
Sidonia von Bork
Tate, London
Sidonia von Bork è un dipinto ad acquerello e gouache realizzato da Edward Burne-Jones nel 1860, una delle sue prime opere importanti, che trae il soggetto da un romanzo gotico tedesco che aveva da poco conquistato l’immaginazione di tutta la sua cerchia. Il libro, Sidonia the Sorceress, fu scritto da Wilhelm Meinhold e tradotto in inglese da Lady Wilde, madre di Oscar Wilde, con lo pseudonimo Speranza; Dante Gabriel Rossetti lo presentò al gruppo e, a quanto si racconta, definì straordinaria la strega protagonista. Burne-Jones non aveva ricevuto una formazione formale alle Royal Academy Schools e si era istruito soprattutto studiando da vicino le opere della National Gallery di Londra. Per questo dipinto giovanile attinse direttamente alla tavolozza di Jan van Eyck, contrapponendo un’estrema oscurità a campiture bianche, uno schema ripreso in vari momenti della sua carriera successiva. Era molto legato a Rossetti e condivideva molte delle idee della Confraternita preraffaellita, pur non essendone mai stato uno dei fondatori; quest’opera appartiene al periodo in cui stava elaborando una propria interpretazione di quell’eredità. Il dipinto è conservato alla Tate di Londra.


Provenienza
Il dipinto è conservato alla Tate di Londra.
Un romanzo che conquistò la cerchia
Sidonia the Sorceress era un romanzo sulla caccia alle streghe, perversamente erotico, pubblicato per la prima volta in Germania nel 1849 da Wilhelm Meinhold e tradotto in inglese da Lady Wilde con lo pseudonimo di Speranza, in seguito celebre come madre di Oscar Wilde[1]. Secondo un resoconto, Dante Gabriel Rossetti portò il libro all’attenzione della cerchia riunita attorno a Red Lion Square con un successo straordinario; si dice che definisse una stunner la strega protagonista del romanzo, bella e sessualmente insaziabile[1]. In seguito Georgiana Burne-Jones regalò una copia del libro a John Ruskin, accompagnandola con una lettera apprensiva, come se non fosse sicura di come l’avrebbe accolta. William Morris lo considerava uno dei suoi libri sacri e arrivò a pubblicarne una propria edizione con la Kelmscott Press nel 1893[1].
Dipinto due volte nello stesso anno
Burne-Jones dipinse il soggetto di Sidonia due volte nel 1860, attratto dalla combinazione di bellezza esteriore e crudeltà interiore del personaggio: il tipo di donna astuta e avvenente in superficie che ricorre nella produzione artistica e letteraria del suo immediato circolo in quel periodo[1]. La trama macabra e dilatata del romanzo, incentrata sulle manipolazioni di Sidonia e sull’uso della bellezza come arma, offrì a Burne-Jones un soggetto adatto al registro più cupo e psicologicamente intenso che il gruppo esplorava all’inizio degli anni 1860, distinto dal medievalismo più luminoso di alcune opere precedenti della Confraternita.
Autodidatta alla National Gallery
Burne-Jones non frequentò mai la Royal Academy Schools; per la propria formazione da giovane pittore ancora in cerca di una strada, si affidò soprattutto all’accesso gratuito alla National Gallery di Londra[2]. Per «Sidonia», la sua prima opera importante, riprese direttamente la tavolozza di Jan van Eyck: un’oscurità estrema interrotta da zone bianche. Tornò a questa soluzione in altre opere, tra cui il successivo ritratto della giovane Katie Lewis, nel quale inserì ancora motivi tratti dallo studio approfondito della pittura fiamminga[2]. Van Eyck rimase un riferimento per Burne-Jones per tutta la vita; decenni dopo l’artista evocò di nuovo il maestro fiammingo per attaccare gli impressionisti, prendendo di mira in particolare «Olympia» di Manet e lodando Whistler come un artista più vicino a un moderno van Eyck[2].
Domande comuni
Da quale libro è tratto Sidonia von Bork?
Sidonia the Sorceress, romanzo gotico tedesco del 1849 scritto da Wilhelm Meinhold e tradotto in inglese da Lady Wilde, madre di Oscar Wilde, che scriveva con lo pseudonimo Speranza. Rossetti presentò il libro alla cerchia di Burne-Jones[1].
Burne-Jones ricevette una formazione artistica formale?
No. Non frequentò mai la Royal Academy Schools e si formò invece soprattutto studiando da vicino i dipinti della National Gallery di Londra[2].
Lo stile pittorico di chi influenzò Sidonia von Bork?
Jan van Eyck. Per quest’opera giovanile Burne-Jones adottò la tavolozza di van Eyck, basata su un’estrema oscurità accostata al bianco, uno schema a cui tornò più avanti nella sua carriera[2].
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Fonti
Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.
- [1] libro Fiona MacCarthy, William Morris Utilizzata per: questa opera.
- [2] libro Carola Hicks, Girl in a Green Gown Utilizzata per: questa opera.
- [3] libro Robert de la Sizeranne, The Pre-Raphaelites Utilizzata per: questa opera.
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