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Blue Horse II di Franz Marc

Blue Horse II

Kunstmuseum Bern, Bern

Blue Horse II appartiene alla serie di dipinti di animali che fece di Franz Marc uno dei pittori di riferimento dell’espressionismo tedesco e, insieme a Wassily Kandinsky, uno dei fondatori del gruppo Blaue Reiter a Monaco di Baviera nel 1911. Marc studiò filosofia prima di passare all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera; gli animali divennero il suo soggetto centrale e quasi esclusivo. Li riteneva immuni dalla violenza e dalla mancanza di consapevolezza che vedeva crescere nella civiltà umana. Ne studiò seriamente l’anatomia, sui libri e trascorrendo lunghe ore a disegnare allo zoo di Berlino, prima di deformarne le forme nei colori brillanti e angolosi dei dipinti della maturità[1]. In queste opere il colore non era mai una semplice descrizione. Marc sviluppò una teoria personale in cui il blu rappresentava il principio maschile, spirituale e austero; il giallo quello femminile, gentile e sensuale; il rosso la materia, pesante e brutale, una forza che gli altri due colori dovevano resistere e superare[1]. I cavalli occupavano un posto particolare in questo sistema e nella pittura di Marc. Quando nel 1911 Kandinsky e Marc scelsero un nome per il nuovo almanacco e il gruppo espositivo, optarono per Blue Rider per un motivo semplice, legato ai gusti personali: Kandinsky amava il blu e i cavalieri, Marc il blu e i cavalli. Secondo lo stesso Kandinsky, il nome nacque spontaneamente[2]. Marc non visse abbastanza da vedere consolidarsi la propria reputazione. Si arruolò allo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914 e fu ucciso a Verdun il 4 marzo 1916, a trentacinque anni; due decenni dopo, il governo nazista condannò la sua opera come degenerata e rimosse circa 130 suoi dipinti dalle collezioni pubbliche tedesche[3].

Blue Horse II di Franz Marc, dettaglio
Dettaglio
Blue Horse II di Franz Marc, dettaglio
Dettaglio

Provenienza

Conservato al Kunstmuseum Bern.

Altre versioni

Gli animali come innocenti spettatori del secolo

Marc si dedicò presto ai soggetti animali e non li abbandonò mai del tutto. A partire dal 1905 circa dipinse tori, mucche, cavalli, cervi, lupi, volpi e tigri, quasi sempre con partecipazione e riverenza, anziché come studi neutrali[1]. La sua motivazione era esplicita e non solo stilistica: riteneva che soltanto gli animali fossero rimasti innocenti dalla corruzione e dall’arroganza che vedeva diffondersi nella società umana moderna, e voleva che i suoi dipinti esprimessero questa convinzione invece di limitarsi a riprodurre le sembianze di un animale[1]. Per rendere la distorsione convincente e non arbitraria, prima studiò seriamente l’anatomia, servendosi di libri e osservando ripetutamente gli animali allo zoo di Berlino. Così, nei dipinti finiti, le forme angolari e semplificate poggiavano su conoscenze strutturali reali, senza sostituirle[1].

Un sistema cromatico pensato per i cavalli

La teoria personale del colore di Marc, elaborata intorno al 1910 nella corrispondenza con l’amico August Macke, assegnava a ciascun primario un temperamento: il blu era il principio maschile, spirituale e astringente; il giallo quello femminile, delicato e sensuale; il rosso era la materia stessa, pesante, brutale e sempre contrastata dagli altri due[1]. I cavalli divennero uno dei soggetti principali con cui mise alla prova questo sistema: i loro corpi gli offrivano ampi piani semplificati sui quali un unico colore dominante poteva sostenere l’intera carica emotiva del dipinto. In questo schema, un cavallo blu non era mai un’osservazione sul colore reale dell’animale. Era un’affermazione deliberata sullo spirito e sul controllo, espressa attraverso l’unico colore che Marc considerava il più interiore e il meno legato alla terra.

Perché il gruppo fu chiamato Blue Rider

Il nome scelto da Marc e Kandinsky per il loro almanacco e il gruppo espositivo fondato nel 1911, Der Blaue Reiter, derivò direttamente dal comune legame con il colore blu. Kandinsky ricordò in seguito di aver inventato il nome seduto a un tavolino da caffè nel giardino dei Marc a Sindelsdorf: entrambi amavano il blu, a Marc piacevano i cavalli e a Kandinsky i cavalieri; il nome emerse quasi spontaneamente da questa affinità[2]. La prima mostra del gruppo aprì a Monaco di Baviera nel dicembre 1911 e l’almanacco, con saggi introduttivi di Marc, uscì nel maggio 1912. Blue Horse II incarna proprio l’unione di colore e soggetto animale da cui nacque il nome del movimento, dipinto dall’artista la cui passione per i cavalli ne costituiva metà.

Domande comuni

  • Perché Franz Marc dipingeva gli animali con colori innaturali?

    Marc elaborò una teoria personale dei colori: il blu rappresentava un principio maschile spirituale e controllato, il giallo un principio femminile gentile e sensuale e il rosso la materia pesante e brutale. Un cavallo blu esprimeva temperamento e spirito, non un’osservazione sull’aspetto reale dei cavalli.

  • Da dove deriva il nome Blaue Reiter («Cavaliere blu»)?

    Kandinsky e Marc lo scelsero perché entrambi amavano il colore blu, Marc amava i cavalli e Kandinsky i cavalieri. Secondo il racconto dello stesso Kandinsky, il nome nacque quasi automaticamente da questa preferenza condivisa.

  • Che cosa accadde a Franz Marc?

    Allo scoppio della Prima guerra mondiale, nel 1914, si arruolò; fu ucciso a Verdun il 4 marzo 1916, a trentacinque anni. Decenni dopo, il governo nazista condannò la sua opera come arte degenerata e rimosse circa 130 suoi dipinti dalle collezioni pubbliche tedesche.

  • Dove è conservato Blue Horse II?

    È conservato al Kunstmuseum Bern.

Fonti

Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.

  1. [1] libro Susie Hodge, Artistic Circles Utilizzata per: questa opera.
  2. [2] libro Dorothy Price, German Expressionism: Der Blaue Reiter and Its Legacies Utilizzata per: questa opera.
  3. [3] libro Starr Figura, German Expressionism: The Graphic Impulse Utilizzata per: questa opera.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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