingres, aveva dipinto la scena dell’incoronazione di Napoleon, la grandiosa Coronation of Josephine, in cui il papa è presente ma subordinato al nuovo imperatore. Il dipinto più piccolo di Ingres appare come una replica diretta: restituisce a Pius VII una maestà intatta e una solennità rituale, rivaleggiando deliberatamente con la scala e la grandiosità affollata della composizione di David pur avendo dimensioni molto inferiori. Inoltre, sfrutta lo splendore degli affreschi della Cappella Sistina, compresa una porzione visibile di Last Judgment di Michelangelo, per amplificare l’autorità del papa[2]. Ingres disse in seguito al suo committente Marcotte di aver vestito il papa di bianco esclusivamente per l’effetto che quel colore produceva nel dipinto, poiché non aveva altro modo per portare la luce sulla figura centrale; affermò però anche di ricordare di aver visto davvero il papa vestito così[1].
Domande comuni
Perché Ingres dipinse il papa a memoria?
Quando Ingres iniziò il dipinto nel 1812, Pope Pius VII e i suoi cardinali erano detenuti in Francia, quindi non poté averli come modelli. Si basò su un disegno del papa realizzato nel 1809 e completò il resto con l’immaginazione.
Che cosa stava accadendo a Pius VII quando fu realizzato questo dipinto?
Era prigioniero. Dopo aver scomunicato Napoleon per l’annessione francese dello Stato Pontificio nel 1808, Pius VII fu rapito da un ufficiale francese e tenuto prigioniero al Chateau de Fontainebleau, fuori Parigi, fino al 1814.
Questo dipinto è legato all’Incoronazione di Napoleone di Jacques-Louis David?
Risponde proprio a quella. Ingres, già allievo di David, dipinse Pius VII con una maestosità molto maggiore rispetto alla rappresentazione che David ne aveva dato nell’incoronazione, rivaleggiando deliberatamente con la grandiosità di quel dipinto su una tela molto più piccola.
Quando e dove fu esposto per la prima volta il dipinto?
Fu esposto al Salon di Parigi del 1814, inaugurato quasi nello stesso momento in cui Pius VII fu effettivamente liberato e fece ritorno a Roma, il 24 maggio di quell’anno.
Sono disponibili stampe di Jean-Auguste-Dominique Ingres. Vedi la collezione →
Fonti
Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.
- [1] libro Thomas Crow, Restoration: The Fall of Napoleon in the Course of European Art, 1812-1820 Utilizzata per: questa opera.
- [2] libro Allison Lee Palmer, Historical Dictionary of Neoclassical Art and Architecture Utilizzata per: questa opera.
- [3] libro Susie Hodge, Art: Everything You Need to Know About the Greatest Artists and Their Work Utilizzata per: questa opera.
- [4] libro Penelope J.E. Davies, Walter B. Denny, Frima Fox Hofrichter, Joseph Jacobs, Ann S. Roberts, David L. Simon, Janson's History of Art_ The Western Tradition (8th Edition) Utilizzata per: questa opera.
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