
Percival Delivering Belisane from the Enchantment of Urma
Tate, London
Henry Fuseli dipinse Percival Delivering Belisane from the Enchantment of Urma durante la lunga carriera in Inghilterra, dove l’artista, nato in Svizzera, divenne membro e poi insegnante della Royal Academy[4]. Inizialmente Fuseli studiò teologia a Zurigo, dove il filosofo Johann Jakob Bodmer lo introdusse a Shakespeare, Dante, Homer e Milton, nonché al poema epico medievale tedesco Nibelungenlied. In quella città, l’amicizia di tutta una vita con il fisiognomista Johann Kaspar Lavater alimentò il suo interesse per il carattere, i sogni e gli aspetti più oscuri della mente[1]. Si trasferì a Londra nel 1764 e, incoraggiato da Joshua Reynolds, si dedicò seriamente alla pittura; dal 1770 trascorse poi quasi otto anni a Roma, studiando la volta della Cappella Sistina di Michelangelo e le figure contorte ed esagerate dei manieristi come Parmigianino[1][2]. Il suo dipinto più noto, The Nightmare del 1781, gli diede fama per il fantastico, l’occulto e il demoniaco; secondo quanto riferito, per anni ne fu appesa una riproduzione nello studio di Sigmund Freud[3]. Fuseli traeva i soggetti da letteratura e leggende, anziché dalla storia e dal mito classico prediletti dalla maggior parte dei suoi contemporanei accademici; tornava spesso a Shakespeare, Milton, Spenser ed epopee inventate come Ossian per rappresentare estremi psicologici[1].


Provenienza
Oggi conservato alla Tate di Londra.
Altre versioni
London, Regno Unito
Dalla teologia al soffitto della Sistina
Fuseli aveva inizialmente pensato di diventare teologo. A Zurigo studiò con il filosofo Johann Jakob Bodmer, che gli fece conoscere Shakespeare, Dante, Homer, Milton e il Nibelungenlied, un poema epico medievale che i lettori tedeschi dell’epoca consideravano il proprio equivalente di Homer[1]. La sua stretta amicizia con il poeta e fisiognomista Johann Kaspar Lavater, oppositore del razionalismo rigoroso nonostante il suo interesse scientifico per il modo in cui i tratti del volto esprimono il carattere, mise Fuseli in contatto diretto con il movimento letterario tedesco Sturm und Drang e con la sua predilezione per il sentimento intenso rispetto alla ragione distaccata[1]. Dopo essersi trasferito a Londra nel 1764, Joshua Reynolds lo incoraggiò a intraprendere la pittura come professione; nel 1770 partì per Roma, dove trascorse quasi otto anni assorbendo l’influenza della volta della Cappella Sistina di Michelangelo e di pittori manieristi come Parmigianino e Rosso Fiorentino. Questo gusto lo distingueva dagli artisti ancora legati a modelli classici più pacati[1][2]. Durante il soggiorno romano conobbe anche il pittore Anton Raphael Mengs e strinse amicizia con Jacques-Louis David. In seguito fu Fuseli ad aiutare a far conoscere agli artisti britannici lo stile grafico severo e lineare di David, benché il suo stesso linguaggio si sviluppasse in una direzione del tutto diversa e più turbolenta[2].
The Nightmare e una fama di pittore dell’orrore
La reputazione di Fuseli si fonda soprattutto su The Nightmare, esposto alla Royal Academy nel 1781: una donna addormentata è distesa sul letto, con un demone accovacciato sul petto e un cavallo dagli occhi sbarrati che irrompe da dietro le tende[3]. La combinazione di orrore ed evidente erotismo turbò i contemporanei: dopo aver visto un’opera successiva di Fuseli alla Royal Academy, Horace Walpole la definì «scioccantemente folle, più folle che mai, del tutto folle»[3]. L’influenza di The Nightmare sopravvisse a lungo al suo tempo: secondo quanto riferito, una riproduzione del dipinto rimase per anni nello studio di Sigmund Freud, a testimonianza di quanto sembrasse anticipare direttamente le idee successive sulla mente inconscia[3].
Letteratura e leggenda, non mito classico
Mentre molti suoi contemporanei accademici traevano i soggetti dalla storia romana o dalla mitologia classica, Fuseli si rivolse invece a Homer, Shakespeare, Milton, Spenser e al poema epico gaelico inventato Ossian, scegliendo scene di estrema tensione psicologica e fisica anziché episodi nobili e virtuosi[1]. Nel suo adattamento di A Midsummer Night’s Dream di Shakespeare, che mostra Titania in trono sopra Bottom, il tessitore trasformato, un episodio comico divenne una visione onirica affollata di figure seducenti e grottesche, anziché una semplice illustrazione del testo[4]. Questa stessa inclinazione a trattare fonti letterarie e leggendarie come veicolo del fantastico, anziché come strumento di istruzione morale, ricorre più in generale nei soggetti cavallereschi e nordici di Fuseli; un esempio è questa raffigurazione di Percival che libera Belisane dall’incantesimo.
Domande comuni
Qual è il dipinto più famoso di Fuseli?
The Nightmare del 1781, con una donna addormentata, un demone rannicchiato sul suo petto e un cavallo dagli occhi sbarrati che irrompe dalle tende alle sue spalle. L’opera gli diede fama per l’orrore, l’occulto e il macabro[3].
Da dove proviene la storia di Percival, Belisane e Urma?
Qui non viene identificata una specifica origine letteraria. L’opera appartiene alla più ampia categoria del romanzo cavalleresco e delle leggende nordiche, a cui Fuseli attinse ripetutamente nel corso della sua carriera[1].
Fuseli ricevette una formazione formale da pittore?
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Fonti
Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.
- [1] libro Penelope J.E. Davies, Walter B. Denny, Frima Fox Hofrichter, Joseph Jacobs, Ann S. Roberts, David L. Simon, Janson's History of Art_ The Western Tradition (8th Edition) Utilizzata per: questa opera.
- [2] libro Neoclassicism and romanticism : architecture, sculpture, painting, drawings, 1750-1848 Utilizzata per: questa opera.
- [3] libro Laurie Schneider Adams, 19th-Century Art Utilizzata per: questa opera.
- [4] libro Gardner, Helen, 1878-1946, Gardner's art through the ages Utilizzata per: questa opera.
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