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The Beheading of Saint John the Baptist di Caravaggio

The Beheading of Saint John the Baptist

St. John's Co-Cathedral

The Beheading of Saint John the Baptist mostra il carnefice che ha già colpito il Battista con la spada e ora estrae un coltello per staccargli del tutto la testa; una donna anziana si stringe il volto per l’orrore, mentre un carceriere indica il vassoio che la accoglierà[1]. Caravaggio dipinse l’opera intorno al 1608 per l’oratorio della cattedrale di St John a La Valletta, su commissione dei Cavalieri Ospitalieri di St John, l’ordine militare e religioso che governava Malta e aveva eletto John the Baptist a proprio santo patrono[1]. Con i suoi 361 per 520 centimetri, è il dipinto più grande che Caravaggio abbia mai completato e l’unico che abbia firmato: scrisse il proprio nome con il sangue che sgorga dalla gola del santo, Fra Michelangelo, usando il titolo Fra per ricordare il cavalierato che l’Ordine gli aveva appena conferito[2]. La scena si svolge in un cortile spoglio di una prigione, dove due detenuti osservano impotenti attraverso una finestra sbarrata; lo spazio vuoto occupa circa tre quarti della tela e, con questa scala, lascia il piccolo gruppo di figure sopraffatto dall’oscurità circostante[1].

The Beheading of Saint John the Baptist di Caravaggio, dettaglio
Dettaglio
The Beheading of Saint John the Baptist di Caravaggio, dettaglio
Dettaglio

Provenienza

Conservato nella sua collocazione originaria, la St John's Co-Cathedral a Valletta, Malta; commissionato intorno al 1608 dai Knights Hospitaller of St John.

Come Caravaggio arrivò a Malta

Caravaggio arrivò a Malta da fuggiasco. Nel 1606, dopo una lite che secondo la maggior parte dei resoconti degenerò da una disputa durante una partita di tennis, ferì alla coscia il giovane Ranuccio Tomassoni con la spada. Tomassoni morì per la ferita; Caravaggio fu condannato a morte per omicidio e costretto a fuggire da Roma[5]. Alcuni documenti scoperti in seguito suggeriscono che potrebbe essere stato Tomassoni a sfidare per primo Caravaggio, e non viceversa, ma per il pittore l’esito fu lo stesso: l’esilio e la ricerca di un potente protettore che potesse aiutarlo a ottenere la grazia del Papa[5]. Malta e il Order of the Knights of St John offrivano proprio quel tipo di protezione: uno stato gerarchico e semindipendente, dotato di un proprio ordinamento giuridico e disposto a ospitare un pittore famoso in cambio di importanti commissioni.

Un cavalierato pagato con dipinti

Caravaggio trascorse circa un anno a Malta e fu accolto nell’Ordine dei Cavalieri di Malta, un onore che normalmente richiedeva un sostanzioso pagamento in denaro, che secondo quanto si ritiene Caravaggio versò invece con dei dipinti[3]. Per alcuni mesi visse da nobile all’interno della rigida gerarchia dell’Ordine, riacquistando proprio lo status elevato che il suo crimine a Roma gli aveva tolto. Ma quello status crollò rapidamente: litigò con un altro cavaliere, un reato grave nel rigido codice sociale di Malta, e fu imprigionato[3]. I registri dell’Ordine descrivono la sua espulsione definitiva in termini schietti, come l’amputazione di un arto putrido e malato; un tribunale formale lo privò poi del cavalierato durante una seduta tenuta davanti al dipinto stesso che aveva contribuito a procurarglielo[1].

Una firma scritta col sangue

La decisione di Caravaggio di firmare soltanto questo dipinto, scrivendo il proprio nome nel sangue che sgorga dal collo reciso del Baptist, ha suscitato più interpretazioni di quasi ogni altro dettaglio delle sue opere. In origine la firma recitava Fra Michelangelo; Fra affermava il suo nuovo status di cavaliere dell’Ordine, anche se in seguito la scritta si è consumata e oggi si legge soltanto una parte, F Michel A[1]. Alcune interpretazioni considerano la firma tracciata col sangue un’espressione di colpa per l’omicidio che lo aveva portato a Malta, oppure un sintomo di una personalità violenta e instabile; altre vi leggono soprattutto una dichiarazione di status e reputazione raggiunti, dato che i dipinti maltesi furono accolti molto bene all’epoca[2]. Le due letture non si escludono: una firma che afferma un rango conquistato a fatica e porta con sé un’ombra di colpa può risiedere nelle stesse pennellate.

Domande comuni

  • Perché Caravaggio firmò questo dipinto con il sangue?

    È l’unico dipinto che abbia mai firmato. Scrisse il proprio nome, Fra Michelangelo, nel sangue che scorre dal collo reciso del Battista; usò Fra per indicare il titolo cavalleresco appena conferitogli dall’Ordine di Malta. Gli storici leggono la scelta sia come affermazione del nuovo status, sia come possibile espressione di colpa per l’omicidio che lo aveva costretto a lasciare Roma.

  • Perché Caravaggio si trovava a Malta?

    Fuggì a Malta dopo aver ucciso Ranuccio Tomassoni a Roma nel 1606 ed essere stato condannato a morte per il crimine. I Cavalieri di Malta gli offrirono protezione e commissioni e, in cambio, gli concessero un titolo di cavaliere, pagato con dipinti anziché denaro.

  • Che cosa accadde a Caravaggio dopo aver terminato questo dipinto?

    Nel giro di pochi mesi fu incarcerato per aver combattuto con un altro cavaliere, evase scalando le mura della prigione maltese e fuggì in Sicilia. Poco dopo, l’Ordine lo privò formalmente del titolo di cavaliere: il tribunale si riunì proprio davanti a questo dipinto.

  • Questo dipinto si trova ancora nella sua collocazione originaria?

    Sì. Si trova tuttora nell’oratorio della St John’s Co-Cathedral a Valletta, la stessa chiesa per cui i Knights of Malta lo commissionarono intorno al 1608.

Fonti

Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.

  1. [1] libro Lilian H. Zirpolo, Historical Dictionary of Baroque Art and Architecture Utilizzata per: questa opera.
  2. [2] libro Félix Witting, Michelangelo da Caravaggio Utilizzata per: questa opera.
  3. [3] libro Jonathan Harr, The Lost Painting Utilizzata per: questa opera.
  4. [4] libro Andrew Graham-Dixon, Caravaggio: A Life Sacred and Profane, 2010 Utilizzata per: questa opera.
  5. [5] libro Félix Witting, Caravaggio Utilizzata per: questa opera.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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