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Comincia dal dipinto intero. Sopra le figure incombe un’ampia zona scura. Sotto, la donna a destra indossa abiti dorati, mentre quella a sinistra si sporge in avanti vestita di rosso e blu. Le loro braccia convergono sopra l’uomo disteso sul letto. La spada si alza accanto alla sua testa e archi rossi attraversano lo spazio sovrastante.
Questa pagina riguarda il dipinto di Artemisia Gentileschi agli Uffizi, datato dal museo intorno al 1620 e registrato come olio su tela. [1] Il dipinto napoletano dello stesso soggetto appartiene al Museo e Real Bosco di Capodimonte, a Napoli. [2] Nel rapporto sui prestiti del 2020, la National Gallery li elenca come opere distinte. [2] È importante tener separate le due versioni quando si confrontano una fotografia, una data o una didascalia museale.

Segui le mani
Osserva prima la mano che stringe la spada, poi quella che tiene i capelli dell’uomo. Segui ciascun braccio fino alla donna vestita d’oro. Ora segui il braccio dell’altra donna, teso verso il basso, in direzione della spada e del braccio alzato dell’uomo. L’azione dipende dal rapporto tra questi corpi; un’inquadratura ravvicinata del solo sangue lascia fuori campo gran parte di questa disposizione.
Charlotte Mullins distingue la prima e la seconda versione di Gentileschi. Il suo racconto della domestica che immobilizza Holofernes riguarda la prima versione. Per il dipinto di Firenze, descrive il corpo contorto di Judith e la spada allungata come elementi che le conferiscono maggiore forza. [3] Dopo aver letto questa interpretazione, torna all’immagine intera. Osserva come la direzione della spada differisca dall’inclinazione del busto di Judith e quanto l’altra donna partecipi da vicino all’azione.
A destra, un bracciale cattura la luce sull’avambraccio. L’abito dorato forma pieghe attorno alla spalla e alla vita di Judith. Il lino bianco sotto l’uomo fa risaltare i segni rossi sul fondo chiaro. Questi dettagli restano parte della disposizione fisica della scena anche quando la violenza attira per prima lo sguardo.
Quale storia viene dipinta?
La scheda degli Uffizi identifica Judith come la donna di Bethulia che uccide il comandante nemico Holofernes dopo averlo fatto ubriacare. Il museo colloca il dipinto nel momento dell’uccisione. [1] La storia fornisce nomi e circostanze. L’immagine offre un altro tipo di informazione: il modo in cui Gentileschi dispone le figure in quel momento.
Katy Hessel sostiene che i dipinti di Gentileschi meritano attenzione anche al di là del loro legame con la sua vita. [5] La forza di questa scena risiede anche nelle azioni coordinate delle donne: una tiene fermo Holofernes mentre l’altra maneggia la spada.
Firenze e Napoli sono opere diverse
Il rapporto sui prestiti della National Gallery riporta X10474 come riferimento d’ingresso per Firenze e X10473 per Napoli. Indica il numero d’inventario di Napoli come inv. Q378. Le immagini mostrano Judith vestita d’oro nell’opera di Firenze e di blu in quella di Napoli. [2] Sono un utile punto di partenza per il confronto, ma il colore da solo non deve sostituire il catalogo della collezione.
Bredekamp confronta anche le due versioni e descrive i fiotti di sangue nel dipinto di Napoli come meno eccessivi di quelli nella versione di Firenze. [4]
Le fonti non concordano su tutti i dettagli relativi a Firenze. La pagina attuale degli Uffizi indica circa 1620, mentre il rapporto sul prestito del 2020 riporta circa 1613-14. Gli Uffizi indicano le dimensioni 146.5 per 108 cm; la scheda del prestito riporta 199 per 162.5 cm. Gli Uffizi assegnano il numero d’inventario 1890 n. 1567, mentre il rapporto indica come numero d’ingresso fiorentino 1897 n.1567. [1] [2]
Un dipinto che doveva essere pagato
Horst Bredekamp racconta dell’aiuto di Galileo per ottenere il pagamento del dipinto di Judith dopo la morte di Cosimo II de’ Medici. Il suo resoconto cita Gentileschi mentre ricorda quell’intervento e discute la richiesta di aiuto da lei presentata nell’ottobre 1635 per il pagamento di altri due dipinti. [4]
Anche gli Uffizi descrivono un ritardo nel pagamento concordato. [1] Queste testimonianze collocano il dipinto all’interno di un rapporto professionale, oltre che in una storia su Judith. Accanto al significato dell’immagine, invitano a chiedersi come l’artista ottenne il pagamento per il suo lavoro.
Mullins inserisce Gentileschi nel dibattito sull’accesso delle donne alle accademie d’arte, che erano state istituzioni riservate agli uomini. [3] Leggi quel resoconto insieme alla storia dei pagamenti. Riconoscimento e compenso sono aspetti diversi di una carriera; l’uno, da solo, non dimostra l’altro.
Gli archi di sangue collegano arte e scienza?
Bredekamp accosta i flussi di sangue diretti verso l’alto al lavoro di Galileo sulle traiettorie curve dei proiettili. Considera un possibile collegamento attraverso un’incisione di Cornelis Galle da un progetto di Rubens, lasciando aperte altre ipotesi. [4]
Osserva di nuovo gli archi prima di accettare questa interpretazione. Segui il punto in cui iniziano e fin dove si estendono sulla spalla, sulla schiena e nell’oscurità circostante. Poi confronta quella piccola zona con il dipinto intero. Il collegamento proposto è un modo di leggere il dettaglio, ma non sostituisce il resto della scena.
Domande comuni
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Di quale versione si tratta?
Il dipinto fiorentino agli Uffizi. Il rapporto sui prestiti del 2020 della National Gallery lo distingue dall’opera napoletana di Capodimonte. [2]
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Che cosa mette in risalto Mullins nella versione di Firenze?
Mullins descrive il corpo contorto di Judith e la spada allungata come elementi che le conferiscono maggiore forza. La descrizione della serva che trattiene Holofernes riguarda la prima versione. [3] Confronta la direzione del torso di Judith con quella della spada nell’immagine di Firenze.






