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Untitled di David Choe
Jimi Hendrix di David Choe
Jellyfish Head di David Choe
Slow Jams di David Choe
Not Counting The Vintage Jizz Crusted On The Thrift Store Sweater You Just Shoplifted You Have The DNA Of 6 Gross Guys On You I'd Be Screaming Too di David Choe
Character Assasination di David Choe
Heads di David Choe
Sound Eyes di David Choe
n. 1976 · americano[1]

David Choe

David Choe crebbe a Koreatown, Los Angeles, figlio di immigrati coreani diventati cristiani rinati, e da adolescente iniziò a dipingere graffiti sui muri. Frequentò per breve tempo il California College of the Arts, poi lo lasciò per seguire un percorso indipendente e sviluppò una tecnica che chiamò «dirty style»: una pittura figurativa cruda e frenetica, che ruota senza sosta attorno al desiderio, al degrado e all’esaltazione. Il suo motivo distintivo, una balena dai denti sporgenti, è apparso su muri di più continenti fin dalla sua adolescenza.

Wikipedia8 fonti

Ritratto di David Choe

Biografia

Nel 1996 si autopubblicò Slow Jams, un romanzo grafico confessionale che conquistò un pubblico underground affezionato. Seguirono illustrazioni per Vice, Ray Gun, Hustler e Giant Robot e, nei primi anni 2000, i suoi dipinti apparvero in mostre personali a San José e San Francisco. Nel 2007 portò la sua prima mostra personale a New York, «Gardeners of Eden», alla Jonathan LeVine Gallery di Chelsea.

La storia che legò definitivamente il nome di Choe all’immaginario della Silicon Valley nel mondo dell’arte risale al 2005, quando l’imprenditore di Internet Sean Parker gli commissionò la decorazione degli interni del primo ufficio di Facebook nella Silicon Valley. Choe, che giudicava ridicolo il modello di business di Facebook, scelse azioni della società invece del pagamento in contanti. Al momento dell’IPO di Facebook, nel maggio 2012, quelle azioni valevano circa $200 milioni. Nel 2007 seguì una seconda commissione, per il nuovo ufficio di Mark Zuckerberg, questa volta con immagini meno audaci.

Nel 2008 Choe e Harry Kim realizzarono Dirty Hands: The Art and Crimes of David Choe, un documentario autobiografico. Nel 2023 apparve nei panni di sé stesso nella serie Netflix Beef e dipinse i cartelli dei titoli degli episodi.

Cronologia

  1. 1976Nacque a Los Angeles e crebbe a Koreatown. I genitori erano immigrati coreani e cristiani rinati.
  2. 1996Autopubblicò la graphic novel «Slow Jams», che conquistò un pubblico underground.
  3. 2005Sean Parker gli commissionò la decorazione degli interni del primo ufficio di Facebook nella Silicon Valley; scelse di essere pagato in azioni della società invece che in contanti.
  4. 2007Tenne la sua prima mostra personale a New York, «Gardeners of Eden», alla Jonathan LeVine Gallery di Chelsea.
  5. 2007Ricevette un secondo incarico per dipingere il prossimo ufficio Facebook di Mark Zuckerberg.
  6. 2008Con Harry Kim realizzò il documentario autobiografico Dirty Hands: The Art and Crimes of David Choe.
  7. 2012Al momento dell’IPO di Facebook, le sue quote di Facebook erano valutate circa 200 milioni di dollari.
  8. 2023Apparve nella serie Netflix Beef nei panni di sé stesso e dipinse i cartelli dei titoli degli episodi.

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Domande frequenti

  • Per che cosa è noto David Choe?
    David Choe è noto per l’arte dal «dirty style» e per aver accettato azioni societarie da Sean Parker in cambio della decorazione degli interni del primo ufficio di Facebook nella Silicon Valley, nel 2005. Al momento della quotazione in borsa di Facebook nel 2012, le azioni valevano circa 200 milioni di dollari.
  • Qual è l’opera più famosa di David Choe?
    David Choe è noto per la sua produzione artistica eterogenea, che spazia dai graffiti alla pittura e all’illustrazione. È difficile individuare una sua singola «opera più famosa», poiché la sua notorietà dipende da diversi fattori. Choe attirò presto l’attenzione con i suoi murali e graffiti espressionistici e spontanei nell’area di Los Angeles, negli anni 1990. Le sue opere affrontano spesso temi come la sessualità, la vita urbana e le difficoltà personali. Un momento importante della sua carriera arrivò nel 2005, quando gli fu commissionato di dipingere murali per il primo quartier generale di Facebook. Invece di un compenso in denaro, accettò stock option, che in seguito si rivelarono estremamente redditizie, procurandogli un notevole guadagno e una maggiore notorietà. Sebbene i murali di Facebook non siano opere d’arte ampiamente pubblicizzate, la storia del successo finanziario di Choe divenne un aneddoto noto e contribuì a consolidarne la reputazione di artista anticonvenzionale e di successo.
  • Cosa dovrei sapere sulle stampe di David Choe?
    David Choe è noto per i dipinti, i disegni e i graffiti. Ha realizzato anche stampe, opere d’arte prodotte in un numero limitato di copie, spesso numerate e firmate dall’artista. Di norma, il numero dell’edizione viene scritto sul margine inferiore sinistro della stampa, il titolo al centro e la firma a destra. L’edizione è indicata come frazione: il denominatore rappresenta il numero totale di stampe, mentre il numeratore indica il numero della singola copia. Per esempio, una stampa contrassegnata con 35/100 è la 35ª stampa di 100. A volte gli artisti realizzano un piccolo numero di prove d’artista, contrassegnate con «A/P», identiche alle stampe dell’edizione. Possono esserci anche varianti («V»), che differiscono dall’edizione principale per il colore o altri elementi. Le stampe «Hors de Commerce» sono identiche a quelle dell’edizione, ma non sono in vendita. È l’artista a stabilire la tiratura. In origine, il numero di stampe era limitato dalla durata della matrice, mentre oggi gli incisori possono fissare liberamente il limite. Una tiratura più bassa può aumentare il valore di una stampa.
  • A quale stile o movimento apparteneva David Choe?
    David Choe è difficile da ricondurre a un movimento artistico preciso. La sua opera sfugge a classificazioni semplici e mescola graffiti, illustrazione e arte. I primi lavori risentono della street art e della cultura dei graffiti, evidenti nello stile spontaneo ed energico e nell’uso di linee marcate e materiali insoliti. Si è fatto conoscere per i murales e i graffiti negli spazi urbani, spesso con la sua caratteristica immagine della balena. Con il tempo, il suo stile si è arricchito di elementi figurativi ed espressivi. I dipinti e i disegni presentano spesso figure distorte, composizioni surreali e una tavolozza inconfondibile. Tra le sue fonti d’ispirazione vi sono fumetti, cartoni animati ed esperienze personali. La sua opera condivide alcuni tratti con il pop surrealismo e la pittura figurativa contemporanea, ma l’approccio originale e le influenze eterogenee lo distinguono. Rimane un artista indipendente, dal linguaggio difficile da classificare.
  • Quando visse e lavorò David Choe?
    David Choe è un artista contemporaneo statunitense. Nacque a Los Angeles, California, nel 1976[1]. Le prime opere comprendevano tag e graffiti. All'inizio degli anni 2000 ottenne maggiore visibilità per lo stile distintivo, che unisce immagini figurative crude a elementi di graffiti e caricatura. Spesso affronta sessualità, dipendenza e difficoltà personali. Nel 2005 raggiunse il successo mainstream quando realizzò un murale per la sede centrale di Facebook. Invece di accettare un pagamento in contanti, scelse azioni della società. La decisione si rivelò molto redditizia quando Facebook entrò in borsa. Choe ha continuato a creare arte e ha lavorato anche in vari media, tra cui televisione e podcast. Ha esposto in gallerie e musei a livello internazionale. Vive a Los Angeles.
  • Dove posso vedere le opere di David Choe?
    Le opere di David Choe sono apparse in luoghi diversi, dalle gallerie tradizionali agli spazi pubblici meno convenzionali. All’inizio della carriera si dedicò ai graffiti e alla street art, quindi molte opere di quel periodo erano effimere. La sua notorietà crebbe grazie ai lavori commerciali, compresi i murali realizzati negli uffici di Facebook. Completati verso la metà degli anni 2000, divennero famosi dopo il successivo successo finanziario dell’azienda. Choe ha esposto in gallerie di vari paesi, anche se la rappresentanza può cambiare. Le informazioni sulle mostre in corso si trovano in genere negli elenchi delle gallerie o sul sito ufficiale dell’artista. Alcune opere appartengono inoltre a collezioni private e sono meno accessibili al pubblico. Dipinti e disegni compaiono anche alle aste. La varietà della sua produzione fa sì che le occasioni di vedere le sue opere si presentino in contesti diversi e richiedano una ricerca attiva.
  • Da dove proveniva David Choe?
    David Choe nacque a Los Angeles, in California, nel 1976[1]. I suoi genitori erano immigrati coreani. Crebbe tra influenze culturali americane e coreane, che in seguito contribuirono a plasmare il suo stile artistico. Trascorse i primi anni a Los Angeles, poi durante il liceo si trasferì ad Atlanta, in Georgia. Il trasferimento lo mise a contatto con un ambiente culturale diverso. In seguito tornò in California per studiare arte. Frequentò brevemente l’Art Center College of Design a Pasadena, poi lasciò gli studi per seguire un percorso artistico indipendente. I viaggi e le esperienze in diverse regioni hanno contribuito al suo approccio variegato, che fonde graffiti, belle arti e uno stile schietto e personale. Nelle sue opere attinge spesso alla propria storia e al proprio retaggio culturale.
  • Chi è stato influenzato da David Choe?
    È difficile indicare artisti specifici che siano stati direttamente influenzati da David Choe. Il concetto di influenza artistica è complesso: può essere difficile tracciarla e definire un artista «influencer» può essere una tattica di marketing. Tuttavia, la storia più ampia delle influenze nell’arte può aiutare a chiarire la questione. Il movimento dada, con la sua posizione «anti-arte», ha lasciato tracce dimostrabili negli artisti successivi. L’uso di materiali di scarto da parte di Kurt Schwitters ispirò Robert Rauschenberg. Le materie prime dei mezzi di comunicazione di massa furono una risorsa per artisti della Pop art come Richard Hamilton e James Rosenquist. I graffiti di George Grosz si ritrovano alle spalle di Jean-Michel Basquiat. «La sensibilità del fai da te che resiste ai privilegi del professionismo, della raffinatezza e delle credenziali» è un’eredità del dadaismo, e la si può riconoscere in molti artisti contemporanei che rifiutano facili categorizzazioni.
  • Perché le opere di David Choe sono importanti oggi?
    David Choe è un artista contemporaneo la cui opera affronta temi quali la mercificazione, l’identità e il rapporto tra arte e commercio. La sua arte riflette le inquietudini legate al mercato dell’arte e richiama le preoccupazioni visibili nell’opera di Jean-Michel Basquiat. Come Basquiat, diventato famoso negli anni 1980 durante la crescita del mercato dell’arte, Choe affronta la crescente vicinanza tra arte e commercio. I dipinti di Basquiat, spesso arricchiti da simboli monetari e immagini commerciali, criticavano e sfumavano i confini tra espressione artistica e mercati finanziari. Analogamente, l’opera di Choe può essere interpretata attraverso il tema della mercificazione e del suo impatto sull’integrità artistica. Affronta anche questioni d’identità. Basquiat, per esempio, usò l’arte per esplorare la propria identità di artista nero in un mondo dell’arte a prevalenza bianca. L’arte di Choe, pur non concentrandosi sempre sulla razza, incorpora spesso esperienze personali e riferimenti culturali che parlano a un pubblico eterogeneo. Trattando questi temi, le sue opere risuonano presso il pubblico contemporaneo e invitano a riflettere sulle dinamiche complesse del mondo dell’arte e sul suo rapporto con forze sociali ed economiche più ampie.
  • Qual era lo stile artistico di David Choe?
    David Choe sviluppò una tecnica che chiamò «dirty style»: una pittura figurativa cruda e frenetica, che ruota senza sosta intorno al desiderio, al degrado e all’esaltazione. Il suo motivo ricorrente è una balena dai denti sporgenti.
  • Quando è nato David Choe?
    David Choe nacque nel 1976[1].

Fonti

I contenuti su David Choe si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.

  1. [1] Wikipedia Wikipedia: David Choe Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
  2. [2] libro Nicolas Lampert, A People’s Art History of the United States_ 250 Years of Activist Art and Artists Working in Social Justice Movements (New Press People's History) Utilizzata per: analisi stilistica.
  3. [3] libro Edith Young, Color Scheme Utilizzata per: biografia.
  4. [4] libro downmagaz.net, downmagaz.net Utilizzata per: biografia.
  5. [5] libro Factory work : Warhol, Wyeth, Basquiat Utilizzata per: analisi stilistica.
  6. [6] libro Jordana Moore Saggese, Reading Basquiat: Exploring Ambivalence in American Art Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  7. [7] libro Landauer, Susan, The not-so-still life : a century of California painting and sculpture Utilizzata per: biografia.
  8. [8] libro Piotr Barsony, The Stories of the Mona Lisa Utilizzata per: biografia.

Contenuti curati sotto la supervisione di Solis Prints. Fonti verificate il 18 ottobre 2026. Fai clic su una fonte per i dettagli, oppure passa il cursore su [N] nella pagina qui sopra per un’anteprima.

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