
Afewerk Tekle
Le vetrate create da Afewerk Tekle per l’Africa Hall di Addis Abeba nel 1958[1] restano tra le opere d’arte più ambiziose realizzate nel continente africano nel secolo 20. Estesa su 150 metri quadrati e composta da tre pannelli, *The Total Liberation of Africa* fu completata quando Tekle aveva 26 anni, appena rientrato da Londra, dove aveva studiato alla Central School of Arts and Crafts e alla Slade School of Art.

Biografia
Nato ad Ankober, nella provincia etiope di Shewa, il 22 ottobre 1932[1], Tekle crebbe sotto l’occupazione italiana e raggiunse l’età adulta in un momento in cui il modernismo africano cominciava ad affermarsi nel linguaggio della formazione accademica europea, insistendo al contempo su temi africani. La sua commissione per Africa Hall, collocata nella sede di quella che sarebbe diventata l’Organisation of African Unity, fece sì che la sua visione della liberazione panafricana fosse letteralmente inscritta nell’architettura dell’identità politica del continente.
Anche gli incarichi successivi furono di grande rilievo: una croce d’altare per la Royal Chapel alla Tower of London (1959[1]), murali alla St George’s Cathedral di Addis Ababa e *The Last Judgment* alla Adigrat Cathedral (1970). *Unity Triptych* (1977) vinse il primo premio all’Algiers International Festival. Fu il primo vincitore dell’Haile Selassie I Prize for Fine Arts nel 1964 e nel 1983 divenne il primo africano eletto membro della Russian Academy of Arts.
Morì nel 2012[1]; aveva anche disegnato i francobolli nazionali etiopi, forse le immagini più diffuse tra tutte le sue opere.
Cronologia
- 1932Nacque ad Ankober, nella provincia di Shewa, in Etiopia.
- 1958Realizzò vetrate per Africa Hall ad Addis Abeba.
- 1958Rientrò dopo essersi formato a Londra.
- 1959Ricevette l’incarico di realizzare la croce d’altare per la Royal Chapel della Tower of London.
- 1964Fu il primo vincitore dell’Haile Selassie I Prize for Fine Arts.
- 1970Completò gli affreschi alla Adigrat Cathedral, *The Last Judgment*.
- 1977*Unity Triptych* vinse il primo premio all’Algiers International Festival.
- 1983Fu eletto alla Russian Academy of Arts
- 2012Morì nel 2012.
Opere principali
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Domande frequenti
Per che cosa è noto Afewerk Tekle?
Afewerk Tekle è noto per le vetrate dell'Africa Hall ad Addis Abeba, intitolate *The Total Liberation of Africa*. Realizzò anche altre commissioni importanti, tra cui una croce d'altare per la Cappella Reale della Torre di Londra e i murali della Cattedrale di San Giorgio ad Addis Abeba.Qual è l’opera più famosa di Afewerk Tekle?
Afewerk Tekle è noto soprattutto per la vetrata della Africa Hall presso la Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Africa (UNECA), ad Addis Abeba. Completata nel 1963[1], l'opera copre 150 metri quadrati. È divisa in tre sezioni, ciascuna concepita per comunicare un messaggio specifico sul passato, il presente e il futuro dell'Africa. La prima illustra la storia africana, dalle antiche civiltà alle lotte del periodo coloniale. La sezione centrale rappresenta le sfide del presente, come malattie, povertà e conflitti. L'ultima offre una visione fiduciosa del futuro dell'Africa, con immagini di progresso, unità e sviluppo. La vetrata della Africa Hall è considerata uno dei risultati più importanti di Tekle ed è diventata un simbolo iconico del modernismo africano. Tekle realizzò anche importanti commissioni per la Cattedrale della Santissima Trinità di Addis Abeba, decorandone gli interni, compresi il santuario e la cupola.Cosa dovrei sapere sulle stampe di Afewerk Tekle?
Per valutare le stampe di Afewerk Tekle, occorre distinguere tra stampa originale, riproduzione e stampa d'epoca. Una stampa originale è concepita e realizzata unicamente come stampa, di solito in una tiratura numerata e firmata dall'artista. Ogni esemplare è originale e viene stampato singolarmente da una lastra, pietra, schermo o matrice creati per quello scopo. Una riproduzione è una copia di un'opera inizialmente realizzata con un altro mezzo, come pittura o acquerello, spesso ottenuta con procedimenti fotomeccanici. Firmare o numerare una riproduzione non ne cambia la natura: resta una riproduzione, non una stampa originale. Una stampa vintage è realizzata all'incirca quando è stato prodotto il negativo; una stampa d'epoca è realizzata entro 10-15 anni. Una stampa moderna è recente e ricavata dal negativo originale. Le stampe fatte a mano, firmate e uniche hanno in genere più valore, così come le tirature con una buona provenienza. È bene controllare problemi di conservazione come foxing, pieghe o danni da raggi UV.A quale stile o movimento apparteneva Afewerk Tekle?
Afewerk Tekle (1932[1]-2012[1]) combinò lo stile accademico europeo con soggetti etiopi. È considerato parte del modernismo etiope. Dopo essersi formato ad Addis Abeba, studiò arte a Londra e Parigi tra la fine degli anni 1940[1] e l’inizio degli anni 1950. Il soggiorno in Europa lo mise a contatto con una varietà di stili occidentali. Ne elaborò una sintesi, in particolare con l’arte della vetrata, integrandola con i temi artistici tradizionali etiopi. Il suo stile ricorre spesso a colori vivaci e composizioni dinamiche, che creano un senso di movimento ed energia. Le sue opere affrontano spesso la storia, la cultura e la religione dell’Etiopia. Aspirava a creare un linguaggio visivo al tempo stesso moderno e distintamente etiope. I suoi dipinti e le sue vetrate si possono ammirare in importanti edifici etiopi, come la Cattedrale della Santissima Trinità ad Addis Abeba.Per che cosa era noto Afewerk Tekle?
Afewerk Tekle (1932[1]-2012[1]) fu un artista etiope, noto per i suoi dipinti e le vetrate. È considerato uno dei più importanti artisti moderni dell’Etiopia. Studiò arte a Londra e in seguito tornò in Etiopia. Le sue opere integravano spesso temi etiopi e iconografia cristiana. Unì gli stili artistici tradizionali etiopi alle tecniche europee apprese durante gli studi. Una delle sue opere più note è la vetrata dell’Africa Hall presso la Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite, ad Addis Abeba. La vetrata raffigura scene della storia e della cultura etiopi. Tekle progettò anche l’emblema nazionale dell’Etiopia. La sua produzione comprendeva dipinti, murali e sculture, oltre alle opere in vetro. Attraverso la sua arte, mirava a rappresentare l’identità etiope.Dove posso vedere le opere di Afewerk Tekle?
L'opera più nota e accessibile di Afewerk Tekle è probabilmente la vetrata all'interno dell'Africa Hall, presso la sede della Commissione economica per l'Africa delle Nazioni Unite (UNECA) ad Addis Abeba. Completata nel 1963[1], la vetrata misura 150 metri quadrati e raffigura la storia, l'unità e il progresso dell'Africa. Sebbene le sedi delle altre opere di Tekle non siano ampiamente pubblicizzate, suoi lavori sono stati esposti in mostre collettive in vari musei e gallerie, tra cui il Museum of Modern Art di New York, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York e la Tate Gallery di Londra. Le sue opere hanno inoltre fatto parte di mostre internazionali a Venezia, Amsterdam e Bruxelles. Per vedere altre opere, è utile rivolgersi a istituzioni culturali, gallerie e collezioni private etiopi.Da dove proveniva Afewerk Tekle?
Afewerk Tekle era etiope. Nacque nella città di Ankober, nella provincia di Shewa. Ankober si trova circa 100 miglia a nord-est di Addis Abeba, la capitale dell'Etiopia. Da giovane Tekle mostrò talento artistico e fu mandato in Europa per studiare arte. Studiò a Londra e in seguito tornò in Etiopia, dove divenne una figura importante nella scena artistica del paese. È considerato uno dei più importanti artisti etiopi del 20° secolo. Le sue opere incorporano spesso temi culturali e storici etiopi e fondono stili tradizionali con tecniche moderne. Tra le altre commissioni, progettò vetrate per la cattedrale di St George ad Addis Abeba.Chi fu influenzato da Afewerk Tekle?
È difficile ricostruire con precisione l'influenza diretta di Afewerk Tekle, ma si possono individuare alcuni legami attraverso le reti di artisti africani attive tra la metà e la fine del 20° secolo. In Sudafrica, il Thupelo Art Project, avviato nel 1985[1], creò una rete di artisti attraverso workshop e studi collettivi. Questi laboratori, insieme ad altri modellati su di essi in paesi come Zimbabwe, Botswana, Mozambico e Senegal, favorirono influenze reciproche e rapporti tra artisti. Tekle non partecipò direttamente a Thupelo, ma tali laboratori crearono spazi di scambio artistico in Africa. Durante l'apartheid, gli artisti neri sudafricani spesso riprendevano lo stile di artisti di successo del periodo precedente, come Gerard Sekoto, Dumile Feni e George Pemba, a causa del limitato accesso alla formazione e alle opportunità espositive. Tuttavia, non vi sono prove chiare che in questo contesto si imitasse specificamente l'opera di Tekle.Chi ha influenzato Afewerk Tekle?
Afewerk Tekle (1932[1]-2012[1]) fu influenzato dalle tradizioni artistiche etiopi e dal modernismo europeo. Ricevette la prima formazione alla Teferi Mekonnen School di Addis Abeba, dove conobbe l’arte religiosa tradizionale etiope, soprattutto l’iconografia della Chiesa ortodossa etiope. Questa base influenzò lo stile iniziale e l’uso del colore. Nel 1947[1] fu scelto per studiare all’estero. Inizialmente si recò a Londra, dove frequentò la Central School of Arts and Crafts. In seguito proseguì gli studi alla Slade School of Fine Art, sempre a Londra. Durante il soggiorno in Europa conobbe diverse correnti artistiche occidentali, fra cui cubismo e futurismo, che influenzarono il suo approccio alla forma e alla composizione. Anche le vetrate europee ebbero un ruolo nella sua evoluzione artistica, come mostrano le vetrate realizzate per l’Africa Hall della sede della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Africa ad Addis Abeba. Afewerk fuse le diverse influenze in uno stile personale, che combina temi etiopi e tecniche europee.Chi era Afewerk Tekle?
Afewerk Tekle (1932[1]-2012[1]) fu un artista etiope, noto soprattutto per i dipinti dedicati a soggetti africani ed etiopi. Nacque ad Ankober, in Etiopia, e rimase orfano in giovane età. Studiò arte a Londra alla Central School of Arts and Crafts e poi alla Facoltà di Belle Arti dell'Università di Firenze. Tornò in Etiopia e aprì uno studio ad Addis Abeba. La sua opera comprende murali, mosaici e dipinti. Tra le sue opere più note c'è la vetrata dell'Africa Hall della Commissione economica per l'Africa delle Nazioni Unite, ad Addis Abeba. Progettò anche le vetrate della Cattedrale della Santissima Trinità, sempre ad Addis Abeba, dove si dice sia sepolto. Il suo stile univa elementi artistici tradizionali etiopi e modernismo europeo. Mirava a rappresentare la storia e la cultura dell'Etiopia e a celebrare l'unità africana. Ricevette numerosi premi e riconoscimenti per il contributo all'arte e alla cultura etiopi.Perché le opere di Afewerk Tekle sono importanti ancora oggi?
Afewerk Tekle (1932[1]-2012[1]) fu uno degli artisti più celebrati d’Etiopia. Formatosi ad Addis Abeba e in seguito a Londra e Parigi, unì le tecniche artistiche europee a soggetti etiopi. Le sue opere sono importanti perché rappresentano una svolta verso nuove immagini per una società in trasformazione, nello spirito dell’indipendenza postcoloniale. La sua arte rifiuta l’idea che esista uno stile «africano» specifico; al contrario, seguì un percorso personale e originale. I dipinti e i progetti di vetrate di Tekle raffigurano spesso la storia, la cultura e i temi religiosi dell’Etiopia. La sua opera promuove il panafricanismo e l’unità etiope. Un esempio è la grande vetrata della Africa Hall ad Addis Abeba. Disegnò anche l’emblema dell’Organizzazione dell’Unità Africana. La sua visione artistica esprimeva un senso di ottimismo e autodeterminazione che resta attuale.
Fonti
I contenuti su Afewerk Tekle si basano sulle seguenti fonti primarie e terziarie.
- [1] Wikipedia Wikipedia: Afewerk Tekle Utilizzata per: biografia, date di nascita, date di morte, identificativi, attribuzione al movimento, nazionalità.
- [2] libro Förster, Till.,Kasfir, Sidney Littlefield., African Art and Agency in the Workshop Utilizzata per: biografia.
- [3] libro John Peffer, Art and the End of Apartheid Utilizzata per: biografia.
- [4] libro Gardner, Helen, 1878-1946, Gardner's art through the ages Utilizzata per: biografia.
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