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Unknown di Christian Schad
Kreuzabnahme di Christian Schad
Schadografija di Christian Schad
Portrait de Walter Serner di Christian Schad
Unknown di Christian Schad
1894–1982 · tedesco[2]

Christian Schad

  • nuova oggettività
  • dada
[2]

Christian Schad ebbe la rara distinzione di inventare una tecnica fotografica, assistere alla nascita di un movimento artistico e poi realizzare alcuni dei ritratti più inquietanti del ventesimo secolo, tutto prima di compiere quarant’anni. Nato a Miesbach, in Baviera, nel 1894[2], partì per la Svizzera nel 1915[2] per evitare la coscrizione e nel 1916 era al Cabaret Voltaire di Zurigo quando il Dada[2] si presentò al mondo.

Conservate in 5 museiWikipedia9 fonti

Ritratto di Christian Schad

Biografia

Nel 1919[2], mentre lavorava a Ginevra, iniziò a esporre oggetti trovati direttamente su carta da stampa alla luce del sole, producendo immagini senza macchina fotografica che divennero note come Schadographs. Man Ray e László Moholy-Nagy avrebbero sviluppato tecniche simili almeno due anni dopo; Schad arrivò per primo, pur ricevendo meno riconoscimenti. Dopo anni trascorsi a Napoli e Palermo ad assimilare la pittura rinascimentale italiana, si stabilì prima a Vienna e poi a Berlino, dove realizzò le opere per cui è più ricordato: ritratti di grande formato del demi-monde dell’epoca di Weimar, dipinti con una precisione fredda, quasi clinica, che deve qualcosa a Holbein e qualcosa alla inquietante atmosfera sociale della fine degli anni 1920.

Il suo rapporto con il fascismo non fu semplice. Si iscrisse al partito nazista nel 1933[2] e alcune sue opere furono incluse nelle mostre approvate dal regime, ma il suo studio fu distrutto in un bombardamento nel 1943 e trascorse anni in relativa oscurità. La reputazione si riprese notevolmente negli anni 1960. Alla sua morte a Stuttgart nel 1982[2], le sue opere erano entrate nelle collezioni di MoMA, Tate e Neue Nationalgalerie di Berlino. Il Christian Schad Museum aprì ad Aschaffenburg nel 2022, ospitando oltre 3.200 opere.

Cronologia

  1. 1894Nacque a Miesbach, in Baviera.
  2. 1915A 21 anni si trasferì in Svizzera per evitare la coscrizione durante la Prima guerra mondiale.
  3. 1916A 22 anni fu presente al Cabaret Voltaire di Zurigo durante la nascita del dadaismo.
  4. 1919Iniziò a creare Schadographs, immagini senza macchina fotografica ottenute esponendo oggetti alla luce del sole su carta da stampa, a Ginevra, all’età di 25 anni.
  5. 1933Si iscrisse al partito nazista a 39 anni.
  6. 1943Il suo studio fu distrutto durante un bombardamento, quando aveva 49 anni.
  7. 1982Morì a Stoccarda, all’età di 87 anni.

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Domande frequenti

  • Qual è l’opera più famosa di Christian Schad?
    Christian Schad è associato al movimento della Nuova Oggettività; dipinse ritratti e paesaggi urbani. La sua opera più famosa è spesso considerata *Self-Portrait with Model*, nota anche come *Self-Portrait with Erna*. Dipinta nel 1927[2], mostra Schad con una modella nel suo studio. È apprezzata per il realismo netto e la profondità psicologica, tipici della Nuova Oggettività. Il suo approccio combinava un’osservazione distaccata e fredda con dettagli meticolosi, riflettendo l’atmosfera sociale e culturale della Repubblica di Weimar. Altre opere degne di nota sono *Portrait of Dr. Griesebach* del 1917 e *Artillery Site* del 1915. Anche questi dipinti dimostrano la sua capacità di cogliere l’essenza dei soggetti e lo spirito del suo tempo.
  • Cosa dovrei sapere sulle stampe di Christian Schad?
    All’inizio della carriera Christian Schad realizzò stampe, tra cui xilografie a colori e xilografie. Tra gli esempi vi sono «Schlemihl's Encounter with the Shadow» e «Artillery Site», entrambe xilografie a colori. Realizzò anche ritratti xilografici come «Portrait of van Violen» e «Portrait of Dr. Griesebach». Le tecniche xilografiche permettevano agli artisti di fissare permanentemente una forma unica. Il procedimento meccanico della stampa poteva riunire in un insieme le varie fasi del lavoro. L’artista poteva proseguire il lavoro sulla forma senza rischi, rielaborandola per ottenere espressione e compiutezza formale. Il mistero della stampa attirava chi si dedicava all’artigianato. Esaminare le stampe foglio per foglio permetteva di conoscere meglio un artista.
  • A quale stile o movimento apparteneva Christian Schad?
    Christian Schad è legato al dadaismo e alla Neue Sachlichkeit (Nuova oggettività). Le sue attività dadaiste si svolsero soprattutto a Zurigo e Ginevra. Intorno al 1918[2] inventò la «Schadografia», una tecnica fotografica senza macchina fotografica in cui gli oggetti venivano collocati su carta sensibilizzata ed esposti alla luce. Il dadaismo non era una scuola, ma un gruppo eterogeneo nato a Zurigo nel 1916. Gli artisti dadaisti rifiutavano le concezioni tradizionali di arte e cultura, il nazionalismo e il militarismo. Nel 1921 Schad tornò alla pittura figurativa e nel 1925 raggiunse il suo stile maturo di Neue Sachlichkeit, il linguaggio per cui è più noto. In questo stile dipinse spesso ritratti e scene di genere con riferimenti al Rinascimento. Il movimento della Nuova oggettività mirava a un realismo nuovo, oggettivo e privo di idealizzazioni. Schad è stato descritto come il più freddo tra i pittori della Nuova oggettività. I suoi dipinti sono precisi e accurati.
  • Quali tecniche o materiali usava Christian Schad?
    Christian Schad è noto per la pittura, in particolare su vetro. Nella pittura su vetro l’artista applica il colore o valori tonali per ottenere l’effetto desiderato mediante fusione; il vetro diventa poi un filtro per la luce. Le tonalità appaiono attraverso l’assorbimento selettivo o la diffusione di specifiche lunghezze d’onda. Schad applicava pittura vitrea mescolata a sostanze che conferivano colore e opacità, riducendo la quantità di luce. Intorno al 1430, i pittori su vetro adottarono metodi stilistici della pittura a olio e delle arti grafiche, raggiungendo un alto livello di abilità creativa e tecnica. Il vetro diventò il supporto figurativo, paragonabile al legno o alla tela nella pittura. Gli artisti del vetro abbandonarono le regole delle vetrate medievali e usarono il colore in modo naturalistico, aprendo gli sfondi figurativi «verso l’esterno». La luce, di solito proveniente dall’alto a sinistra, nasceva da una fonte immaginaria. Furono introdotti anche il modellato corporeo e le ombre. Schad usava un pennello morbido (sfumino di tasso) per fondere la pittura vitrea opaca e acquosa, nera o marrone. Intorno al 1510 si diffuse una tecnica più avanzata: la punteggiatura su fondo umido, una rifinitura della superficie opaca e umida ottenuta punteggiandola con un pennello grande e morbido (ancora uno sfumino di tasso), una spugna fine o un panno.
  • Per che cosa era noto Christian Schad?
    Christian Schad (1894[2]-1982[2]) è noto soprattutto per il legame con il movimento della Nuova Oggettività in Germania. Questo gruppo di artisti, che comprendeva Otto Dix e George Grosz, mirava a un nuovo realismo privo di idealizzazioni. Lo stile di Schad è caratterizzato da precisione e attenzione ai dettagli. I suoi ritratti hanno spesso una qualità quasi allucinatoria: i soggetti sembrano isolati e introspettivi. Un esempio importante è *Portrait of Doctor Haustein* del 1928[2]. Il dipinto è percorso da una tensione macabra: Doctor Haustein guarda apertamente fuori dal quadro, mentre l’ombra minacciosa della sua amante incombe alle sue spalle. Prima di diventare un pittore della Nuova Oggettività, Schad era legato al dadaismo, movimento artistico nato in Europa durante la Prima guerra mondiale. Artisti dada come Marcel Duchamp e Kurt Schwitters sfidavano le definizioni tradizionali dell’arte con opere assurde e irrazionali. Il primo coinvolgimento di Schad nel dadaismo probabilmente influenzò il suo successivo sviluppo artistico.
  • Quando visse e lavorò Christian Schad?
    Christian Schad (1894[2]-1982[2]) fu un pittore e fotografo tedesco associato al dadaismo e alla Nuova oggettività. Nacque a Miesbach, nell’Alta Baviera, il 21 agosto 1894[2]. Prima della prima guerra mondiale studiò all’Accademia d’arte di Monaco. Durante la guerra evitò il servizio militare trasferendosi in Svizzera. Lì entrò in contatto con il movimento dadaista di Zurigo e con figure come Hugo Ball e Tristan Tzara. Sperimentò l’arte astratta e creò gli «Schadographs», fotogrammi realizzati senza macchina fotografica. Negli anni 1920 visse in Italia e poi a Berlino. In quel periodo il suo stile si orientò verso il realismo della Nuova oggettività. Realizzò ritratti che coglievano l’alienazione e le tensioni sociali della Repubblica di Weimar. Dopo la seconda guerra mondiale si trasferì ad Aschaffenburg, in Germania. In età avanzata tornò a temi più spirituali e astratti. Morì a Stoccarda il 25 febbraio 1982. La sua carriera attraversò diversi movimenti artistici e rifletté la turbolenta storia dell’Europa del 20° secolo.
  • Dove posso vedere le opere di Christian Schad?
    Le opere di Christian Schad si possono ammirare in diversi musei europei, tra cui il Kunstmuseum di Basilea, il Kunstmuseum di Berna e il Kunsthaus di Zurigo. Altri musei sono il Petit Palais di Ginevra e il Kunstmuseum di Winterthur. Negli Stati Uniti, le opere di Schad sono conservate al Metropolitan Museum of Art di New York, al Los Angeles County Museum of Art (LACMA), al Minneapolis Institute of Arts e al Museum of Modern Art di New York. Fuori dagli Stati Uniti e dall’Europa, si possono vedere al Royal Ontario Museum di Toronto. Nel Regno Unito, le collezioni si trovano al Brighton Museum & Art Gallery, al Geffrye Museum di Londra, alla Manchester Art Gallery, ai National Museums of Scotland (Royal Museum) di Edimburgo e al Victoria & Albert Museum di Londra.
  • Da dove veniva Christian Schad?
    Christian Schad nacque a Miesbach, nell'Alta Baviera, il 21 agosto 1894[2]. Miesbach si trova a circa 30 miglia a sud di Monaco. La famiglia era benestante e il padre era avvocato. Schad trascorse gran parte della carriera artistica fuori dalla Germania. Durante la Prima guerra mondiale si trasferì in Svizzera per evitare il servizio militare. Fu legato al dadaismo a Zurigo e in seguito visse in Italia e a Vienna. Alla fine degli anni 1930[2] tornò in Germania. Dopo la Seconda guerra mondiale visse soprattutto ad Aschaffenburg, in Baviera, dove morì nel 1982[2]. Sebbene avesse viaggiato molto e trascorso lunghi periodi all'estero, era originario della Baviera e alla fine tornò nella regione. La prima vita a Miesbach e il successivo soggiorno ad Aschaffenburg fanno da cornice a una carriera che lo vide coinvolto in importanti movimenti artistici europei.
  • Chi è stato influenzato da Christian Schad?
    È difficile individuare artisti specifici influenzati direttamente da Christian Schad. Si possono però discutere i movimenti artistici a cui era legato e gli artisti che vi parteciparono. Schad è associato alla Nuova oggettività, movimento tedesco nato negli anni 1920[2], e al Dada[2]. La Nuova oggettività, o Neue Sachlichkeit, fu in parte una reazione all'espressionismo; i suoi esponenti prediligevano uno stile più realistico e distaccato. Tra gli altri artisti associati alla Nuova oggettività figurano Otto Dix, George Grosz e Max Beckmann. Il coinvolgimento di Schad nel Dada, movimento che rifiutava la logica e accoglieva l'assurdo, lo collega inoltre a una cerchia artistica più ampia. Artisti dadaisti come Hugo Ball, Hans Arp e Marcel Duchamp sperimentarono tecniche non convenzionali e misero in discussione le norme artistiche tradizionali.
  • Chi ha influenzato Christian Schad?
    Christian Schad è stato definito il più freddo tra i pittori della Nuova oggettività, un gruppo di artisti tedeschi che cercava un nuovo tipo di realismo oggettivo. L'opera di Schad ha la precisione di un intervento chirurgico. Fu associato a Max Beckmann, Otto Dix, George Grosz, Gerhard Richter e Charles Sheeler. Nel 1917[2], mentre prestava servizio come soldato durante la Prima guerra mondiale, Schad incontrò Carlo Carra a Ferrara; in seguito i due artisti iniziarono a dipingere in modo simile. Dal 1906 al 1908 Giorgio de Chirico frequentò l'Accademia di Monaco di Baviera, dove rimase affascinato dalle opere fantastiche di Max Klinger e dalle scene mitologiche di Arnold Böcklin. Dal 1911 al 1915 de Chirico visse a Parigi, in gran parte senza entrare in contatto con il cubismo.
  • Chi era Christian Schad?
    Christian Schad (1894[2]-1982[2]) fu un artista tedesco associato al movimento della Nuova oggettività. Questo gruppo di artisti tedeschi mirava a raggiungere un nuovo realismo non idealizzato. I dipinti di Schad presentano spesso una tensione macabra, con soggetti che appaiono isolati e introspettivi. Dopo aver partecipato inizialmente al Dadaismo, verso la fine degli anni 1920[2] iniziò a realizzare ritratti e scene di genere dalla messa a fuoco nitida. Queste opere univano spesso riferimenti al Rinascimento a un senso di ansia «weimariana». Il suo *Portrait of Doctor Haustein* del 1928, oggi nella Collezione Thyssen-Bornemisza, è tipico del suo stile preciso. Il dipinto ha implicazioni psicologiche e il soggetto guarda direttamente fuori dalla tela. Dietro di lui incombe l’ombra minacciosa di una modella. L’artista non era interessato alla politica e si concentrava su soggetti con implicazioni psicologiche anziché sociali.
  • Qual era lo stile artistico di Christian Schad?
    Lo stile artistico di Schad prevedeva ritratti con implicazioni psicologiche, spesso caratterizzati da isolamento e introspezione. I soggetti talvolta assumevano una realtà allucinatoria; Schad è stato descritto come il più freddo degli artisti.

Fonti

I contenuti su Christian Schad si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.

  1. [1] Wikidata Wikidata: Q703331 Utilizzata per: identificativi.
  2. [2] Wikipedia Wikipedia: Christian Schad Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
  3. [3] libro Beard, Lee, 1973- author, Butler, Adam, author; Van Cleave, Claire, author; Fortenberry, Diane, author; Stirling, Susan, author, Beard, Lee, 1973- author, Butler, Adam, author; Van Cleave, Claire, author; Fortenberry, Diane, author; Stirling, Susan, author - The Art Book_ New Edition, Mini Format Utilizzata per: biografia.
  4. [4] libro guggenheim-plana00rowe Utilizzata per: biografia.
  5. [5] libro Allison Lee Palmer, Historical Dictionary of Neoclassical Art and Architecture Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  6. [6] libro Masterpieces of western art : a history of art in 900 individual studies from the Gothic to the present day Utilizzata per: biografia.
  7. [7] libro Neoclassicism and romanticism : architecture, sculpture, painting, drawings, 1750-1848 Utilizzata per: biografia, analisi stilistica.
  8. [8] libro Victoria Charles, Rokoko Utilizzata per: analisi stilistica.
  9. [9] libro Robert Hughes, The Shock of the New, 1980 Utilizzata per: biografia.

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