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Convergence di Jackson Pollock

Convergence

Buffalo AKG Art Museum, Buffalo

Nel 1952 Jackson Pollock dipinse Convergence, catalogato come Convergence: Number 10, negli anni successivi alla tecnica del dripping che aveva sviluppato tra il 1947 e il 1950, versando e lanciando il colore sulla tela stesa a terra anziché applicarlo con un pennello al cavalletto[1]. A quel punto Pollock sembra aver cominciato a sperimentare alcune delle nuove vernici sintetiche allora disponibili agli artisti: Convergence contiene un colore liscio e fluido, molto diverso dal medium dei suoi primi dipinti a colature; mescolandosi sulla tela produce un effetto quasi marmorizzato e asciuga abbastanza in fretta da lasciare colature dense dall’aspetto fuso[1]. Dal 1930 Pollock aveva studiato con Thomas Hart Benton all’Art Students League di New York e, sebbene in seguito dicesse di aver avuto bisogno di reagire al realismo di Benton, rimase grato per quella che definiva l’unica formazione formale ricevuta[1]. Fin dall’adolescenza era stato attratto anche dai muralisti messicani Diego Rivera e José Clemente Orozco, conosciuti attraverso il fratello Charles; in seguito definì Prometheus di Orozco il più grande dipinto dell’epoca moderna e tenne per anni una riproduzione sulla parete del suo studio[1]. La sua prima mostra personale si tenne nel 1943 alla galleria Art of This Century di Peggy Guggenheim, che gli offrì un contratto grazie al quale poté dipingere a tempo pieno; Guggenheim ricordò in seguito che divenne rapidamente la figura centrale della galleria, anche se il suo forte consumo di alcol lo rendeva difficile da seguire[2]. Nel 1945 sposò la pittrice Lee Krasner e la coppia si stabilì a Springs, East Hampton, dove Pollock morì in un incidente automobilistico nell’agosto 1956[3].

Convergence di Jackson Pollock, dettaglio
Dettaglio
Convergence di Jackson Pollock, dettaglio
Dettaglio

Provenienza

Ora conservato al Buffalo AKG Art Museum.

Altre versioni

Un nuovo tipo di pittura sulla tela

Intorno al 1952, lo stesso anno in cui dipinse Blue Poles, Pollock sembra aver iniziato a lavorare, almeno in parte, con nuove pitture sintetiche che allora arrivavano negli studi degli artisti[1]. Leonard Bocour, uno dei creatori della pittura acrilica Magna, disse in seguito di averne regalato alcune a Pollock; colori Magna mai usati furono ancora trovati nello studio di Pollock a Springs[1]. Convergence: Number 10 ne mostra l’effetto: una pittura fluida e liscia, che si comporta diversamente dai materiali dei primi lavori di Pollock, si mescola sulla tela creando un motivo quasi simile alla carta marmorizzata e asciuga abbastanza rapidamente da lasciare colature spesse e dall’aspetto fuso, anziché i rivoli più sottili dei versamenti della fine degli anni 1940[1]. Nessuna analisi tecnica ha confermato la pittura esatta usata su questa tela, quindi le prove restano visive e deduttive; tuttavia, sono coerenti con la sperimentazione inquieta dei materiali che attraversò tutta la carriera di Pollock[1].

Dall’aula di Benton al dripping

Dall’autunno del 1930 Pollock studiò con Thomas Hart Benton all’Art Students League di New York, frequentando cinque sere alla settimana corsi di pittura, composizione e disegno della figura[1]. In seguito attribuì a Benton l’unica formazione accademica che avesse mai ricevuto, oltre all’introduzione all’arte rinascimentale e a un lavoro nella mensa della League. Al tempo stesso descrisse il realismo insistente di Benton come qualcosa a cui sentiva il bisogno di reagire: «mi spinse così duramente verso il suo realismo che rimbalzai direttamente nella pittura non oggettiva»[1]. La rottura si manifestò pienamente nel 1947, quando la tecnica del dripping di Pollock maturò in un metodo capace di sostenere da solo un’intera composizione, costruita con lunghi e controllati lanci di colore applicati con bastoni, spatole e pennelli carichi, anziché toccando direttamente la tela[1].

Rivera, Orozco e la tradizione dei murales

L’interesse di Pollock per il muralismo messicano iniziò nella prima adolescenza, stimolato da una lettera del 1929 del fratello Charles, che lo esortava a guardare le opere di Diego Rivera e José Clemente Orozco[1]. Lesse la dichiarazione dello stesso Orozco secondo cui la pittura murale era la forma d’arte più alta e pura; nel 1930 visitò con Charles Prometheus, da poco completato da Orozco al Pomona College. In seguito lo definì il più grande dipinto dell’età moderna e tenne una sua riproduzione sulla parete dello studio almeno fino alla fine degli anni 1930[1]. Nel 1936 lavorò anche per breve tempo nel laboratorio sperimentale di David Alfaro Siqueiros a New York, dove si usavano già tecniche non convenzionali, tra cui la pittura pigmentata spruzzata, anni prima che Pollock sviluppasse i propri metodi eterodossi[1].

Domande comuni

  • Quando dipinse Pollock Convergence?

    Nel 1952, negli anni successivi alla tecnica matura del dripping, sviluppata tra il 1947 e il 1950. È catalogato come Convergence: Number 10[1].

  • Che cosa c’è di insolito nella pittura usata in Convergence?

    Si comporta diversamente rispetto ai precedenti sgocciolamenti di Pollock: una pittura fluida e liscia che si mescolava sulla tela creando un effetto quasi marmorizzato e si asciugava abbastanza rapidamente da lasciare colature dense, dall’aspetto fuso. Ciò potrebbe riflettere l’uso di nuove pitture sintetiche disponibili in quel periodo[1].

  • Chi insegnò a Pollock a dipingere?

    Dal 1930 Thomas Hart Benton gli insegnò all’Art Students League di New York; Pollock definì quell’esperienza l’unica istruzione formale che avesse mai ricevuto, anche se in seguito reagì con forza allo stile realista di Benton[1].

  • Che cosa portò alla prima mostra personale di Pollock?

    Nel 1943 Peggy Guggenheim gli offrì un contratto e una mostra personale alla sua galleria Art of This Century, consentendogli di dipingere a tempo pieno; in seguito disse che era diventato rapidamente la figura centrale della galleria[2].

Fonti

Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.

  1. [1] libro Jackson Pollock : new approaches Utilizzata per: questa opera.
  2. [2] libro Jed Perl, Art in America 1945-1970 Utilizzata per: questa opera.
  3. [3] libro Susie Hodge, Art: Everything You Need to Know About the Greatest Artists and Their Work Utilizzata per: questa opera.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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