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Albino Sword Swallower at a Carnival di Diane Arbus
Tattooed Man at a Carnival di Diane Arbus
A Jewish giant at home with his parents in the Bronx di Diane Arbus
Untitled di Diane Arbus
Ruth St. Denis di Diane Arbus
Teenage Couple on Hudson Street, N.Y.C. di Diane Arbus
Identical Twins di Diane Arbus
1923–1971 · americano[1]

Diane Arbus

  • ritratto
  • fotografia di ritratto
[1]

Diane Arbus proveniva da una famiglia benestante e trascorse la carriera fotografando le persone che la ricchezza teneva lontane dagli sguardi. Nata il 14 marzo 1923[1] in una facoltosa famiglia newyorkese proprietaria di grandi magazzini, passò i vent'anni a lavorare con il marito Allan Arbus nella fotografia di moda commerciale, producendo immagini patinate e aspirazionali come quelle pubblicate su Vogue e Glamour. Alla fine degli anni 1950[1] abbandonò quel mondo per studiare con Lisette Model alla New School, un cambiamento che in seguito definì decisivo. Model la spinse a fotografare ciò che la spaventava davvero.

Conservate in 3 museiWikipedia9 fonti

Ritratto di Diane Arbus

Biografia

Con una Rolleiflex biottica che produceva immagini quadrate, Arbus si fece strada nella vita di soggetti che la fotografia mainstream evitava: travestiti, nudisti, artisti circensi, persone con nanismo e giganti. Le immagini risultanti hanno una schiettezza formale che rifiuta ogni condiscendenza. Fotografava i soggetti frontalmente, spesso con il flash a luce ambiente; il loro sguardo rivolto alla macchina trasmette una dignità composta che la parola «freak», usata da lei stessa, non riesce a rendere pienamente. La sua opera Identical Twins, Roselle, New Jersey del 1967[1] e il ritratto del 1970 A Jewish Giant at Home with His Parents in the Bronx, New York sono tra le fotografie più studiate del ventesimo secolo.

Arbus ricevette borse Guggenheim nel 1963[1] e nel 1966. Morì nel luglio 1971[1], a 48 anni. L’anno seguente, la sua inclusione postuma alla Biennale di Venezia la rese la prima fotografa americana esposta lì; secondo quanto riferito, una retrospettiva al MoMA spinse alcuni spettatori a sputare sulle stampe. La monografia di Aperture del 1972, assemblata a partire dalle sue opere, divenne uno dei libri fotografici più venduti di sempre.

Cronologia

  1. 1923Nata a New York City il 14 marzo in una famiglia facoltosa proprietaria di un grande magazzino.
  2. 1940Iniziò a lavorare nella fotografia di moda commerciale insieme al marito, Allan Arbus.
  3. 1950Continuò a produrre immagini raffinate e aspirazionali per riviste come Vogue e Glamour.
  4. 1950Alla fine degli anni 1950 iniziò a studiare con Lisette Model alla New School, un’esperienza che descrisse come una svolta decisiva nella sua carriera.
  5. 1963Ricevette una borsa di studio Guggenheim.
  6. 1966Ricevette una seconda Guggenheim Fellowship.
  7. 1967Fotografò «Identical Twins, Roselle, New Jersey».
  8. 1970Dipinse il ritratto «A Jewish Giant at Home with His Parents in the Bronx, New York».
  9. 1971Morì a luglio, a 48 anni.
  10. 1972Fu incluso postumo nella Biennale di Venezia, diventando il primo fotografo americano a esservi presentato.

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Domande frequenti

  • Per che cosa è nota Diane Arbus?
    Diane Arbus è nota per aver fotografato soggetti evitati dalla fotografia tradizionale, tra cui travestiti, nudisti, artisti circensi e persone con nanismo o gigantismo.
  • Qual è l'opera più famosa di Diane Arbus?
    Diane Arbus è nota soprattutto per i ritratti di persone che considerava emarginate dalla società. Tra i soggetti vi erano artisti circensi, persone transgender e altri spesso definiti «freaks». È difficile indicare un'unica opera definitiva, ma «Identical Twins, Roselle, N.J.» (1967[1]) è tra le sue fotografie più riconosciute. Raffigura due giovani sorelle, Cathleen e Colleen Wade, con abiti uguali. L'immagine inquieta per le sottili differenze nelle loro espressioni e pose, che mettono in discussione l'idea di identicità. L'opera di Arbus esplora spesso l'identità, la normalità e il rapporto tra fotografo e soggetto. I suoi ritratti non sono sempre lusinghieri: mirava a cogliere l'essenza dei soggetti e a volte ne rivelava la vulnerabilità o il disagio. Questo approccio ha suscitato sia elogi sia critiche: alcuni l'hanno accusata di sfruttare i soggetti, mentre altri la considerano un'osservatrice compassionevole.
  • Cosa dovrei sapere sulle stampe di Diane Arbus?
    Quando si esaminano le stampe di Diane Arbus, occorre ricordare che il mercato distingue fra vari tipi. Una «stampa vintage» è realizzata all’incirca al momento dello scatto del negativo. Una «stampa d’epoca» viene prodotta entro circa 10-15 anni. Le stampe successive sono dette «stampe antiche» o «stampe moderne». Una «stampa originale» è una stampa definitiva realizzata dall’artista o sotto la sua diretta supervisione. Una «facsimile» è una stampa ottenuta rifotografando una stampa oppure usando il negativo originale, con supporto e procedimento il più possibile simili a quelli di una stampa vintage. A differenza di dipinti e sculture, la fotografia dipende da processi industriali sia prima sia dopo lo scatto. La stampa fotografica deriva da un procedimento artigianale: lo scatto, lo sviluppo del negativo e la stampa. Il fotografo può occuparsi di tutte e tre le fasi. Il mercato parla spesso di «stampa unica», usando metafore prese dalla pittura o dalla scultura, come «la luce è l’argilla del fotografo». Alcuni fotografi non stampano personalmente le proprie fotografie; tuttavia, una fotografia firmata è spesso considerata un originale.
  • A quale stile o movimento apparteneva Diane Arbus?
    Diane Arbus è associata alla fotografia di strada, uno stile emerso negli anni 1960[1] insieme alla pop art. I fotografi di strada cercavano di catturare immagini spontanee e informali, simili a istantanee amatoriali, per eliminare ogni senso di artificiosità. Arbus, insieme a Robert Frank, Bruce Davidson, Garry Winogrand, Lee Friedlander e Joel Meyerowitz, documentò la «scena sociale» della vita urbana. È nota per le fotografie di persone che definiva «freak»: travestiti, ermafroditi, giganti e nani. Il suo approccio a questi soggetti emarginati era notevolmente privo di pregiudizi. Paradossalmente, le fotografie di persone «normali», colte in momenti non preparati, appaiono spesso le più inquietanti. Una retrospettiva delle sue opere al Museum of Modern Art nel 1972 suscitò forti reazioni; alcuni spettatori erano così turbati dalla presunta bruttezza dei soggetti che sputarono sulle fotografie.
  • Quali tecniche o materiali usava Diane Arbus?
    Diane Arbus è nota per le fotografie in formato quadrato, spesso realizzate con una fotocamera reflex biottica. Questo apparecchio le permetteva di guardare il soggetto attraverso un obiettivo mentre l’altro registrava l’immagine. Arbus lavorava soprattutto con pellicola in bianco e nero, di norma in medio formato, che produce un negativo più grande della pellicola da 35mm e dà alle stampe finali maggiore dettaglio e nitidezza. Anche il suo stile di stampa era caratteristico: spesso manteneva l’intero fotogramma, compreso il bordo nero attorno all’immagine, discostandosi dalla prassi convenzionale di ritagliarlo. Il bordo dà un contesto e sottolinea la fotografia come oggetto. Usava inoltre un contrasto elevato, che accentuava la gamma tonale e i dettagli delle immagini.
  • Per che cosa era nota Diane Arbus?
    Diane Arbus (1923[1]-1971[1]) fu una fotografa associata allo stile della «snapshot aesthetic», emerso negli anni 1960[1]. Questo approccio prediligeva fotografie spontanee e non in posa, nel tentativo di eliminare l’artificio. Insieme ad altri «fotografi di strada» come Robert Frank e Garry Winogrand, Arbus documentò il «quadro sociale» delle città. È nota soprattutto per le immagini di persone emarginate, come travestiti, ermafroditi, giganti e nani. Affrontava questi soggetti senza pregiudizi. Tuttavia, anche le sue fotografie di persone «normali», ritratte in pose spontanee, potevano risultare inquietanti. Una fotografia di una madre con il figlio fu giudicata così poco lusinghiera che, durante una retrospettiva del 1972 al Museum of Modern Art, gli spettatori le sputarono addosso.
  • Quando visse e lavorò Diane Arbus?
    Diane Arbus, nata Diane Nemerov, nacque a New York il 14 marzo 1923[1]. Morì nella stessa città il 26 luglio 1971[1]. Iniziò la carriera nella fotografia di moda commerciale. Dal 1941[1] lavorò con il marito Allan Arbus e gestì uno studio. Nel 1955 studiò fotografia con Berenice Abbott e nel 1957 con Lisette Model. All’inizio degli anni 1960 sviluppò il suo stile ritrattistico caratteristico. Fotografava persone ai margini della società: artisti circensi, persone transgender e altri considerati estranei. La sua opera esplora spesso identità, normalità e il rapporto fra fotografo e soggetto. Le sue fotografie furono incluse nella mostra «New Documents» del Museum of Modern Art nel 1967. Questo contribuì ad affermarla come figura importante della fotografia contemporanea. Nel 1972, un anno dopo la morte, fu la prima fotografa a partecipare alla Biennale di Venezia.
  • Dove posso vedere le opere di Diane Arbus?
    Le opere di Diane Arbus si possono vedere in diverse sedi. A New York, il Museum of Modern Art conserva alcuni esempi della sua fotografia. Anche il Metropolitan Museum of Art possiede alcune sue opere. Fuori da New York, la National Gallery of Art di Washington, DC, custodisce fotografie di Arbus. Anche la Yale University Art Gallery di New Haven, CT, conserva suoi lavori. Queste istituzioni offrono l’opportunità di vedere e studiare il contributo di Arbus alla fotografia. Conviene sempre informarsi in anticipo presso il museo per sapere quali opere sono esposte. Molti musei offrono anche cataloghi online, che possono includere opere della collezione permanente non attualmente in mostra.
  • Di dov’era Diane Arbus?
    Diane Arbus è associata a uno stile fotografico emerso negli anni 1960[1], chiamato «snapshot aesthetic». Insieme ad altri fotografi come Robert Frank, Bruce Davidson, Garry Winogrand, Lee Friedlander e Joel Meyerowitz, documentò le «realtà sociali» dei centri urbani. È nota per aver fotografato persone considerate ai margini: travestiti, ermafroditi, giganti e nani. Il suo approccio era diretto e privo di pregiudizi. Si dice spesso che le foto di persone cosiddette «normali», colte in momenti non posati, possano apparire più grottesche di quelle dei soggetti emarginati. Tra i fotografi associati a New York figurano anche Helen Levitt, nata a Brooklyn, e Jerome Liebling, anch’egli nato in città.
  • Chi è stato influenzato da Diane Arbus?
    La fotografia di Diane Arbus, in particolare i suoi ritratti, ha influenzato le generazioni successive di fotografi e artisti. Il suo approccio ai soggetti, spesso persone al di fuori della società tradizionale, è stato elogiato e criticato. Nan Goldin, che cominciò a fotografare drag queen e transessuali nei primi anni 1970[1], può essere considerata un’artista che sviluppò alcuni dei temi di Arbus. Le drag queen erano già state fotografate, ma l’opera di Goldin era diversa: offriva una prospettiva più intima e meno voyeuristica, frutto del rapporto stretto con i soggetti. Goldin voleva umanizzarli e allontanarsi dall’idea che fossero semplicemente insoliti o «altri». Goldin e altri artisti della «Boston School», come Philip-Lorca diCorcia e Shellburne Thurber, fotografavano spesso le persone nel loro ambiente. Anche Cindy Sherman, emersa sulla scena artistica newyorkese nei primi anni 1980, presenta alcuni legami con Arbus. Sherman esplora identità e rappresentazione, spesso attraverso autoritratti in cui assume personaggi diversi. Le sue fotografie sovvertono le idee tradizionali sull’artista e il modello e sullo sguardo.
  • Chi ha influenzato Diane Arbus?
    È difficile individuare persone specifiche che abbiano influenzato direttamente Diane Arbus. Una fonte cita Paul Sachs, che lavorava al Fogg Art Museum di Harvard; dopo il diploma, Arbus acquistò il suo libro *Modern Prints and Drawings*. Pensava che Boston «dovesse essere il posto giusto» e frequentò per un semestre la Museum School, ma la trovò «orribile» e «antiquata». Un altro artista, William Baziotes, ammirava Piero della Francesca, Titian, Rembrandt, Utamaro, Rubens, Velasquez, Goya, Fragonard, Ingres, Corot, Seurat, Renoir, Bonnard, Matisse e Miro. Sottolineò anche l'importanza delle comunità artistiche e della collaborazione inconscia tra artisti, citando Mondrian, Duchamp, Max Ernst e Miro come esempi di artisti che coltivavano la propria unicità. Sebbene non esista un legame diretto tra Baziotes e Arbus, il loro interesse condiviso per l'inconscio potrebbe essere rilevante.
  • Chi era Diane Arbus?
    Diane Arbus (nata a New York nel 1923[1]; morta nel 1971[1]) fu una fotografa nota per uno stile emerso negli anni 1960[1] e chiamato «estetica dell’istantanea». Consisteva nel realizzare fotografie informali e non in posa, simili a quelle amatoriali, per eliminare ogni senso di artificiosità. Arbus e altri «fotografi di strada» come Robert Frank e Garry Winogrand documentarono la «scena sociale» delle città. È nota soprattutto per le immagini di persone emarginate, come travestiti, ermafroditi, giganti e nani. Fotografava questi soggetti senza giudicarli. Alcuni critici hanno osservato che le sue fotografie di persone «normali», ritratte in pose spontanee, possono apparire grottesche. Una retrospettiva del 1972 al Museum of Modern Art suscitò forti reazioni; alcune persone furono così turbate dalle immagini da sputarci sopra. Una cartella delle sue opere, *A Box of Ten Photographs*, uscì nel 1970.

Fonti

I contenuti su Diane Arbus si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.

  1. [1] Wikipedia Wikipedia: Diane Arbus Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
  2. [2] libro Ansel Adams; Beaumont Newhall; Nancy Newhall; Louise Dahl-Wolfe; Aaron Siskind; Richard Avedon; Harry Callahan; Lee Friedlander; Tina Modotti; W. Eugene Smith; Paul Strand; Edward Weston; Garry Winogrand; Amy Rule, Ansel Adams; Beaumont Newhall; Nancy Newhall; Louise Dahl-Wolfe; Aaron Siskind; Richard Avedon; Harry Callahan; Lee Friedlander; Tina Modotti; W. Eugene Smith; Paul Strand; Edward Weston; Garry Winogrand; Amy Rule - Original sources _ art and ar Utilizzata per: analisi stilistica.
  3. [3] libro Jesse Bryant Wilder, Art History For Dummies Utilizzata per: biografia.
  4. [4] libro guggenheim-guhe00solo Utilizzata per: biografia.
  5. [5] libro guggenheim-rroseisr00bles Utilizzata per: analisi stilistica.
  6. [6] libro Carol Strickland and John Boswell, The Annotated Mona Lisa Utilizzata per: biografia.
  7. [7] libro Carol Strickland and John Boswell, The Annotated Mona Lisa Utilizzata per: biografia.
  8. [8] libro Carol Strickland and John Boswell, The Annotated Mona Lisa Utilizzata per: biografia.
  9. [9] libro Norma Broude, The Expanding Discourse Utilizzata per: biografia.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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