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The Thinker (Le Penseur) di Auguste Rodin

The Thinker (Le Penseur)

National Gallery of Art, Washington D.C.

Il Pensatore raffigura un uomo dalla muscolatura possente, seduto con il mento appoggiato a una mano; tutto il suo corpo, non solo il volto, è assorbito dallo sforzo del pensiero[1]. Rodin chiamò inizialmente la figura Il Poeta e la concepì come una piccola scultura da collocare sopra il telaio di una monumentale porta bronzea, La porta dell’Inferno, commissionata per un progettato Museo delle Arti Decorative a Parigi. Rodin vi lavorò per decenni, ma non la portò mai a termine[1]. Il soggetto della porta era tratto dall’Inferno di Dante e Il Poeta doveva rappresentare originariamente Dante stesso, intento a meditare sul suo poema sopra il portale[1]. In seguito Rodin separò la figura dalla porta, la ingrandì fino a farne una statua autonoma a grandezza naturale e le diede il titolo più universale con cui è oggi nota[1]. La modellò nel 1880 e dal 1902 in poi la fece fondere in bronzo. Poiché lavorava l’argilla e la cera, invece di scolpire direttamente, esistono diverse fusioni originali, ricavate dallo stesso modello ma di dimensioni differenti e oggi conservate in musei di tutto il mondo[3].

The Thinker (Le Penseur) di Auguste Rodin, dettaglio
Dettaglio
The Thinker (Le Penseur) di Auguste Rodin, dettaglio
Dettaglio

Provenienza

Questa fusione è attribuita alla collezione di sculture della National Gallery of Art. Rodin modellò la figura nel 1880 e dal 1902 furono realizzate fusioni in bronzo; poiché esistono più fusioni monumentali, altri originali sono conservati in istituzioni tra cui il Musée Rodin a Parigi, il Metropolitan Museum of Art a New York e il Cleveland Museum of Art.

Da figura sulla soglia a statua autonoma

The Thinker cominciò come uno dei piccoli elementi della porta bronzea The Gates of Hell, commissionata a Rodin per un museo di arti decorative a Parigi che alla fine non fu mai costruito; la porta rimase incompiuta alla sua morte[1]. Collocata sopra il telaio come The Poet, la figura seduta doveva rappresentare Dante intento a contemplare le anime dannate scolpite nella porta sottostante: così l’autore del poema veniva posto all’interno della propria creazione. In seguito Rodin estrasse del tutto la figura da quel contesto, la ingrandì fino a farne una statua bronzea autonoma a grandezza naturale e la ribattezzò The Thinker. Il cambiamento eliminò il riferimento letterario specifico e lasciò una figura aperta a interpretazioni più ampie[4]. In seguito gli studiosi hanno proposto che la statua rappresenti in parte Adam, in parte Prometheus e in parte un’immagine più generale dell’uomo sospeso tra intelletto e appetito animale. Rodin stesso evitò deliberatamente di fissarle un’identità, lasciando che la figura non corrispondesse a un ruolo unico e predefinito[3].

Come lo realizzò Rodin

Rodin non scolpiva il marmo come Michelangelo: lavorava come modellatore, costruendo forme in argilla o cera prima della fusione in bronzo[3]. Questo processo permetteva a un unico originale scolpito di generare diverse fusioni in bronzo indipendenti, ciascuna colata in stampi ricavati dallo stesso modello di base; perciò nessun singolo oggetto fisico è l’unico The Thinker, come accade per un dipinto[2]. Durante la sua vita Rodin autorizzò meno di dieci fusioni monumentali di grande formato, permettendo invece di produrre un numero molto maggiore di versioni più piccole. Per questo oggi esistono più originali a grandezza naturale di The Thinker in musei diversi, anziché una statua canonica che viaggia da un museo all’altro[4]. Le superfici volutamente ruvide e dall’aspetto incompiuto, la muscolatura pulsante ed esagerata e le tracce visibili della modellazione erano scelte ponderate: mantenevano la scultura legata alla sensazione della materia che prende vita sotto le mani dell’artista, anziché levigarla fino a darle una finitura idealizzata e meccanica[3].

Una statua aggredita e lasciata com’era

La fama del Pensatore ha trasformato le singole fusioni in bersagli a sé stanti. Il 24 marzo 1970 la fusione monumentale conservata al Cleveland Museum of Art fu colpita da una bomba: l’esplosione, equivalente a tre candelotti di dinamite, distrusse la parte inferiore delle gambe della statua e il basamento; gli autori dell’attacco non furono mai identificati[4]. Invece di restaurare completamente la figura, il museo scelse di lasciare visibili i danni, trasformando l’opera stessa in una testimonianza dell’attacco oltre che del suo soggetto originario. La decisione riflette quanto Il Pensatore fosse già passato da figura letteraria specifica a simbolo generale della contemplazione verso la metà del ventesimo secolo: tanto noto da comparire nella posa iniziale di una sitcom televisiva americana e abbastanza resistente da rimanere riconoscibile anche danneggiato[4].

Domande comuni

  • Qual era il titolo originale de Il Pensatore?

    Rodin chiamò inizialmente la figura The Poet. Doveva raffigurare Dante mentre contempla la propria poesia, l’Inferno, da una posizione sopra la porta di un grande portale bronzeo intitolato The Gates of Hell. In seguito la ingrandì e ribattezzò, separandola dal progetto.

  • Perché esistono più originali di The Thinker?

    Rodin modellava in argilla o cera anziché scolpire direttamente, così uno stesso modello poteva essere fuso più volte in bronzo. Autorizzò meno di dieci fusioni di grande formato in vita, oltre a molte più piccole: per questo oggi esemplari a grandezza naturale si trovano in vari musei.

  • Che cosa dovrebbe rappresentare The Thinker?

    Quando lo separò dal contesto originale della Divina Commedia di Dante, Rodin evitò deliberatamente di assegnare alla figura un’identità precisa. Le interpretazioni l’hanno associata ad Adam, a Prometheus e, più in generale, a chiunque sia immerso nello sforzo fisico e mentale del pensiero, lettura sostenuta dalla muscolatura esagerata e tesa della statua.

Fonti

Il testo si basa sui riferimenti seguenti, verificati confrontandoli con la documentazione del museo e dell'immagine di pubblico dominio di quest'opera.

  1. [1] libro Susie Hodge, Art: Everything You Need to Know About the Greatest Artists and Their Work Utilizzata per: questa opera.
  2. [2] libro Hodge, Susie;, Artists at Home Utilizzata per: questa opera.
  3. [3] libro Horst Woldemar Janson; Anthony F. Janson, A Basic History of Art Utilizzata per: questa opera.
  4. [4] libro Jesse Bryant Wilder, Art History For Dummies Utilizzata per: questa opera.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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