







Donato Bramante
- pieno rinascimento
Il Tempietto di San Pietro in Montorio a Roma misura appena nove metri di diametro, ma nel 1502[1] non si costruiva nulla di simile da oltre mille anni. Commissionata da Ferdinand and Isabella of Spain per segnare il luogo tradizionale del martirio di Saint Peter, la piccola struttura circolare di Bramante, in ordine dorico toscano, realizzò ciò che i precedenti architetti rinascimentali avevano teorizzato senza mai metterlo in pratica: un edificio capace di stare accanto ai più bei monumenti dell’antica Roma senza sfigurare.

Biografia
Nato nel 1444[1] vicino a Urbino, Donato di Pascuccio d'Antonio arrivò all’architettura attraverso la pittura. Si formò nell’ambiente di Piero della Francesca e assimilò il ragionamento spaziale alla base della prospettiva rinascimentale, prima di applicarlo in tre dimensioni. Il suo primo incarico importante fu presso la corte degli Sforza a Milano, dove dal 1476 circa lavorò accanto a Leonardo da Vinci. Qui progettò Santa Maria presso San Satiro (1482-86), dipingendo un coro in trompe-l’œil illusorio in uno spazio troppo angusto per ospitarne uno reale, e la tribuna di Santa Maria delle Grazie.
Quando nel 1499 le forze francesi conquistarono Milano, Bramante si trasferì a Roma e trovò in papa Julius II un mecenate dalle ambizioni pari alle sue. Insieme avviarono un programma edilizio destinato a definire l’Alto Rinascimento: la Corte del Belvedere a terrazze in Vaticano, iniziata intorno al 1503[1], e soprattutto la commissione per una basilica di Saint Peter completamente nuova nel 1506. Il progetto originario di Bramante a croce greca, registrato sulla medaglia di fondazione di Caradosso, fu in seguito modificato ma mai abbandonato. La cupola definitiva di Michelangelo poggia sulle fondamenta gettate da Bramante.
Morì a Roma nell’aprile del 1514[1], dopo aver trasformato una città e una disciplina.
Cronologia
- 1444Nacque nei pressi di Urbino con il nome di Donato di Pascuccio d'Antonio.
- 1476Iniziò a lavorare alla corte degli Sforza a Milano insieme a Leonardo da Vinci.
- 1482Progettò Santa Maria presso San Satiro a Milano (completata nel 1486), che includeva un coro in trompe-l’œil.
- 1499Si trasferì a Roma dopo che le forze francesi ebbero conquistato Milano.
- 1502Ricevette l’incarico di progettare il Tempietto di San Pietro in Montorio a Roma.
- 1503Iniziò a lavorare alla terrazza del Cortile del Belvedere in Vaticano.
- 1506Ricevette l’incarico di progettare una nuova Saint Peter's Basilica da Pope Julius II; il progetto originale prevedeva una croce greca.
- 1514Morì a Roma in aprile, all’età di 70 anni.
Opere principali
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Domande frequenti
Per che cosa è noto Donato Bramante?
Donato Bramante è noto per la sua architettura, tra cui il Tempietto di San Pietro in Montorio a Roma, Santa Maria presso San Satiro e la tribuna di Santa Maria delle Grazie. È ricordato anche per il lavoro sul Cortile del Belvedere in Vaticano e per l'incarico di progettare una nuova basilica di San Pietro.Qual è l’opera più famosa di Donato Bramante?
Donato Bramante è noto soprattutto per l’architettura, in particolare per i progetti della Basilica di San Pietro a Roma. Morì prima di vederla completata, ma i suoi piani gettarono le basi per uno degli edifici religiosi più importanti. Il progetto prevedeva una pianta centrale a croce greca, ispirata agli ideali rinascimentali di simmetria e proporzione. Nel 1505[1] papa Giulio II gli affidò la ricostruzione della basilica, allora in rovina. Il disegno comprendeva una grande cupola ispirata al Pantheon e quattro bracci uguali che si estendevano dal centro. Dopo la morte di Bramante nel 1514[1], altri architetti, tra cui Raphael, Michelangelo e Carlo Maderno, modificarono il progetto originale, trasformando infine la pianta in una croce latina. Nonostante i cambiamenti, la visione iniziale di Bramante influì notevolmente sulla struttura finale.Che cosa dovrei sapere sulle stampe di Donato Bramante?
Donato Bramante (1444[1]-1514[1]) fu un architetto attivo nei primi anni 1500[1]. Sebbene non fosse un incisore, i suoi progetti architettonici furono successivamente riprodotti in stampe. Queste documentano i suoi progetti e le sue costruzioni. Fra gli esempi figurano il Tempietto (costruito nel 1502) a San Pietro in Montorio, Roma, e i suoi progetti per il Cortile del Belvedere in Vaticano (iniziato intorno al 1503). Una medaglia di Caradosso del 1506 mostra il progetto di Bramante per la Basilica di St Peter, e anche il suo progetto originale per St Peter fu documentato a stampa. Più tardi, negli anni 1700, Giovanni Battista Piranesi produsse stampe di antichità romane che venivano collezionate dai viaggiatori del Grand Tour. Le incisioni di Piranesi documentano le rovine e gli edifici di Roma e talvolta comprendevano piante e prospetti di strutture progettate da architetti come Bramante.A quale stile o movimento apparteneva Donato Bramante?
Donato Bramante è associato all’Alto Rinascimento, uno stile ispirato all’antichità classica. È noto per aver sviluppato la forma rinascimentale della chiesa a pianta centrale. Il suo stile, coerente con i valori umanistici dell’epoca, si basava su modelli dell’antica Roma. Un esempio emblematico è il Tempietto, commissionato dal re Ferdinand e dalla regina Isabella di Spagna nel 1502[1], anche se i lavori potrebbero essere iniziati più tardi. Sorge sul colle Gianicolo, con vista sul Vaticano. Il Tempietto, che significa «piccolo tempio», assomiglia a un piccolo tempio antico, ispirato in particolare ai templi circolari dell’Italia romana. Bramante mirava a creare equilibrio e armonia nel rapporto tra le parti (cupola, tamburo e base). Lo concepì come un alto cilindro sormontato da una cupola che si innalza dal colonnato. Papa Julius II scelse Bramante per sostituire la basilica costantiniana, Old Saint Peter’s, con una nuova struttura.Quali tecniche o materiali usava Donato Bramante?
Donato Bramante padroneggiava le tecniche dei costruttori romani. Studiò i monumenti antichi di Roma, prendendo misure e scavando le fondamenta. Questo gli permise di capire come erigere volte svettanti e mura imponenti. Come Brunelleschi prima di lui, Bramante trasse ispirazione dalle rovine antiche, ma non ne copiò superficialmente lo stile. Adattò invece le forme classiche alle esigenze di una nuova epoca. Un architetto doveva saper fare molte cose, tra cui valutare i materiali, determinarne le quantità e scegliere quelli adatti a ogni progetto. La conoscenza tattile degli artigiani era una parte essenziale della pratica architettonica. Bramante progettò il Tempietto (1502[1]) a S. Pietro in Montorio, Roma. Intorno al 1503 iniziò i lavori per il Cortile del Belvedere in Vaticano. Nel 1506 progettò una pianta per San Pietro a Roma.Per che cosa era noto Donato Bramante?
Donato Bramante (1444[1]-1514[1]) fu un architetto del pieno Rinascimento, inizialmente pittore di affreschi originario di Urbino. All’inizio della carriera fu influenzato da Piero della Francesca e Andrea Mantegna. Sviluppò le proprie capacità prospettiche, forse anche grazie al periodo trascorso accanto a Leonardo da Vinci alla corte di Milano. Dopo essersi trasferito a Roma nel 1499, poté conoscere direttamente gli edifici romani. Intorno al 1502[1] i sovrani spagnoli Ferdinand e Isabella gli commissionarono il Tempietto, una piccola cappella costruita per segnare il luogo ritenuto quello della crocifissione di Saint Peter. Il Tempietto è annesso alla chiesa di San Pietro in Montorio. Sebastiano Serlio riferì che Bramante intendeva circondarlo con un cortile circolare colonnato, mai realizzato. Papa Julius II scelse Bramante per sostituire la basilica costantiniana, l’antica Saint Peter’s, con una nuova struttura. Julius II voleva rendere Roma paragonabile alla città dei Cesari. Lo stile architettonico di Bramante si ispirava ai modelli dell’antica Roma. Il suo Tempietto inaugurò l’epoca dell’alto Rinascimento, con il trattamento scultoreo delle masse architettoniche. Andrea Palladio considerava Bramante «il primo a riportare alla luce la buona e bella architettura».Quando visse e lavorò Donato Bramante?
Donato Bramante (1444[1]-1514[1]) fu un architetto e pittore italiano. Introdusse l’architettura rinascimentale a Milano e lo stile dell’Alto Rinascimento a Roma. Nato a Monte Asdrualdo, oggi Fermignano, nei pressi di Urbino, inizialmente si formò come pittore. Tra le prime opere vi sono affreschi a Bergamo e forse un contributo a Palazzo della Cancelleria a Roma. Intorno al 1477 si trasferì a Milano, dove progettò diverse chiese, tra cui Santa Maria presso San Satiro (anni 1480 circa). L’edificio dimostra il suo uso innovativo della prospettiva per creare illusioni architettoniche. Nel 1499 l’instabilità politica milanese lo spinse a trasferirsi a Roma, dove ottenne il patronato di Pope Julius II. Uno dei primi incarichi romani fu il Tempietto (1502[1]) nel cortile di San Pietro in Montorio, un piccolo tempio a pianta centrale che incarna gli ideali dell’Alto Rinascimento. Il progetto più importante fu quello per la ricostruzione della Basilica di St Peter, commissionato nel 1505. Il piano prevedeva un’enorme struttura a croce greca con una grande cupola ispirata al Pantheon. Bramante morì nel 1514, ma il suo progetto gettò le basi per la successiva costruzione della basilica.Dove posso vedere le opere di Donato Bramante?
Donato Bramante (1444[1]-1514[1]) fu un architetto e pittore che introdusse l’architettura rinascimentale a Milano e lo stile dell’Alto Rinascimento a Roma. A Milano restano molti esempi della sua architettura, tra cui la chiesa di Santa Maria presso San Satiro, dal 1478, che unisce pittura e architettura, e la tribuna di Santa Maria delle Grazie, dal 1492. Lavorò anche all’abbazia di Sant'Ambrogio. Dopo essersi trasferito a Roma nel 1499, progettò il Tempietto (1502[1]) nel cortile di San Pietro in Montorio. Lavorò inoltre al Cortile del Belvedere, dal 1506, che collega il Palazzo Vaticano alla Villa Belvedere. Nel 1506 fu nominato architetto capo della Basilica di St Peter. Ne avviò il progetto, ma la basilica fu completata molto tempo dopo la sua morte. Alcuni dipinti un tempo attribuiti a Bramante sono oggi assegnati a Bramantino (Bartolomeo Suardi).Da dove proveniva Donato Bramante?
Donato Bramante lavorava a Milano già nel 1474, forse persino dal 1472. Qui divenne noto come architetto, prediligendo mattoni e terracotta. Tra le sue strutture di questo periodo figurano la chiesa di San Satiro, con navata a volta a botte e battistero ottagonale, e la cupola di Santa Maria delle Grazie. Lo stile lombardo di Bramante si basava sulle tradizionali chiese regionali in mattoni rossi. Nei suoi progetti introdusse grazia e senso delle proporzioni. Si potrebbe sostenere che, sotto Bramante, l’architettura milanese superò quella fiorentina. Come pittore seguì Mantegna, adottandone le tecniche prospettiche e l’uso di panneggi increspati. In seguito si trasferì a Roma, dove progettò il Tempietto (1502[1]), il Cortile del Belvedere in Vaticano (iniziato circa nel 1503) e realizzò i progetti originari per St Peter's (1506).Chi fu influenzato da Donato Bramante?
I progetti e le teorie architettoniche di Donato Bramante ebbero un’influenza considerevole su molti architetti successivi, soprattutto durante l’alto Rinascimento. Il suo approccio innovativo allo spazio e alla forma contribuì a definire lo stile architettonico del 16° secolo. Una delle influenze più significative di Bramante fu sul suo giovane parente, Raphael. Raphael adottò lo stile classico di Bramante, in particolare nelle sue opere architettoniche a Roma, come dimostrano i progetti per ville e palazzi. Anche l’opera di Bramante per la Basilica di San Pietro ebbe conseguenze durature. Sebbene il progetto originale fosse stato modificato dopo la sua morte, stabilì l’impostazione dell’opera. Architetti come Michelangelo e Carlo Maderno, che proseguirono la costruzione di San Pietro, furono influenzati dai suoi concetti. Le sue idee sulla pianta centralizzata e sull’uso di elementi classici continuarono a plasmare l’edificio. L’influenza di Bramante andò inoltre oltre i suoi successori diretti: i suoi progetti e principi furono studiati e adattati da architetti in tutta Europa. Il suo impatto è visibile nello sviluppo dell’architettura rinascimentale e nella sua diffusione in altri paesi.Chi ha influenzato Donato Bramante?
Lo sviluppo artistico di Donato Bramante fu influenzato da molteplici fonti, dall’architettura dell’antica Roma ai maestri lombardi contemporanei. A Roma studiò i monumenti antichi, misurandoli e analizzandone la costruzione. Voleva emularne il senso dello spazio, adattando però le forme classiche alle esigenze moderne. Il Pantheon e la Basilica di Massenzio furono particolarmente importanti per lui. A Milano basò la propria arte sullo stile lombardo, noto per le chiese in mattoni rossi, a cui aggiunse grazia e proporzione. Come pittore seguì Andrea Mantegna, adottandone le tecniche prospettiche e l’uso del panneggio. Secondo lo storico dell’arte Constantin von Seidlitz, Bramante apprese il senso delle proporzioni da Vincenzo Foppa. A Milano ebbe contatti con Leonardo da Vinci. Anche se non si conosce la natura esatta del rapporto, i due artisti lavoravano in città nello stesso periodo. In seguito Bramante fu mentore di Raphael e gli trasmise i principi dell’architettura. Disegnò anche il portico per *School of Athens* di Raphael.Chi era Donato Bramante?
Donato Bramante (1444[1]-1514[1]) fu un architetto nato a Urbino. Iniziò la carriera come pittore di affreschi e divenne abile nel rappresentare ambienti architettonici. Potrebbe essere stato influenzato da Leonardo da Vinci, con cui fu collega alla corte di Milano. Nelle opere architettoniche prese come punto di partenza Brunelleschi e Alberti. Dopo la caduta di Milano in mano ai francesi nel 1499, si trasferì a Roma. Intorno al 1500[1] i sovrani spagnoli gli commissionarono il Tempietto, una struttura annessa alla chiesa di San Pietro in Montorio. Il Tempietto, o «piccolo tempio», fu costruito per segnare il presunto luogo della crocifissione di St Peter. Il progetto richiamava i templi circolari romani. Una pianta documentata da Sebastiano Serlio mostra che Bramante intendeva circondare il Tempietto con un cortile circolare colonnato. La sua opera attirò l’attenzione di Pope Julius II, che voleva rinnovare materialmente Roma. Nel 1506 il pontefice gli commissionò la sostituzione della basilica costantiniana di St Peter con una chiesa più grandiosa. Il progetto originale di Bramante prevedeva una croce greca, con quattro bracci della stessa lunghezza e una grande cupola rotonda al centro. Morì nel 1514; a quell’epoca erano stati costruiti soltanto i quattro pilastri del transetto.
Fonti
I contenuti su Donato Bramante si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.
- [1] Wikipedia Wikipedia: Donato Bramante Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
- [2] libro Penelope J.E. Davies, Walter B. Denny, Frima Fox Hofrichter, Joseph Jacobs, Ann S. Roberts, David L. Simon, Janson's History of Art_ The Western Tradition (8th Edition) Utilizzata per: biografia.
- [3] libro Janson, H. W. (Horst Woldemar), 1913-1982, ed., Key monuments of the history of art : a visual survey Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
- [4] libro Miles J. Unger, Michelangelo Utilizzata per: analisi stilistica.
- [5] libro Gombrich, E. H. (Ernst Hans), 1909-2001, The story of art Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
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