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Elliott Erwitt
1928–2023 · francese[2]

Elliott Erwitt

Elliott Erwitt nacque a Parigi nel 1928[2] da genitori emigrati ebrei russi, trascorse parte dell’infanzia in Italia e arrivò negli Stati Uniti da adolescente, nel 1939[2]. Studiò fotografia a Los Angeles e, in seguito, alla New School di New York; nel 1953 entrò in Magnum Photos, la cooperativa fondata da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa. Nei tre decenni successivi fu presidente di Magnum tre volte.

Conservate in 1 museo[1]Wikipedia8 fonti

Ritratto di Elliott Erwitt

Biografia

La sua reputazione si fonda su un talento per i tempi comici che pochi fotografi hanno eguagliato. Laddove Cartier-Bresson parlava di momento decisivo, Erwitt cercava qualcosa di più vicino al momento comico decisivo: l’accostamento, l’incongruenza, l’istante prima o dopo l’immagine ovvia. La sua serie ancora in corso sui cani e i loro padroni, raccolta in diversi libri tra cui «Son of Bitch» e «Dogs Dogs», ha prodotto immagini davvero divertenti e prive di sentimentalismo, che si interpretano diversamente a seconda che si noti per primo il cane o la persona.

Le opere serie convivono con quelle comiche senza contraddizione. Erwitt era presente all’American National Exhibition di Mosca nel 1959[2] e fotografò il momento in cui Nikita Khrushchev puntò il dito contro Richard Nixon durante il Kitchen Debate, realizzando l’immagine emblematica di quel confronto. Le sue fotografie delle fontanelle separate per razza nel Sud degli Stati Uniti sono tra i documenti più essenziali sui diritti civili dell’epoca.

Fotografò regolarmente per Life, Look e Holiday durante i decenni del dopoguerra e lavorò a lungo nella pubblicità e nei documentari. Diceva che la cosa più importante che fa una macchina fotografica è «farti uscire di casa», osservazione che riflette la sua convinzione che la fotografia riguardasse soprattutto un coinvolgimento costante con il mondo, non l’attrezzatura o la teoria.

Erwitt morì nel novembre 2023[2], a 95 anni, dopo aver scattato fotografie in ogni continente.

Cronologia

  1. 1928Nato a Parigi da genitori emigrati ebrei russi.
  2. 1939Arrivò negli Stati Uniti da adolescente.
  3. 1953Entrò a far parte di Magnum Photos, la cooperativa fondata da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa.
  4. 1959Fotografò Nikita Khrushchev e Richard Nixon durante il Kitchen Debate, alla American National Exhibition di Mosca.
  5. 1974Pubblicò «Son of Bitch», una raccolta di fotografie di cani e dei loro padroni.
  6. 1998Pubblicò «Dogs Dogs», un’altra raccolta di fotografie di cani.
  7. 2023Morì a novembre a 95 anni, dopo aver fotografato in tutti i continenti.

Prossima tappa

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Domande frequenti

  • Per cosa è noto Elliott Erwitt?
    Elliott Erwitt es conocido por su talento para el ritmo cómico en la fotografía. También destacan sus series sobre perros y sus dueños y la imagen definitoria del Debate de la Cocina entre Nixon y Khrushchev.
  • Qual è l’opera più famosa di Elliott Erwitt?
    Elliott Erwitt fu un fotografo prolifico, noto per le immagini spontanee e spesso umoristiche in bianco e nero. Non ebbe un'unica fotografia universalmente riconosciuta, ma diverse sue opere sono diventate iconiche. Tra queste vi è la fotografia del 1950[2] di una coppia che si bacia, riflessa nello specchietto di un'auto, e l'immagine del 1957 di un cane con un maglione di lana che guarda il padrone. Queste e altre fotografie colgono momenti quotidiani con arguzia e fascino e sono diventate esempi celebri del suo stile. La capacità di Erwitt di trovare umorismo e umanità nelle situazioni ordinarie è un tratto distintivo della sua fotografia. Lavorò per Magnum Photos dal 1953 e ne fu presidente.
  • Che cosa dovrei sapere sulle stampe di Elliott Erwitt?
    Elliott Erwitt (1928[2]-2024) è stato un fotografo statunitense nato in Francia, noto per le fotografie in bianco e nero, spesso incentrate su situazioni ironiche e assurde della vita quotidiana. Dal 1953[2] lavorò per Magnum Photos, di cui divenne infine presidente. Le sue stampe spaziano tra fotografia documentaria, fotogiornalismo, pubblicità e lavori personali. È apprezzato per la capacità di trovare umorismo e umanità nei momenti ordinari. Nelle sue immagini compaiono spesso cani, bambini e scene di vita urbana. Molte delle sue fotografie più famose sono stampe alla gelatina d’argento, un procedimento tradizionale che conferisce alle opere una gamma tonale distintiva e un’estetica classica. Le sue opere sono state esposte in musei e gallerie di tutto il mondo e le stampe sono molto ricercate dai collezionisti. Prima di acquistare una stampa di Erwitt, è importante verificarne la provenienza e l’autenticità.
  • A quale stile o movimento apparteneva Elliott Erwitt?
    Elliott Erwitt è spesso associato alla fotografia umanista, uno stile che ottenne riconoscimento internazionale dopo la Seconda guerra mondiale. Questo approccio si concentra sulla vita quotidiana, sulle emozioni umane e sulle interazioni sociali. I fotografi umanisti miravano a documentare la condizione umana con empatia e comprensione. Cercavano bellezza e significato nei momenti ordinari, concentrandosi spesso sulla vita delle persone comuni. Figure come Henri Cartier-Bresson, noto per il concetto di «momento decisivo», esemplificano questo stile. Cartier-Bresson cercava di cogliere con precisione e chiarezza attimi fugaci e significativi. Alcuni fotografi, come Mario Giacomelli, offrirono invece un approccio diverso. Anche considerato un fotografo umanista, Giacomelli proponeva una visione più personale e lirica. Nelle sue immagini ricorreva spesso alla sfocatura e ad altre tecniche per creare un’atmosfera onirica, diversa dallo stile netto e documentario di Cartier-Bresson. Questa divergenza mostra l’ampiezza della fotografia umanista, che comprende sia l’osservazione distaccata sia interpretazioni più soggettive ed espressive dell’esperienza umana.
  • Quali tecniche o materiali ha usato Elliott Erwitt?
    Elliott Erwitt lavorò soprattutto con la fotografia in bianco e nero e prediligeva le fotocamere Leica e uno stile spontaneo da reportage. Spesso catturava scene umoristiche e ironiche della vita quotidiana. Alcune sue tecniche, come il ritaglio e il ritocco delle stampe, sono considerate discutibili da certi fotografi. Sperimentò anche la combinazione di fotografia e pittura. In alcune opere applicò con l'aerografo macchie alla superficie di una fotografia, mantenendone la qualità fotografica; altre presentavano segni in contrasto con essa. Esplorò inoltre gli effetti dell'ingrandimento sulle immagini fotografiche. Ingrandendo piccoli dettagli di cartoline, studiò come la trama dei retini di riproduzione e l'intervento del ritoccatore contribuissero all'immagine. Gli interessava il punto in cui la grana dell'emulsione diventava troppo grande per assorbire l'impronta della forma.
  • Dove posso vedere le opere di Elliott Erwitt?
    Le fotografie di Elliott Erwitt sono conservate in molte collezioni pubbliche. Negli Stati Uniti le sue opere si trovano al Metropolitan Museum of Art e al Museum of Modern Art (entrambi a New York), al Museum of Fine Arts (Boston), alla National Gallery of Art (Washington), al Los Angeles County Museum of Art, al Minneapolis Institute of Arts, al Philadelphia Museum of Art, al New Orleans Museum of Art, al Wolfsonian della Florida International University (Miami Beach) e al Charles Hosmer Morse Museum of American Art (Winter Park, Florida). In Canada le fotografie sono conservate alla National Gallery of Canada (Ottawa) e al Royal Ontario Museum (Toronto). Nel Regno Unito si possono vedere alla National Portrait Gallery (Londra), al National Museum of Photography, Film & Television (Bradford), al Victoria & Albert Museum (Londra), al Brighton Museum & Art Gallery, al Geffrye Museum (Londra), alla Manchester Art Gallery e ai National Museums of Scotland (Edimburgo). Le sue opere sono presenti anche al Musée d'Orsay di Parigi.
  • Da dove veniva Elliott Erwitt?
    Elliott Erwitt nacque a Parigi, in Francia, nel 1928[2] con il nome di Elio Romano Erwitt. I suoi genitori erano immigrati ebrei russi. Nel 1930[2] Erwitt e la famiglia lasciarono la Francia per l'Italia, poi nel 1939 emigrarono negli Stati Uniti. Trascorse l'adolescenza a Los Angeles, dove si interessò alla fotografia. Nel 1948 si trasferì a New York City, dove in cambio di lavori di pulizia frequentò corsi di cinema. Iniziò la carriera fotografica alla fine degli anni 1940. Fu influenzato dai fotografi Robert Frank e Walker Evans. Dal 1952 al 1969 lavorò come fotoreporter e fotografo pubblicitario. Nel 1964 ricevette una borsa Guggenheim, che gli permise di concentrarsi sui progetti personali. Le sue opere furono incluse nella mostra del 1966 Toward a Social Landscape alla George Eastman House e in quella del 1967 New Documents al Museum of Modern Art.
  • Chi ha influenzato Elliott Erwitt?
    Lo stile fotografico di Elliott Erwitt si sviluppò attraverso il contatto con diverse influenze. Alla fine degli anni 1940[2], Garry Winogrand si avvicinò alla fotografia mentre prestava servizio nell’aeronautica militare. Tra il 1947 e il 1951 studiò pittura e fotografia in diversi istituti, tra cui la New School for Social Research con Alexey Brodovitch. Intorno al 1960 Winogrand trovò una notevole fonte d’ispirazione nelle opere di Robert Frank e Walker Evans. Ne ammirava l’intelligenza visiva, ma non ne imitò direttamente lo stile. Frank ed Evans usavano accorgimenti stilistici per esplorare il contesto dei soggetti, mentre Winogrand accettava la compenetrazione di realtà e finzione nel mondo fisico. Anche Harry Callahan ebbe un impatto. Nel 1941 Ansel Adams tenne dei seminari al Detroit Camera Club e Callahan disse: «È stato Ansel a liberarmi».
  • Chi era Elliott Erwitt?
    Elliott Erwitt era un fotografo nato a Parigi nel 1928[2], emigrato poi negli Stati Uniti. Entrò a far parte di Magnum Photos nel 1953[2] e ne fu presidente per tre mandati.
  • Perché le opere di Elliott Erwitt sono importanti oggi?
    L’opera di Elliott Erwitt rimane significativa per il suo approccio alla fotografia, che si allinea con strategie artistiche sviluppate nel dadaismo. Il dadaismo, emerso all’inizio del 20° secolo, sfidava i valori artistici tradizionali attraverso l’umorismo e metodi non convenzionali. Un aspetto chiave della sua eredità è l’enfasi sul riutilizzo e sulle tecniche di «cut-up». Queste strategie, inizialmente utilizzate nel fotomontaggio e in altre arti visive, hanno permeato la cultura. Oggi vediamo echi del dadaismo nel montaggio rapido dei media visivi, nel campionamento dell’hip-hop e nell’estetica del mash-up diffusa online. Navigare in Internet, con le informazioni frammentate e la cultura del remix, rispecchia lo spirito sperimentale dadaista. Il fotomontaggio, tecnica centrale del dadaismo, divenne anche uno strumento fondamentale della pubblicità. Ciò dimostra come le innovazioni dadaiste, anche separate dal contesto originale, continuino a plasmare la comunicazione visiva. La fotografia di Erwitt, con i suoi accostamenti spesso umoristici e inattesi, condivide un’affinità con il sovvertimento giocoso delle aspettative del dadaismo, rendendo la sua opera rilevante in un mondo saturo di immagini influenzate da questi precedenti approcci artistici.
  • Quando nacque Elliott Erwitt?
    Elliott Erwitt nacque nel 1928[2].

Fonti

I contenuti su Elliott Erwitt si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.

  1. [1] museo Victoria and Albert Museum Utilizzata per: collezioni museali.
  2. [2] Wikipedia Wikipedia: Elliott Erwitt Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
  3. [3] libro Ansel Adams; Beaumont Newhall; Nancy Newhall; Louise Dahl-Wolfe; Aaron Siskind; Richard Avedon; Harry Callahan; Lee Friedlander; Tina Modotti; W. Eugene Smith; Paul Strand; Edward Weston; Garry Winogrand; Amy Rule, Ansel Adams; Beaumont Newhall; Nancy Newhall; Louise Dahl-Wolfe; Aaron Siskind; Richard Avedon; Harry Callahan; Lee Friedlander; Tina Modotti; W. Eugene Smith; Paul Strand; Edward Weston; Garry Winogrand; Amy Rule - Original sources _ art and ar Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  4. [4] libro Jed Perl, Art in America 1945-1970 Utilizzata per: biografia.
  5. [5] libro guggenheim-rroseisr00bles Utilizzata per: biografia.
  6. [6] libro guggenheim-twopri00weis Utilizzata per: biografia.
  7. [7] libro Martina Caruso, Italian Humanist Photography From Fascism to the Cold War Utilizzata per: analisi stilistica.
  8. [8] libro Carol Strickland and John Boswell, The Annotated Mona Lisa Utilizzata per: analisi stilistica.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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