







Swiss School
Hannes Meyer, figura centrale della Swiss School e del gruppo ABC, abbandonò una volta l’interesse per l’estetica tradizionale per concentrarsi interamente su scritti matematici e teorie biologiche. La svolta avvenne intorno al 1924, quando diresse il padiglione svizzero all’International Cooperatives Exhibition di Gand. In quel periodo la sua opera si allontanò dalla rappresentazione letterale e privilegiò l’organizzazione astratta di pacchi e materiali, rispecchiando i processi meccanizzati della produzione moderna.
Biografia
Meyer applicava ai suoi progetti una rigida formula che moltiplicava la funzione per l’economia, in particolare nel progetto presentato al concorso per la Petersschule di Basilea. Considerava gli spazi architettonici unità o cellule costruttive e calcolava le dimensioni delle finestre e l’orientamento degli edifici con precise formule scientifiche. Il suo approccio privilegiava trasparenza, stratificazione e geometria, con l’obiettivo di creare ambienti che migliorassero il benessere umano eliminando gli ornamenti in favore della pura costruzione.
I collezionisti contemporanei apprezzano le opere della Swiss School per la loro chiarezza intransigente e il legame storico con le origini del funzionalismo. Le stampe con questi disegni offrono uno sguardo a un periodo in cui gli architetti cercarono di rimodellare il mondo attraverso logica e precisione. Sono adatte a interni che valorizzano linee pulite, onestà strutturale e l’incontro storico tra scienza e forma visiva.
Opere principali
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Domande frequenti
Per cosa è nota la Swiss School?
La Swiss School è nota per hannes Meyer e la Swiss School applicava all’architettura precisione matematica e rigore funzionalista, creando progetti che privilegiavano la costruzione pura rispetto alla forma decorativa.

