





Else Alfelt
- CoBrA
Else Alfelt si avvicinò alla pittura senza istruzione né incoraggiamento. Nata a Copenaghen nel 1910[1], fu mandata in orfanotrofio dopo il divorzio dei genitori e cominciò a dipingere intorno ai dodici anni. Quando si candidò alla Copenhagen Art Academy fu respinta, non per mancanza di talento ma, a quanto pare, perché possedeva già le competenze tecniche che vi insegnavano. Fu un rifiuto insolito, che preannunciò una carriera svolta in gran parte al di fuori dei canali ufficiali.

Biografia
Negli anni 1930[1] entrò nel gruppo Linien, che introdusse il Surrealismo in Danimarca, e durante l'occupazione tedesca fece parte di Helhesten, un circolo che usava l'attività culturale come forma di resistenza. A metà degli anni 1930 sposò il pittore Carl-Henning Pedersen; quando erano al verde, ridipingevano tele usate per poter continuare a lavorare. Nel 1948 divenne una delle sole due donne tra i membri fondatori di CoBrA, movimento internazionale informale che riunì artisti di Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam nel rifiuto condiviso dell'astrazione geometrica a favore di immagini spontanee e mitiche.
I dipinti di Alfelt si sviluppavano tra spirali, montagne e sfere fluttuanti, fino a giungere a ciò che lei definì «spazio interiore»: forme astratte dalla qualità meditativa, quasi cosmologica. Un viaggio in Giappone nel 1967[1] approfondì questa dimensione. Il viaggio diede origine a una serie di cento dipinti intitolata Flower of the Universe, in cui si avvertono influenze del buddhismo zen nel trattamento essenziale e contemplativo.
Nel 1961[1] le fu assegnata la Tagea Brandt Rejselegat. Morì a Copenaghen nel 1974[1]. In seguito, nello Jutland, fu fondato un museo dedicato a lei e a Pedersen, e una strada nel quartiere Ørestad di Copenaghen porta il suo nome.
Cronologia
- 1910Nacque a Copenaghen. Dopo il divorzio dei genitori fu collocata in un orfanotrofio.
- 1922Cominciò a dipingere intorno ai dodici anni.
- 1930A 20 anni entrò a far parte di Linien, un gruppo che introdusse il surrealismo in Danimarca.
- 1935A metà degli anni 1930 sposò il pittore Carl-Henning Pedersen; a volte ridipingevano tele già usate a causa della povertà.
- 1948A 38 anni divenne uno dei membri fondatori di CoBrA, un movimento internazionale di artisti di Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam.
- 1961Ricevette il Tagea Brandt Rejselegat a 51 anni.
- 1967A 57 anni viaggiò in Giappone; il viaggio influenzò la sua opera.
- 1967Dopo il suo viaggio in Giappone, realizzò una serie di cento dipinti intitolata «Flower of the Universe», influenzata dal buddhismo zen.
- 1974Morì a Copenaghen a 64 anni.
Opere principali
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Domande frequenti
Per cosa è nota Else Alfelt?
Else Alfelt è nota per dipinti che, passando attraverso spirali, montagne e sfere fluttuanti, approdano a forme astratte dal carattere meditativo. Il suo viaggio in Giappone nel 1967[1] influenzò una serie di dipinti intitolata Flower of the Universe, in cui si riflettono suggestioni del buddhismo zen.Qual è l’opera più famosa di Else Alfelt?
È difficile indicare con certezza una sola opera «più famosa» di Else Alfelt. Alfelt (1910[1]-1974[1]) era un’artista danese nota per i suoi dipinti astratti, in particolare per quelli incentrati sulle forme geometriche e sui rapporti cromatici. Nessuna opera singola ha raggiunto la notorietà presso il grande pubblico ottenuta dai lavori di alcuni altri artisti, ma diverse sue opere sono considerate importanti nel contesto della sua produzione e della sua ricezione. Le composizioni astratte degli anni 1950[1] e 1960, caratterizzate da forme semplici e colori intensi, sono spesso citate come esempi del suo stile maturo. Fu membro del gruppo COBRA[1], e il legame con questo movimento contribuì a richiamare l’attenzione sulla sua opera. Per identificare un’unica opera «più famosa» servirebbe una misura quantitativa del riconoscimento, che non è facilmente disponibile. Tuttavia, il nucleo del suo contributo artistico è rappresentato dai dipinti astratti, soprattutto quelli del periodo COBRA.Che cosa dovrei sapere sulle stampe di Else Alfelt?
Else Alfelt era un'artista danese che esplorò vari mezzi espressivi; le stampe erano una parte della sua pratica più ampia. L'incisione, come la pittura o la scultura, offre agli artisti un mezzo per esprimere le proprie idee. Alcuni si concentrano su un solo mezzo, altri lavorano con molti. Le stampe invitano spesso a una visione ravvicinata e individuale, favorendo un rapporto personale con i concetti dell'artista. È l'artista a stabilire la tiratura di una stampa. Ogni esemplare di una tiratura è considerato un originale, ricavato da una lastra, una pietra, uno schermo o un blocco creato appositamente. L'artista inchiostra e stampa ogni esemplare singolarmente. La numerazione è diventata un metodo comune per indicare il numero di stampe di una tiratura: a ciascuna viene assegnato un numero specifico (per esempio, 12/25 significa che è la 12ª stampa di una tiratura di 25). In genere l'artista firma ogni stampa a matita. In definitiva, la scelta di realizzare stampe e il modo in cui vengono prodotte dipendono dalle intenzioni e dagli obiettivi artistici individuali dell'artista.A quale stile o movimento apparteneva Else Alfelt?
Else Alfelt è associata al movimento CoBrA, attivo dal 1948[1] al 1951. Il nome CoBrA deriva dalle iniziali delle città d’origine dei fondatori: Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam. Il gruppo comprendeva artisti come Karel Appel, Asger Jorn e Corneille. Christian Dotremont ne fu il segretario. Gli artisti di CoBrA volevano promuovere la spontaneità nell’arte e contestare il predominio artistico di Parigi. Traevano ispirazione dall’automatismo surrealista e lasciavano che gli impulsi inconsci guidassero il loro lavoro. Ammiravano anche l’arte dei bambini e adottarono uno stile libero ed espressivo. Le opere di CoBrA ricorrono spesso a immagini di animali, legate all’idea di una creazione istintiva. Le motivazioni politiche del gruppo e il suo approccio spontaneo sono stati messi a confronto con l’espressionismo astratto. Gli artisti di CoBrA usavano spesso colori vivaci e collaboravano a murales e stampe.Quali tecniche o materiali usava Else Alfelt?
Else Alfelt lavorò con diversi mezzi nel corso della carriera. Sebbene nota soprattutto come pittrice, produsse anche mosaici e acquerelli. Nei dipinti, Alfelt esplorava forme geometriche e rapporti cromatici. Utilizzava spesso una tavolozza limitata, servendosi del colore per creare un senso di profondità e spazio. Prediligeva forme semplificate, come triangoli e cerchi, disposte in composizioni astratte. Il lavoro a mosaico estendeva il suo interesse per colore e forma a un mezzo diverso. Le qualità intrinseche del mosaico, con i suoi piccoli pezzi singoli, le consentivano di costruire motivi e trame complessi. Utilizzava anche tecniche ad acquerello per creare delicate velature di colore ed effetti atmosferici in alcune opere. Il suo approccio all’arte era caratterizzato da una costante esplorazione di materiali e metodi diversi.Per che cosa era nota Else Alfelt?
Else Alfelt (1910[1]-1974[1]) fu un’artista danese nota per i dipinti astratti e per la partecipazione al movimento CoBrA. Fondato nel 1948[1] da artisti di Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam, CoBrA voleva promuovere la spontaneità nell’arte e contestare il predominio di Parigi. Alfelt si unì al gruppo in seguito. Nelle sue opere ricorrono forme geometriche e colori simbolici. Sviluppò uno stile astratto personale, esplorando temi di luce, spazio e spiritualità. Pur condividendo gli ideali di libertà artistica di CoBrA, mantenne una voce distinta. Gli artisti del gruppo valorizzavano la pittura spontanea, talvolta paragonata all’espressionismo astratto. Il nome del gruppo unisce le iniziali di Copenhagen, Brussels e Amsterdam. Fu fondato da Karel Appel, Jorn, Constant, Corneille e Christian Dotremont.Quando visse e lavorò Else Alfelt?
Else Alfelt nació en 1910[1] en Copenhague. Murió en 1974[1]. Alfelt fue una artista danesa conocida por sus pinturas abstractas y su participación en el movimiento COBRA[1]. En 1942[1] conoció a Carl-Henning Pedersen, también artista; se casaron en 1936. Alfelt estudió en la Royal Danish[1] Academy of Fine Arts de Copenhague (1929-1935[1]). Sus primeras obras recibieron la influencia del expresionismo; sin embargo, pronto desarrolló un estilo abstracto propio, caracterizado por formas geométricas y colores simbólicos. Su obra exploraba a menudo temas de espiritualidad, naturaleza y condición humana. Expuso ampliamente a lo largo de su carrera, tanto en Dinamarca como a escala internacional, y obtuvo reconocimiento por su contribución singular al arte abstracto. Se la recuerda como una figura importante del modernismo danés.Dove posso vedere le opere di Else Alfelt?
Le opere di Else Alfelt si possono ammirare in diverse collezioni museali, tra cui l’Aarhus Kunstmuseum in Danimarca e il Louisiana Museum of Modern Art a Humlebæk, anch’esso in Danimarca. Le sue opere sono conservate anche al Moderna Museet di Stoccolma. Fuori dalla Scandinavia, l’arte di Alfelt è stata acquisita dal Guggenheim Museum di New York e dal Metropolitan Museum of Art, anch’esso a New York. Anche il Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou, di Parigi conserva alcuni suoi lavori. Negli Stati Uniti si trovano opere al The Art Institute of Chicago e al Busch-Reisinger Museum dell’Università di Harvard, a Cambridge, nel Massachusetts. Altri musei europei che possiedono opere di Alfelt sono il Kunstmuseum Bern e il Kunstmuseum Luzern, entrambi in Svizzera. Questi musei offrono l’opportunità di conoscere il contributo artistico di Alfelt.Chi è stato influenzato da Else Alfelt?
È difficile identificare persone specifiche influenzate direttamente da Else Alfelt. Alcuni osservatori hanno notato somiglianze tra l’opera di Rosalie Gascoigne e quella di diversi minimalisti americani, come Carl Andre, Eva Hesse, Jasper Johns e Agnes Martin. Gascoigne stessa riconobbe l’influenza di Ellsworth Kelly, Morris Louis e Cy Twombly. In Germania, intorno al 1900, Paula Modersohn-Becker assimilò gli insegnamenti di Van Gogh e Gauguin durante un soggiorno a Parigi. I suoi dipinti si allontanarono dal naturalismo tecnico, pur mantenendo soggetti naturalistici. Gli artisti tedeschi di quel periodo faticavano a conciliare idealismo e naturalismo. Alcuni critici rilevarono uno «stile internazionale» superficiale che sfumava le differenze nazionali, mentre altri percepivano distinzioni importanti tra l’arte francese e quella tedesca.Chi ha influenzato Else Alfelt?
Le fonti non affrontano direttamente le influenze di Else Alfelt, ma offrono un contesto sul milieu artistico in cui visse. Il pittore Paul Klee, che dal 1922[1] insegnò al Bauhaus ad Annelise Else Frieda Fleischmann (in seguito Anni Albers), credeva che le persone dessero il meglio di sé quando erano indipendenti. Klee voleva creare uno stile personale, libero da preconcetti; desiderava essere «appena nato, senza sapere nulla, assolutamente nulla dell’Europa… quasi primitivo». Fleischmann lo considerava un genio eccezionale, soprattutto per la capacità di combinare forme astratte e geometriche con forme naturali e organiche. Klee era amico di Wassily Kandinsky, che potrebbe aver esercitato un’influenza a sua volta. Nel 1967 Jan Groth incontrò Ernest e Sonja Ferlov Mancoba e li considerò suoi maestri. Sonja, scultrice danese associata al gruppo COBRA[1], colpì Groth per la continuità che univa le sue sculture.Chi era Else Alfelt?
Else Alfelt (1910[1]-1974[1]) era un’artista danese attiva nella pittura, nel disegno e nelle arti grafiche. È associata al movimento COBRA[1], acronimo di Copenhagen, Bruxelles e Amsterdam. Fondato nel 1948[1], il gruppo comprendeva artisti come Appel, Constant, Corneille, Christian Dotremont, Jorn e Joseph Noiret. Il principio che li accomunava era la completa libertà espressiva, con particolare attenzione al colore e alla pennellata. Le opere di Alfelt esploravano spesso forme astratte e rapporti cromatici. Durante la Seconda guerra mondiale collaborò alla rivista *Helhesten* (*Il cavallo infernale*), che, nonostante la confusione culturale del tempo, riuscì a uscire fino al 1944. La rivista presentava litografie originali e riproduzioni su un’ampia varietà di temi. Dopo la guerra, gli artisti danesi ripresero i contatti internazionali, dando vita a un ricco ambiente artistico. Il lavoro di Alfelt vi contribuì e la sua influenza si avverte ancora oggi.Qual era lo stile artistico di Else Alfelt?
Lo stile artistico di Alfelt attraversò spirali, montagne e sfere fluttuanti, approdando a ciò che lei definiva «spazio interiore». Queste forme astratte avevano una qualità meditativa, quasi cosmologica, e in seguito furono influenzate dai principi del buddhismo zen.
Fonti
I contenuti su Else Alfelt si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.
- [1] Wikipedia Wikipedia: Else Alfelt Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
- [2] libro guggenheim-annialbers00webe Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
- [3] libro guggenheim-guggenheimintern1960sven Utilizzata per: biografia.
- [4] libro guggenheim-guggenheimintern1964allo Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
- [5] libro guggenheim-northernvisionss03solo Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
- [6] libro Landauer, Susan, The not-so-still life : a century of California painting and sculpture Utilizzata per: biografia.
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