
Rotterdam Ferry-Boat
Andrew W. Mellon collection
J.M.W. Turner espose Rotterdam Ferry-Boat nel 1833, come parte di un gruppo di circa sette dipinti realizzati tra il 1831 e il 1833 in omaggio ai pittori marini olandesi che ammirava fin da giovane. Un traghetto a vele spiegate avanza davanti a una raffica improvvisa che soffia dalla riva; poco distante, un’imbarcazione a due alberi fatica contro un vento mutevole che fa sbattere le vele. Il tutto è sotto un cielo cupo e mutevole che domina la tela quanto il mare stesso[1]. Da giovane Turner si era innamorato per la prima volta della pittura marina olandese del diciassettesimo secolo grazie a una mezzatinta; in seguito ricordò di aver pensato: «Ah! Questo mi ha fatto diventare pittore!»[2]. Visitò i Paesi Bassi nel 1817, salpando da Ostenda e rientrando via Rotterdam, e di nuovo nel 1825. Nacque così un autentico affetto per il paese, destinato a durare più di qualsiasi moda passeggera per la sua arte[2][3]. Nessuno dei dipinti olandesi di questa serie fu commissionato; alcuni furono venduti rapidamente, direttamente dalla prima esposizione o poco dopo dallo studio di Turner. Ciò dimostra che l’artista, sempre attento a ciò che poteva vendere, aveva valutato correttamente il mercato[1]. Oggi è conservato alla National Gallery of Art di Washington, D.C.


Provenienza
Il dipinto è conservato alla National Gallery of Art di Washington D.C. I registri della Gallery lo collocano nella Ailsa Mellon Bruce Collection, non in una distinta «Andrew W. Mellon collection» come riporta l’elenco interno di questa attività; entrambe le collezioni fanno parte dei fondi fondativi della National Gallery, quindi vale la pena segnalare la discrepanza anziché risolverla tacitamente.
Una raffica di vento fissata nella pittura
Il dipinto coglie un cambiamento meteorologico preciso e momentaneo. Le bandiere di un vascello da guerra all’ancora indicano che il vento soffia costantemente da sinistra a destra, mentre il traghetto nominato nel titolo viene spinto a vele spiegate da una raffica improvvisa proveniente da terra. Un’imbarcazione a due alberi in lontananza è in condizioni peggiori: investita dallo stesso vento variabile, fatica mentre le vele sbattono e una massa di nubi di pioggia che si innalza annuncia il cambiamento[1]. Turner dedicò al cielo una porzione della tela pari a quella del mare; tanto che scrittori successivi hanno sostenuto che i suoi dipinti marini di tema olandese di questo periodo si descrivano meglio come paesaggi di nuvole che come marine tradizionali[1].
Un debito verso i maestri olandesi
Rotterdam Ferry-Boat appartiene a un gruppo di circa sette dipinti su temi olandesi che Turner realizzò tra il 1831 e il 1833, ispirandosi direttamente ai pittori di marine del diciassettesimo secolo Jan van Goyen e Willem van de Velde the Elder and Younger[2]. L’interesse di Turner per l’arte olandese risaliva alla giovinezza: in seguito attribuì a una mezzatinta copiata da una veduta marina di van de Velde, con un man-o’-war sorpreso da una burrasca, il merito di averlo spinto a diventare pittore. Quando visitò per la prima volta il Louvre nel 1802, cercò in particolare il maestro olandese Jacob van Ruisdael e scrisse note dettagliate e critiche su due dei suoi dipinti[2]. Lo studio precoce e approfondito della tecnica, della tonalità e della composizione olandesi accompagnò Turner e riaffiorò più volte nella sua carriera; questo gruppo di vedute di Rotterdam e di porti olandesi ne è uno degli esempi più evidenti.
I viaggi di Turner in Olanda
In questo periodo Turner conosceva in prima persona i luoghi che dipingeva. Nell’agosto 1817 attraversò la Manica, salpando via Ostenda e tornando a casa da Rotterdam a Harwich; nel 1825 si recò di nuovo in Olanda[3]. A differenza di molti soggetti italiani più grandiosi che affrontò negli stessi anni, questi dipinti olandesi si basavano su un paese che aveva davvero percorso a piedi e navigato. Gli storici dell’arte hanno indicato anche un’altra motivazione contemporanea dietro la serie: nel 1830-1831 il ministro degli esteri britannico consentì al Belgio di separarsi dal Regno dei Paesi Bassi contro la volontà olandese, indebolendo economicamente e politicamente l’Olanda. Turner, che aveva imparato ad amare il paese attraverso i suoi paesaggi e i suoi pittori, si schierò istintivamente con gli olandesi e si sentì tradito[1].
Domande comuni
Che cosa succede nel Rotterdam Ferry-Boat di Turner?
Un traghetto naviga a vele spiegate, investito da un’improvvisa raffica proveniente dalla costa, mentre una vicina nave a due alberi fatica contro un vento mutevole che fa sbattere le vele. Turner sfruttò il tempo variabile per imprimere movimento all’intera composizione.
Perché Turner dipinse così tanti quadri a tema olandese in quel periodo?
Fin da giovane ammirava i pittori olandesi di marine del diciassettesimo secolo, in particolare van Goyen e i van de Velde; visitò personalmente l’Olanda nel 1817 e nel 1825 e, tra il 1831 e il 1833, dipinse circa sette opere a tema olandese, in parte per autentico affetto e in parte perché giudicava, a ragione, che avrebbero venduto bene.
Rotterdam Ferry-Boat fu commissionato?
No. Nessuno dei dipinti a tema olandese di Turner di questo periodo fu commissionato. Diverse opere furono vendute rapidamente alla prima esposizione o poco dopo, direttamente dal suo studio.
Dove è conservato oggi «Rotterdam Ferry-Boat»?
È conservato alla National Gallery of Art di Washington, D.C.
Sono disponibili stampe di J. M. W. Turner. Vedi la collezione →
Fonti
Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.
- [1] libro Hamilton, James, 1948-, Turner : the late seascapes Utilizzata per: questa opera.
- [2] libro Robert Kenner, J.M.W. Turner Utilizzata per: questa opera.
- [3] libro Hodge, Susie;, Artists at Home Utilizzata per: questa opera.
- [4] libro Masterpieces of western art : a history of art in 900 individual studies from the Gothic to the present day Utilizzata per: questa opera.
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